Poliamore: riscrivere l’amore tra libertà, rispetto e comunicazione

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Poliamore: riscrivere l’amore tra libertà, rispetto e comunicazione

Il poliamore non è moda ma pratica consapevole: comunicazione, libertà e consenso riscrivono il senso delle relazioni oltre l’amore esclusivo e possessivo.

In un’epoca in cui le relazioni si diversificano e si moltiplicano al di fuori dei modelli tradizionali, il poliamore si afferma come una pratica relazionale tanto discussa quanto fraintesa. Lungi dall’essere una moda passeggera, il poliamore è un approccio all’amore fondato su consapevolezza, rispetto e comunicazione.

Al centro di questa visione c’è il superamento dell’idea di esclusività come condizione necessaria per l’amore autentico. In un mondo che ha sempre celebrato la coppia monogama come norma, il poliamore apre a un’idea diversa di intimità, basata sulla libertà di costruire legami multipli, ma sempre in modo etico e condiviso.

Cos’è il poliamore e cosa non è

Il poliamore è una forma di non monogamia consensuale in cui è possibile avere più relazioni affettive e/o sessuali contemporaneamente, con la piena consapevolezza e il consenso di tutte le persone coinvolte. Non esiste un’unica struttura: ci sono relazioni gerarchiche, in cui si riconosce una relazione “principale” accanto ad altre, e relazioni fluide, in cui non ci sono ruoli fissi o priorità prestabilite.

È importante chiarire che il poliamore non è sinonimo di coppia aperta, anche se le due pratiche possono talvolta sovrapporsi. Nella coppia aperta, l’apertura è spesso solo sessuale, mentre il poliamore include anche il coinvolgimento emotivo.

Ancor meno il poliamore è sinonimo di disimpegno. Al contrario, richiede un forte investimento di amore consapevole, fatto di confronto continuo, autocritica e gestione delle emozioni.

Comunicazione, consenso e libertà

I pilastri del poliamore sono tre: comunicazione, consenso e libertà. Parlare apertamente dei propri desideri, paure e bisogni è fondamentale per evitare fraintendimenti e costruire relazioni autentiche.

Il consenso non è un elemento formale, ma una pratica quotidiana: significa assicurarsi che ogni persona coinvolta sia informata e abbia scelto liberamente di partecipare a quella dinamica relazionale. Questo distingue radicalmente il poliamore dalla menzogna e dal tradimento.

Infine, la libertà: non come libertà di ferire, ma come possibilità di esplorare il legame al di fuori degli schemi imposti. Per molte persone, soprattutto appartenenti alla comunità LGBTQIA+, il poliamore si intreccia con un amore queer, che rifiuta l’eteronormatività e reinventa le relazioni su basi più eque e personalizzate.

Cambiare paradigma: amore senza esclusività

Il poliamore mette in discussione il mito romantico secondo cui per amare qualcuno si debba automaticamente escludere tutti gli altri. Questa visione, ancora molto radicata, associa l’amore vero alla gelosia, al possesso e alla fusione esclusiva.

Ma amare più persone non significa amare di meno. Al contrario, significa ridefinire la fedeltà non come esclusività, ma come onestà, presenza e impegno relazionale.

Le relazioni aperte, quando praticate in modo etico, possono essere stabili, profonde e durature quanto (o più di) quelle monogame. Il poliamore non pretende di essere adatto a tutti, ma rappresenta una possibilità in più: quella di vivere l’amore come uno spazio da costruire, non come un modello da seguire.

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