I super-ricchi pagheranno più tasse grazie all’IA?
UNA DOMANDA ALL’IA - Sì, la stessa tecnologia che alimenta chatbot e automobili autonome sembra destinata a rivoluzionare anche la tassazione dei grandi patrimoni. Ma quanto è realistico?
- 16 Ott | di Massimo Di Braccio
- 15 Ott | di Filippo Poletti
- 9 Ott | di Elisa Venco
- 1 Ott | di Isabella Pierantoni
UNA DOMANDA ALL’IA - Sì, la stessa tecnologia che alimenta chatbot e automobili autonome sembra destinata a rivoluzionare anche la tassazione dei grandi patrimoni. Ma quanto è realistico?
Flessibilità, indipendenza e autodeterminazione sono le parole chiave. Non è una fuga dalle responsabilità, ma un modo diverso di concepirle. Un cambiamento che sta già ridisegnando il futuro sociale ed economico del Paese. I risultati della ricerca Generationship 2025 di Unipol Changes realizzata da Kkienn su un campione di Millennials e Generazione Z.
Dai centri sociali degli anni ’80 alle playlist di TikTok, la Generazione Z riporta in vita un linguaggio identitario e inclusivo che riflette fragilità, fluidità di genere e ricerca di comunità.
La ricerca di un lavoro flessibile è il chiodo fisso della Generazione Z che vuole realizzarsi facendo qualcosa di utile per la comunità. Come si fa a non tradire i propri sogni.
Una relazione esclusiva non è più un fatto scontato, ma una possibilità tra molte. In un’epoca di trasformazioni sociali e affettive, si ridefiniscono i legami, i desideri e le regole del convivere.
Focus sulla cultura del rischio in Italia. Perché la prevenzione resta sottovalutata? Strumenti educativi, campagne informative e incentivi per migliorare la resilienza di cittadini e aziende.
Le nuove generazioni riscrivono l’identità personale come diritto fluido e in evoluzione, tra autodeterminazione, tecnologia e riconoscimento sociale.
Il rientro in città dopo la pausa estiva coincide con la ripresa di ritmi frenetici e porta a ripensare il valore del tempo. E se le nostre città fossero costruite per usarlo al meglio? Il dibattito è aperto e crescono le sperimentazioni basate sul modello della “Città da 15 minuti”.
Non è la prima volta che la tecnologia fa paura. Già negli anni ’30 l’economista John Maynard Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica”. A che punto siamo? Cosa ci insegnano i casi Duolingo, Klarna e Shopify.
È una di quelle idee di cui si è detto tante volte che il momento per realizzarla era giunto: sarà la volta buona con la prossima legislatura?




