Dalla terra alla tavola: così l’AI cambia il cibo
L’agroalimentare è uno dei settori strategici per l’applicazione dell’intelligenza artificiale. Lo dice anche l’AI Continent dell’UE. L’intelligenza artificiale apre una nuova era per l’agricoltura?


- 20 Ott | di Massimo Di Braccio



- 14 Ott | di Monica Bormetti
L’agroalimentare è uno dei settori strategici per l’applicazione dell’intelligenza artificiale. Lo dice anche l’AI Continent dell’UE. L’intelligenza artificiale apre una nuova era per l’agricoltura?
Tra pressione della performance, confronto continuo sui social e incertezza sul futuro, cresce il disagio soprattutto tra i più giovani. Riconoscere quando una reazione fisiologica comincia a interferire con la vita quotidiana è il primo passo per intervenire.
Dall'India alle grandi aziende tecnologiche, cresce il mercato degli egodata: milioni di ore di gesti quotidiani vengono registrate per insegnare all'intelligenza artificiale a vedere, muoversi e imparare come un essere umano.
Per decenni è rimasta una tecnologia di nicchia. Oggi la geotermia torna al centro della transizione energetica europea tra innovazione, sicurezza energetica, litio e nuove regole che potrebbero accelerarne la diffusione.
L'intelligenza artificiale migliora diagnosi, programmazione e produttività. Ma diversi studi mostrano un effetto inatteso: quando deleghiamo troppo alle macchine rischiamo di perdere competenze, attenzione e capacità di giudizio.
Dall’Himalaya alle Alpi, lo scioglimento dei ghiacciai cambia la disponibilità di acqua, aumenta il pericolo di frane e alluvioni e mette sotto pressione economie e popolazioni. Perché quello che succede a monte finisce per arrivare a valle.
Chatbot, menu automatici e procedure infinite promettono efficienza, ma spesso trasferiscono tempo, fatica e responsabilità direttamente sui clienti. Il risultato è un paradosso: più tecnologia, meno aiuto.
L'intelligenza artificiale è ormai il compagno di studio quotidiano di milioni di ragazzi. Andrea Garavaglia spiega perché la sfida non è vietarla, ma insegnare a usarla senza rinunciare al pensiero critico, all'autonomia e alla capacità di comprendere davvero ciò che si apprende.
Dopo gli anni del greenwashing e del greenhushing emerge una nuova idea di comunicazione: raccontare ciò che si fa davvero, con dati, trasparenza e senza promettere l'impossibile.
Lo scandalo Volkswagen del 2015 non ha segnato soltanto il destino del diesel: ha trasformato il modo in cui governi e autorità verificano ciò che le tecnologie dichiarano di fare. Ma cosa è cambiato veramente?