VUCA: abitare il cambiamento senza esserne travolti

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VUCA: abitare il cambiamento senza esserne travolti

I nostri tempi sono VUCA: volatili, uncertain (incerti), complessi, ambigui. Per modificare il nostro destino abbiamo ancora un’ultima possibilità: cambiare.

In un mondo che cambia a velocità vertiginosa, spesso ci sentiamo disorientati, spaesati, perfino spaventati. Da bambino, quando avevo paura, mi stendevo per terra: un gesto semplice, istintivo, che mi riportava a una base concreta. Oggi, in tempi complessi e incerti, quella base è diventata la filosofia. È lì che si galleggia nel tempo, ed è da lì che si può iniziare a comprendere davvero la realtà che ci circonda.

Viviamo in un’epoca VUCA: volatili, incerti, complessi e ambigui sono i contorni del nostro presente. Ma questo acronimo è solo una parte della storia. L’altra parte la scriviamo noi, riscoprendo la nostra capacità di adattarci e trasformarci. E, paradossalmente, la bussola per orientarsi potrebbe arrivare da molto lontano: da Eraclito, filosofo del cambiamento per eccellenza.

Cos’è il modello VUCA

Nato in ambito militare e oggi adottato anche nel mondo del business e della formazione personale, il modello VUCA descrive le caratteristiche di un contesto instabile come quello attuale. L’acronimo sta per:

  • Volatility (volatilità): cambiamenti rapidi e imprevisti;
  • Uncertainty (incertezza): difficoltà nel prevedere gli sviluppi futuri;
  • Complexity (complessità): molteplici variabili interconnesse;
  • Ambiguity (ambiguità): mancanza di chiarezza nelle situazioni.

Ma qual è il significato di VUCA nella vita quotidiana? È lo scenario in cui ci troviamo ogni giorno, spesso senza strumenti adeguati per affrontarlo. È il contesto che ci impone di trovare nuovi modi per resistere, adattarci, evolvere.

Vivere in un mondo instabile: cosa significa oggi

Viviamo immersi in una realtà che cambia più in fretta di quanto riusciamo a comprenderla. E questo genera insicurezza, smarrimento, ansia. Il tempo ci appare come un nemico, come suggerisce il poeta T.S. Eliot in uno dei Four Quartets: «Time the destroyer is time the preserver». Ma è proprio nel flusso incessante del tempo che può nascondersi una risorsa.

La volatilità ci obbliga ad abbandonare la ricerca di certezze assolute. L’incertezza mette in discussione le nostre abitudini. La complessità ci impone di sviluppare una visione sistemica. E l’ambiguità ci ricorda che non tutte le domande hanno una risposta immediata.

Il mondo VUCA non è una condanna, ma un’opportunità. Una chiamata ad allenare nuove competenze, a cambiare prospettiva. A diventare protagonisti attivi del cambiamento.

Eraclito e il cambiamento come condizione umana

Per affrontare l’instabilità, non dobbiamo per forza inventare nuove teorie. A volte, basta riscoprire antiche verità. Come quelle di Eraclito, il filosofo greco che meglio ha saputo raccontare la natura mutevole della realtà. «Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo». Secondo Eraclito, il cambiamento è l’unica vera costante. Tutto scorre, tutto muta: non possiamo entrare due volte nello stesso fiume, e non possiamo restare uguali a noi stessi. La vita ci insegna che tutto cambia, e opporsi al cambiamento equivale a negare la nostra stessa natura.

Il filosofo ci invita ad abbracciare la contraddizione, a cogliere l’armonia nascosta che nasce dal conflitto: «Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l’armonia più bella».

In un mondo VUCA, comprendere che la tensione tra gli opposti può generare equilibrio ci aiuta a superare la paura. A trovare nel contrasto una forma di bellezza. Ancora, Eraclito ci avverte sul rischio di chiudersi nel proprio punto di vista: «[…] agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo».

Il logos, la ragione comune, è ciò che consente il dialogo, lo scambio, la comprensione reciproca. Chi si isola, chi non ascolta, rinuncia alla possibilità di crescere. E infine, una delle lezioni più forti: «Per l’uomo il carattere è il demone», il suo dàimon, il suo destino, ciò che determina i suoi comportamenti e i risultati della sua esistenza. Ma anche questo può cambiare. Il nostro destino non è immutabile: dipende da noi, dalle scelte che facciamo, dalla volontà di evolvere. Come scriveva Eraclito: «se non spera, non troverà l’insperato».

Strategie per abitare il cambiamento

Per sopravvivere – e prosperare – in un mondo VUCA, non basta comprendere il cambiamento: bisogna abitarlo. Ecco alcune strategie chiave:

1. Resilienza

La capacità di affrontare le difficoltà senza spezzarsi. Come un albero flessibile al vento, la resilienza permette di resistere ai colpi del destino, senza perdere la propria identità.

2. Flessibilità mentale

Essere disposti a mettere in discussione le proprie convinzioni. Ad adattarsi alle nuove informazioni, a cambiare strada quando serve. In un mondo complesso, la rigidità è un lusso che non possiamo più permetterci.

3. Apprendimento continuo

Mai smettere di imparare. Mai pensare di sapere abbastanza. La vera intelligenza, oggi, non è detenere certezze, ma saper imparare velocemente. L’unica sicurezza è il movimento.

In conclusione, il modello VUCA ci mette davanti a un bivio: possiamo subirne le conseguenze o possiamo attraversarlo con consapevolezza. E forse, proprio grazie alle parole di Eraclito, possiamo imparare a vedere nel cambiamento non una minaccia, ma la nostra occasione più autentica per evolverci.

*Articolo pubblicato il 16 giugno 2022 e sottoposto a successive revisioni

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Economista, consulente strategico e corporate trainer. Si è formato all’Università Bocconi di Milano e all’INSEAD di Fontainebleau, e ha girato il mondo per lavoro e per passione: Head of Business Development Unit di Finmeccanica in Russia, Senior Manager di McKinsey a Londra e Principal di AlphaBeta a Singapore, dove ha gestito progetti con aziende del calibro di Google, Uber e Microsoft. In precedenza, ha lavorato anche presso Goldman Sachs e le Nazioni Unite a New York. Tornato a Bari, ha fondato la Disal Consulting e si occupa di ricerca, consulenza, comunicazione e formazione per grandi aziende italiane (Ferrari e UniCredit), colossi digitali (Netflix e Amazon), istituzioni multilaterali (World Economic Forum) e governi nazionali (Francia, Cina e Germania). Insegna alla IE Business School di Madrid e alla Nanyang di Singapore, e dirige il Master in Digital Entrepreneurship presso H-Farm, dove cerca di trasmettere l’importanza dello storytelling per la riuscita di un progetto imprenditoriale. Dopo il successo del suo primo libro Flow Generation - manuale di sopravvivenza per vite imprevedibili, ha pubblicato con Hoepli Phygital - il nuovo marketing tra fisico e digitale.