Il lavoro dei sogni esiste davvero o è solo un’utopia?
La ricerca di un lavoro flessibile è il chiodo fisso della Generazione Z che vuole realizzarsi facendo qualcosa di utile per la comunità. Come si fa a non tradire i propri sogni.


- 1 Ott | di Isabella Pierantoni



- 25 Set | di Carlo Bordone
La ricerca di un lavoro flessibile è il chiodo fisso della Generazione Z che vuole realizzarsi facendo qualcosa di utile per la comunità. Come si fa a non tradire i propri sogni.
Una relazione esclusiva non è più un fatto scontato, ma una possibilità tra molte. In un’epoca di trasformazioni sociali e affettive, si ridefiniscono i legami, i desideri e le regole del convivere.
Focus sulla cultura del rischio in Italia. Perché la prevenzione resta sottovalutata? Strumenti educativi, campagne informative e incentivi per migliorare la resilienza di cittadini e aziende.
Le nuove generazioni riscrivono l’identità personale come diritto fluido e in evoluzione, tra autodeterminazione, tecnologia e riconoscimento sociale.
Il rientro in città dopo la pausa estiva coincide con la ripresa di ritmi frenetici e porta a ripensare il valore del tempo. E se le nostre città fossero costruite per usarlo al meglio? Il dibattito è aperto e crescono le sperimentazioni basate sul modello della “Città da 15 minuti”.
Non è la prima volta che la tecnologia fa paura. Già negli anni ’30 l’economista John Maynard Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica”. A che punto siamo? Cosa ci insegnano i casi Duolingo, Klarna e Shopify.
È una di quelle idee di cui si è detto tante volte che il momento per realizzarla era giunto: sarà la volta buona con la prossima legislatura?
Di persona e in digitale: la fusione tra le due dimensioni è la formula di organizzazione ibrida del lavoro che si sta affermando post pandemia ma non è nata oggi.
Di fronte a un problema bisogna diventare brutalmente creativi. Ma quali competenze occorrono? Una guida arriva dal World Economic Forum.
UNA DOMANDA ALL’IA - Il quesito che scuote la tabella tattica e le panchine degli stadi: può un’intelligenza artificiale superare l’esperienza, il carisma e l’intuito di un grande allenatore umano?