L’influencer è meglio nano
Le micro-community stanno emergendo a discapito del mainstream e del generalista. Per le aziende ora conta di più la fidelizzazione del cliente e meno la brand awareness
Le micro-community stanno emergendo a discapito del mainstream e del generalista. Per le aziende ora conta di più la fidelizzazione del cliente e meno la brand awareness
Tra voglia di raccontarsi e desiderio di piacere le metriche social hanno reso quantificabili le reazioni. Così siamo arrivati a un’industria delle relazioni. Changes ne ha parlato con Gabriella Taddeo.
L’hype sul Metaverso si è trasformato in un sentiment negativo ma il mercato della realtà aumentata e delle esperienze immersive che stanno alla base nelle interazioni online corrono veloce con una serie di applicazioni pratiche. Forse cambierà semplicemente nome.
Chi non è sui social esiste davvero? I contenuti che non vediamo sul web assolvono davvero la loro funzione? C’è un sottobosco di comunicazioni via mail e messaggi privati tramite qualsiasi strumento tecnologico che producono una massa di dati e contenuti difficili da tracciare che non si possono più ignorare.
Il grande cruccio di influencer e creator è come monetizzare il successo sui social. Dopo il caso OnlyFans ora le piattaforme si adeguano e puntano su contenuti di qualità e di servizio.
La moltiplicazione dei documentari su personaggi viventi della musica, del cinema e dello sport sono il termometro di come sia cambiato il rapporto tra pubblico e celebrità.
Troppe volte negli ultimi mesi si è parlato di crollo dei Non Fungible Token. In realtà il loro utilizzo si sta rimodulando, inserendosi in strategie digitali più complesse.
Nel rapporto complicato tra artisti e piattaforme dedicate alla diffusione della musica in Rete c’è stata fino a oggi almeno una case history di successo, e si chiama Bandcamp.
L’unione di inflazione e streaming è un neologismo che spiega perché il comparto della tv on demand sia all’incessante ricerca del prezzo più alto che i clienti sono disposti a pagare.
A 20 anni dal lancio di Second Life, primo esperimento di mondo virtuale, in tanti provano a sfondare nella realtà tridimensionale: da Roblox a Horizon Worlds passando per PlayStation Home e Lively. Ma c’è davvero qualcuno in grado di sfondare?




