Cosa è cambiato da stay foolish a be curious
Da Steve Jobs a Jeff Bezos: come trovare il proprio spazio, il proprio senso della posizione, così che la mappa di sé diventi mappa della realtà che si vuole cambiare profondamente.
Da Steve Jobs a Jeff Bezos: come trovare il proprio spazio, il proprio senso della posizione, così che la mappa di sé diventi mappa della realtà che si vuole cambiare profondamente.
Nel nostro mare la temperatura media rispetto all’era pre industriale è aumentata di 1,5 gradi e il riscaldamento procede del 20% più rapidamente rispetto alla media globale. Con quali conseguenze?
Per le aziende è il momento di riprogettare il futuro. Ciò che ne emerge è un “doppio binario” che, in alcuni settori, sul fronte spesa è tornato indietro agli anni 70. Ecco perché.
Anche le macchine possono avere un cuore. Ne sono convinti gli studiosi dell’Affective Computing che indaga le emozioni umane e le sue manifestazioni per migliorare in senso collaborativo l’interazione uomo-automi.
Anche le macchine possono avere un cuore. Ne sono convinti gli studiosi dell’Affective Computing che indaga le emozioni umane e le sue manifestazioni per migliorare in senso collaborativo l’interazione uomo-automi.
Il turismo resta virtuale e per ora si può partire quasi esclusivamente con la mente cliccando sul pc con una grande offerta di contenuti. E dai Big data l’industria pensa di ripartire, profilando i viaggiatori.
Investimenti sui dipendenti, valore per i consumatori, gestione etica delle relazioni con i fornitori e sostegno alle comunità locali dove si opera. Ma niente serve senza una narrazione efficace.
L’economista Rifkin lo dipinse come la soluzione a tutti i problemi energetici del mondo. Quasi venti anni dopo sta accadendo. Ecco perché.
Sapersi muovere tra settori, saperi e culture diverse è la skill del momento. Nell’era dell’algoritmo l’iperspecializzazione è un limite, conta essere alfieri del pensiero ibrido, essere “contaminati”.
Sfinimento, malinconia, frustrazione. C’è un virus nel virus. Una sindrome latente, che serpeggia sottotraccia e che per l’Oms potrebbe mutare in insofferenza. Un male antico descritto bene dagli autori greci e romani.




