Sul clima decidano i cittadini

Cresce anche in Italia il fenomeno delle Climate Assembly. Promuovono proposte concrete, spesso anche creative, presso chi è istituzionalmente chiamato ad amministrare e governare.
Cresce anche in Italia il fenomeno delle Climate Assembly. Promuovono proposte concrete, spesso anche creative, presso chi è istituzionalmente chiamato ad amministrare e governare.
Gruppo Unipol porta il dibattito sulla comunicazione del cambiamento climatico alla 44esima edizione del Premio Ischia di Giornalismo. Pasotto, Taddia e Pitzianti sono i finalisti del Premio Opening New Ways of Journalism.
Si chiama PPRD-Med ed è un coordinamento di protezione civile nell’area euro per la prevenzione del rischio di catastrofi, la preparazione e la risposta agli eventi estremi a livello subregionale e regionale.
Troppa o troppo poca. L'emergenza climatica sta trasformando l'acqua da preziosa risorsa in un disastro ambientale. La risposta è rinaturalizzare le aree urbane, rendendole permeabili alla pioggia. Cosa fa il movimento Slow Water e come funzionano le sponge city.
Accordo con Elon Musk per l’acquisto di terminali Starlink che consentono l’accesso satellitare a Internet. UnipolSai concede proroghe e agevola la gestione dei sinistri. Cimbri: “Un dovere portare il proprio contributo”.
In Italia, la Torre di Babele sembriamo trovarla nell’incomunicabilità fra il PNRR da un lato e le siccità e le alluvioni dall’altro. Cosa ancora ci serve toccare con mano prima di crederci?
Conoscere i cambiamenti climatici è il primo passo del cambiamento. Come funziona la nuova piattaforma nazionale per informare e sensibilizzare i cittadini lanciata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE).
In Italia le foreste gestite in maniera responsabile aumentano o diminuiscono? I risultato del Rapporto annuale curato da PEFC Italia sono incoraggianti.
Siccità, inondazioni, uragani. La causa degli eventi estremi della crisi climatica è antropogenica. Siamo noi. Ammetterlo è il primo passo.
Saranno le città a produrre l'accelerazione urgentemente necessaria, che finora non è arrivata dagli Stati, nella lotta contro l'emergenza climatica?
Il negoziato climatico è circondato dallo scetticismo verso un’umanità incapace di rinunciare a immediate comodità anche a costo di correre verso il disastro. Eppure, la sfida del buco nella fascia di ozono sembra raccontare una storia diversa. Le due cose sono connesse in molti modi. Perché non ci riusciamo?
A giudicare dagli scarsissimi, irritanti risultati con cui si è conclusa a novembre la COP27 di Sharm el-Sheikh, l'iniziativa non ha sortito gli effetti sperati. Ma è stata comunque importante per le nuove figure legali a difesa del clima.
Il duello tra immediatisti e transizionisti alla ricerca di soluzioni climatiche e la contrapposizione tra colpevolisti e gli efficientisti su chi dovrebbe pagare il conto del cambiamento allontanano dalle soluzioni.
La ventisettesima Conferenza delle Parti (COP) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) tra proposte e dubbi. Dopo 30 anni, dovremmo cambiare formula?
I piccoli Comuni sono un punto di forza per il futuro del nostro Paese. Molti occupano territori vulnerabili dal punto di vista sismico, idrogeologico e ambientale ma gli interventi di messa in sicurezza non sono gli unici componenti che ne garantiscono l’abitabilità e quindi la sopravvivenza.