Recuperare la fiducia

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Recuperare la fiducia

La fine della pandemia non è più un miraggio. Per recuperare socialità e sicurezza bisogna ripartire da zero, senza guardare indietro.

Cos’è la fiducia tra persone e come è stata influenzata dal distanziamento sociale? A questa domanda cerchiamo di rispondere partendo dall’analisi della parola: dal latino fidĕre «fidare, confidare», la Treccani definisce la fiducia come un atteggiamento, verso altri o sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità.

La definizione del dizionario parte da una distinzione fondamentale: fiducia in sé e negli altri. Due dimensioni strettamente collegate, avere fiducia nel mondo in cui siamo necessità un certo grado di fiducia in sé stessi. Entrambi i livelli sono influenzati dalle nostre esperienze di vita: in base a ciò che ci accade sviluppiamo un certo tipo di aspettativa nei confronti di noi stessi e di chi incontriamo. E le aspettative rispettate o deluse ci portano a rinforzare o indebolire il senso di fiducia.

Nel pratico dare fiducia a qualcuno si tramuta in una serie di atteggiamenti quali credere nell’altra persona per ciò che potrebbe diventare, incoraggiarla, mettere in evidenza i successi più delle cadute e dare spazio per costruire una relazione significativa.

Noi umani ci fidiamo dei comportamenti, non delle persone per partito preso. In base a come vediamo che l’altro agisce sviluppiamo un certo grado di fiducia o meno nei suoi confronti. In genere ci fidiamo di chi si comporta come ci comporteremmo noi, chi ha i nostri valori e ideali, chi vediamo coerente rispetto a ciò che fa nella vita e nel tempo. Inoltre la fiducia è una dimensione bidirezionale, l’altro ha fiducia in me quando io ho fiducia in lei o lui. Quindi si tratta di qualcosa da costruire insieme.

La fiducia in un periodo di incertezza

Il motivo principale per cui la fiducia si sgretola è la paura, la paura di essere delusi. E la delusione porta con sé della sofferenza. Altre volte invece non ci fidiamo quando sentiamo dell’incertezza. Spesso non ci fidiamo perché percepiamo che le persone non potranno darci ciò che noi ci aspettiamo da loro.

In questo periodo storico siamo immersi nell’incertezza, non necessariamente relazionale, ma di sicuro a vari livelli: sanitario, economico, sociale ecc. Vivere in un periodo così lungo di incertezza può avere un impatto negativo sul nostro grado di fiducia verso noi stessi e le persone intorno a noi.

Inoltre il nostro senso di fiducia rischia di venire intaccato dal distanziamento sociale in quanto si tratta di una condizione che pone una lontananza. Il fatto che l’altro in effetti potrebbe essere una minaccia dal punto di vista sanitario, abbassa il proprio grado di fiducia verso l’esterno e di conseguenza anche interno.

Favorire fiducia nelle persone intorno a noi

Per avere fiducia in qualcuno la condizione sine qua non è conoscerlo. Inteso come avere una certa vicinanza per poter decifrare i suoi comportamenti, valori e attitudini. Non possiamo fidarci di chi non conosciamo per nulla. Sentirsi vicini non significa necessariamente avere un rapporto sentimentale o di amicizia ma percepire un terreno comune con l’altro.

Se non possiamo fisicamente avvicinarci troppo agli altri è importante trovare dei modi per far sentire che comunque siamo vicini. Prima di tutto è importante essere pro-attivi nell’entrare in contatto, anche se digitale, con le proprie conoscenze. Prenderci del tempo ogni tanto per telefonare ai propri amici è ancor più importante quando è difficile vedersi di persona. Inoltre sfruttiamo queste occasioni attraverso una comunicazione calda cioè in video o almeno a voce, ma non per iscritto. Quindi meno chat e più voce per favorire la sensazione di vicinanza alle persone intorno a sé in un periodo in cui ci si incontra meno fisicamente!

Psicologa del lavoro fa formazione e coaching per aziende e professionisti sul benessere digitale: come favorire un uso sano della tecnologia al lavoro per aiutare i knowledge workers a stare e lavorare meglio nell'era dell'iperconnessione. Nel 2017 fonda smartbreak.it, progetto che ha l'obiettivo di favorire un uso consapevole del digitale. Nel 2018 esce il suo TEDx “Il potere creativo del non fare nulla" e nel 2019 il suo libro #Egophonia, gli smartphone fra noi e la vita (Hoepli). Nel 2020 avvia, in collaborazione con Filippo Poletti, New Normal Live: talk in diretta social sulla nuova normalità nel mondo del lavoro.