AI e disabilità: tecnologia al servizio dell’inclusione
L’Intelligenza artificiale può facilitare l’accesso delle persone disabili all’interno del mondo del lavoro. Assieme alle potenzialità, però, non mancano i rischi.
L’Intelligenza artificiale può facilitare l’accesso delle persone disabili all’interno del mondo del lavoro. Assieme alle potenzialità, però, non mancano i rischi.
L’Intelligenza Artificiale è ormai molto presente anche nell’ambito della gestione delle risorse umane. Innovando processi ma ponendo anche nuovi interrogativi.
Questa tecnologia nel futuro sarà sempre più integrata nei sistemi decisionali, nel lavoro e nell’educazione sollevando non pochi interrogativi su come limitarne i rischi massimizzando al contempo le grandi opportunità.
L’impatto della nuova tecnologia sul mondo del lavoro promette di essere rivoluzionario. Alcune professioni scompariranno ma la maggior parte subirà cambiamenti che ne muteranno il volto. L’importanza della formazione continua.
A oggi la ricerca accademica concorda su un punto: non esiste alcun sistema autocosciente anche se alcuni scienziati suggeriscono che in futuro potrebbe essere possibile sviluppare sistemi con indicatori simili alla consapevolezza.
Ogni anno ancora tremila vittime e centinaia di migliaia di feriti: per ridurre queste cifre servono dati, tecnologie predittive e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e ricerca. Il contributo del Think Tank The Urban Mobility Council del Gruppo Unipol alla costruzione di una nuova cultura della prevenzione.
Uno degli ambiti più promettenti riguarda l’intelligenza artificiale e diagnosi. Non mancano però i rischi legati soprattutto al bias algoritmico che può replicare o amplificare disuguaglianze esistenti.
L’AI non è più solo uno strumento di analisi dati, ma un vero e proprio attore nel supporto psicologico. Il 70% dei professionisti sanitari italiani si dichiara favorevole a una maggiore integrazione delle tecnologie digitali nel proprio lavoro.
Con Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV porta la Chiesa dentro il dibattito sulla quarta rivoluzione industriale: dall’intelligenza artificiale alle guerre ibride, fino al rischio che tecnologia e algoritmi finiscano nelle mani di pochi. Changes ne ha parlato con Alessandro Aresu.
La PA è uno dei settori strategici dell’AI Continent dell’UE. Ma qual è la strada per un’AI sicura e di successo? Con noi l’esperto di digitalizzazione Stefano Quintarelli, padre dello SPID.
L’uso dell’Intelligenza artificiale si sta diffondendo sempre di più all’interno della scuola. Soprattutto tra gli studenti. Un fenomeno che apre nuove possibilità, ma che presenta anche diversi rischi.
Non sta ancora sostituendo il lavoro umano su larga scala, ma ne sta già cambiando profondamente la natura. Uno studio di Anthropic evidenzia un forte divario tra il potenziale teorico dell’IA e il suo utilizzo reale: se in alcuni settori potrebbe automatizzare fino al 94% delle attività, nella pratica l’adozione si ferma a circa un terzo.
Una domanda all’IA. Viviamo in un mondo dove le merci, i dati e le idee attraversano i confini più velocemente delle persone. E mentre le mappe politiche sembrano immutabili, la realtà quotidiana racconta una crescente interdipendenza. Tra mezzo secolo, gli Stati nazionali saranno ancora il perno dell’ordine globale o i confini diventeranno qualcosa di molto diverso da come li conosciamo oggi?
La salute è uno degli ambiti strategici individuati dall’AI Continent dell’Europa. Tra opportunità concrete, collaborazione uomo-macchina e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’AI ridisegna il presente della medicina.
L’uso dell’intelligenza artificiale nelle bonifiche ambientali migliora la valutazione del rischio, la stima dei costi e il dialogo tra istituzioni, imprese e assicurazioni. Changes ne ha parlato con Alessio Tommaso Fusco.