Creatività nella quotidianità

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Creatività nella quotidianità

Esploratore, artista, giudice, guerriero. Le strade per essere creativi, favorire il rinnovo delle cellule neuronali, diminuire lo stress con effetti positivi sul nostro livello di benessere.

La capacità di essere creativi talvolta viene vista come attinente al mondo degli artisti, degli eccentrici oppure dei bambini. In realtà la creatività è una competenza che riguarda tutti noi, perché permette evoluzione, cambiamento e magari anche un po’ di felicità. In questo articolo affrontiamo alcune domande centrali sul tema, proprio per cercare di esplorare la creatività al meglio e offrire degli spunti sul perché sia utile coltivarla e soprattutto come fare.

Cos’è esattamente la creatività?

Partiamo dall’inizio cercando di definire la creatività e sfatando alcuni falsi miti in merito. Primo fra tutti “creatività è un lampo di genio”, un guizzo che si manifesta all’improvviso. In realtà si tratta più di una maratona che di uno sprint. Una maratona, quella della creatività, in cui ad ogni passo si creano connessioni nuove tra elementi conosciuti semplicemente perché li vediamo sotto una prospettiva diversa. Questa è la base dello sviluppo del pensiero creativo: partire da ciò che già c’è piuttosto che volgere lo sguardo verso l’ignoto assoluto. L’ispirazione fulminea a volte arriva ma è frutto di un percorso precedente, come quando a fine maratona si fa uno sprint.

Un altro falso mito è “la creatività appartiene all’emisfero cerebrale destro” dato che il sinistro è la totale razionalità. In realtà il nostro cervello è ben più complesso e non è possibile fare una distinzione così netta tra le funzioni che afferiscono all’uno e all’altro emisfero. Quindi lo sviluppo del pensiero creativo riguarda i nostri emisferi cerebrali nel complesso. Per esempio, l’immaginazione e la valutazione che precede la presa di una decisione nel perseguire un’idea o meno, riguardano entrambi gli emisferi.

La creatività è un dono innato per pochi fortunati?

Proseguiamo nell’esplorazione del tema della creatività con qualche riflessione rispetto al fatto che possa essere innata o acquisita dalle persone. L’antica Grecia ci ha tramandato un mito che presta a fraintendimento. Ovvero l’idea che gli artisti e i creativi fossero persone ispirate dal divino, diverse dalle altre, in grado di canalizzare i pensieri provenienti dall’alto. Da qui il falso mito per cui il creativo sia una persona che ha dei colpi di genio che poi si realizzano in modo naturale e senza sforzo.

In realtà si può allenare la creatività attraverso la pratica deliberata. Pratica deliberata significa allenamento, esercizio consapevole e deciso, come facciamo per il nostro corpo quando andiamo in palestra. Non tutti possiamo diventare dei campioni olimpici ma di sicuro chi ci arriva si allena con costanza. Lo stesso vale per lo sviluppo del nostro pensiero creativo. Prendiamo l’esempio di un grande creativo nella storia dell’umanità: Leonardo Da Vinci. Pare che i suoi tratti distintivi fossero curiosità insaziabile, voglia di sperimentare, concentrazione e consapevolezza di sé.

Il processo creativo evolve attraverso quattro ruoli:

  • L’esploratore è curioso e sempre alla ricerca di nuove idee
  • l’artista immagina connessioni originali tra ciò che l’esploratore ha trovato
  • Il giudice è pratico e realistico e si preoccupa della fattibilità delle idee
  • Il guerriero lotta per la loro realizzazione e perché vengano comprese

Passando attraverso questi quattro ruoli possiamo allenare il nostro pensiero creativo.

Come può essere importante per la qualità di vita?

Sviluppare il nostro pensiero creativo può essere divertente, questo è certo. Ma al di là di una motivazione più strettamente ludica ci sono anche altri motivi per cui per noi possa essere utile occuparci della nostra creatività.

Primo fra tutti è che la capacità di essere creativi è strettamente legata alla capacità di problem solving. Risolvere problemi, che siano legati al lavoro, alla famiglia, alle proprie relazioni o altro, è un qualcosa che ci troviamo a dover fare nella vita. E spesso non ci sono le condizioni ideali per mettere in campo la soluzione che ci viene in mente per prima. Quindi dobbiamo ingegnarci, aguzzare il pensiero e cercare di allargare i nostri orizzonti di pensiero.

Inoltre, ma non meno importante consideriamo che la creatività favorisce il rinnovo delle cellule neuronali e diminuisce lo stress producendo effetti positivi sul nostro livello di benessere a 360°.

Come possiamo allenare la creatività nella quotidianità? 

Di libri per sviluppare la creatività ne sono stati scritti molti e quindi anche di esercizi. Qui vediamo due principi che ognuno può adattare a sé ma che possono fungere da elementi per orientarci nello sviluppo del pensiero creativo.

  1. Giocare con i limiti
    Per sviluppare la creatività può essere utile giocare con i limiti in due direzioni opposte: stringendoli o allargandoli al massimo. Da una parte quando abbiamo dei confini nel nostro campo d’azione che ci portano a sentirci costretti può essere un’occasione per aguzzare l’ingegno. Per esempio, avere poche risorse, poco spazio, pochi materiali, poche persone per fare un determinato lavoro in realtà può essere un’opportunità per ingegnarsi.
    Dal lato opposto possiamo anche giocare coi limiti nel verso opposto, per esempio alzando l’asticella sempre di più in modo da dover trovare l’ennesima nuova idea o modo di fare una certa cosa. Per esempio, cercando 50 modi per risolvere un problema o per fare una stessa attività nella nostra quotidianità.
    Quindi giocare coi limiti imponendosene di ristretti o cercando di allargali molto, è un esercizio di creatività.
  2. Lasciarsi contaminare
    La creatività è spesso un processo collettivo e soprattutto una condizione che prospera quando stiamo bene. Quindi prima di tutto cercare nella propria quotidianità di fare attività per cui ci prendiamo cura di noi e del nostro benessere è importante per essere in uno stato mentale propedeutico all’apertura alle nuove idee.
    In secondo luogo, ricordiamoci di essere animali sociali per cui fioriamo nell’interazione con l’altro. Ciò significa evitare di rinchiudersi in sé stessi quando abbiamo bisogno di trovare nuove idee ma lasciarsi contaminare dalle persone intorno a noi, da ciò che di nuovo possiamo leggere, ascoltare, assaggiare, eccetera.
    Quindi provare a fare cose nuove e magari insieme ad altri, è un buon modo per sviluppare il pensiero creativo.

Psicologa del lavoro fa formazione e coaching per aziende e professionisti sul benessere digitale: come favorire un uso sano della tecnologia al lavoro per aiutare i knowledge workers a stare e lavorare meglio nell'era dell'iperconnessione. Nel 2017 fonda smartbreak.it, progetto che ha l'obiettivo di favorire un uso consapevole del digitale. Nel 2018 esce il suo TEDx “Il potere creativo del non fare nulla" e nel 2019 il suo libro #Egophonia, gli smartphone fra noi e la vita (Hoepli). Nel 2020 avvia, in collaborazione con Filippo Poletti, New Normal Live: talk in diretta social sulla nuova normalità nel mondo del lavoro.