Fatica cronica: quando la stanchezza non passa
Questa condizione risulta particolarmente invalidante e rischia di impattare molto negativamente sulla qualità della vita. Forte anche l’impatto economico sulla società
- 21 Ago | di Redazione Changes
- 14 Ago | di Redazione Changes
- 27 Lug | di Redazione Changes IA
Questa condizione risulta particolarmente invalidante e rischia di impattare molto negativamente sulla qualità della vita. Forte anche l’impatto economico sulla società
Rendere un posto di lavoro inclusivo vuol dire anche considerare le necessità di adeguarlo alle necessità di chi è caratterizzato da un diverso funzionamento neurocognitivo.
Traffico, treni e tempi dilatati: spostarsi tutti i giorni per lavoro non è soltanto mobilità, ma un fattore che incide su salute, relazioni e accesso alle opportunità, ampliando disuguaglianze spesso invisibili.
Le città si surriscaldano sempre di più e gli alberi possono dimezzare l’effetto delle isole di calore urbane. Ma gli studi mostrano anche un’altra verità: il verde è distribuito in modo diseguale e da solo non sarà sufficiente a proteggerci dalle temperature estreme.
Semplifica e ci aiuta ad andare veloci, ma a volte modifica la realtà invece di leggerla. Così funzionano i bias cognitivi che sono scorciatoie di tutti, nessuno escluso. Riconoscerli è difficile, aggirarli ancora di più. Ma rallentare, ogni tanto, può fare la differenza.
Uno degli ambiti più promettenti riguarda l’intelligenza artificiale e diagnosi. Non mancano però i rischi legati soprattutto al bias algoritmico che può replicare o amplificare disuguaglianze esistenti.
Uno studio dell’Università di Cambridge mette in luce i rischi del gioco guidato dall’IA generativa che può creare frustrazione, fraintendimenti e legami illusori nei più piccoli. Servono regole, trasparenza e un ruolo attivo degli adulti.
L’AI non è più solo uno strumento di analisi dati, ma un vero e proprio attore nel supporto psicologico. Il 70% dei professionisti sanitari italiani si dichiara favorevole a una maggiore integrazione delle tecnologie digitali nel proprio lavoro.
Crescere con il peso costante di dover essere sempre "all'altezza" può prosciugare le nostre energie più profonde. Capire che quel senso di vuoto ha un nome è il primo passo per smettere di colpevolizzarsi e iniziare a prendersi cura di sé.
Nel tempo dell’esposizione permanente, il corpo non è più solo materia biologica ma linguaggio, archivio e racconto pubblico dell’identità individuale e collettiva.




