Chip nel cervello e nella retina: la nuova frontiera della medicina
Un chip grande pochi millimetri può restituire la vista o la voce: le interfacce cervello-computer aprono nuove possibilità, ma sollevano interrogativi ancora senza risposta.
Un chip grande pochi millimetri può restituire la vista o la voce: le interfacce cervello-computer aprono nuove possibilità, ma sollevano interrogativi ancora senza risposta.
Quando la salute dipende da catene globali fragili: il controllo dei principi attivi farmaceutici e la nuova vulnerabilità dell’Occidente. Perché i nostri farmaci sono diventati un’arma geopolitica.
Una domanda all’IA. Il numero di trapianti è in costante crescita, ma la carenza di donatori resta un limite drammatico. Nel frattempo, la ricerca nel bioprinting avanza, promettendo organi su misura. Ma siamo davvero vicini al momento in cui stamperemo cuore, fegato o rene al posto di attendere?
Le situazioni di disagio anche nella vita adulta provocano emozioni scomode che portano un messaggio. Non vanno colmati in fretta, ma interrogati con pazienza.
Perché nel percorso evolutivo della sanità e della salute, in cui la tecnologia sta cambiando i rapporti tra aziende e pazienti, l’informazione è decisiva.
I valori di lealtà, gioco di squadra, spirito di sacrificio sono comuni alle discipline sportive e alle iniziative a vantaggio dei meno fortunati. Da questa consapevolezza nasce l’adesione di Unipol al programma Running for Good che prevede la realizzazione di campi estivi per bambini e ragazzi che vivono situazioni di difficoltà o di fragilità sociale.
Il tema del benessere psicofisico è all’ordine del giorno. Nelle nuove generazioni, ma non solo, si parla molto di fragilità e antifragilità, di come reagiamo e in quali altri modi potremmo reagire alle pressioni del mondo esterno. Nell’ultima puntata del progetto INKlusion abbiamo riflettuto su questi temi insieme a Giuliano Caggiano, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, founder, partner e presidente di InContatto.
Il Lago d’Aral un tempo era il regno dei pescatori. Oggi è la prova concreta di come abbiamo modificato l’ecosistema e un esempio dei tentativi per riportare in vita un patrimonio naturale.
L’amica che ti chiede un favore, il capo che stravolge le priorità all’ultimo minuto, la famiglia che ti chiede di rinunciare a quel poco tempo che avevi per te. Sono solo alcuni esempi di come le nostre vite, a volte, siano governate dalle esigenze di altri e non da ciò che vogliamo noi.
Siamo tra i popoli più sedentari e pigri d’Europa. La ragione? Una scarsa educazione al movimento ma anche la mancanza di infrastrutture. Changes ne ha parlato con Nico Bortoletto.
Esploratore, artista, giudice, guerriero. Le strade per essere creativi, favorire il rinnovo delle cellule neuronali, diminuire lo stress con effetti positivi sul nostro livello di benessere.
Viviamo in una condizione di overload informativo e non è sempre facile riuscire a mantenere uno stato mentale di calma e lucidità. La sensazione che ne deriva è di stress che ci porta poi a bloccarci. Come difendersi.
La fine della pandemia non è più un miraggio. Per recuperare socialità e sicurezza bisogna ripartire da zero, senza guardare indietro.
In aumento lo spreco di cibo, soprattutto frutta e verdura. Manca un’educazione alla nutrizione che è la prima prevenzione per avere una buona salute.
La scienza come laboratorio di coltivazione degli errori. Mai come oggi è vero come ci racconta il saggio di Telmo Pievani che ci porta alla serendipità.