Personal branding: costruire un’identità che sia anche relazione

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Pneumatici, lattine, bottiglie di vetro diventano mattoni per costruire abitazioni. Ideate nel secolo scorso da Michael Reynolds sono un esempio riuscito di bioarchitettura ed economia circolare.
Immaginate di vivere in una casa che sembra uscita da un film di fantascienza e dove, grazie a una tecnologia amica dell’ambiente, è possibile gestire in modo sapiente i rifiuti e affrontare le sfide legate al cambiamento climatico. Stiamo parlando delle Earthship, abitazioni straordinarie costruite con materiali che normalmente finiscono in discarica, capaci di trasformare l’energia del sole e del vento in luce e calore e di raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana. Sembrano costruzioni futuristiche, ma sono già realtà, anche in Italia.
Le Earthship house, chiamate anche case Earthship o semplicemente earth ship, sono abitazioni progettate per essere totalmente autosufficienti, sostenibili e integrate con l’ambiente naturale. La loro caratteristica principale è la capacità di funzionare senza fare affidamento su reti pubbliche di energia, acqua o fognature. Sono costruite secondo i principi della bioarchitettura e rappresentano una risposta concreta all’urgenza climatica e alla necessità di ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia.
Le case autosufficienti come le Earthships adottano sistemi avanzati e naturali per garantire comfort e funzionalità:
Energia: grazie a pannelli solari e microturbine eoliche, le Earthship generano energia elettrica da fonti rinnovabili. Il sistema di riscaldamento e raffrescamento passivo sfrutta la massa termica dei materiali e l’orientamento dell’edificio.
Acqua: raccolta direttamente dal tetto, l’acqua piovana viene filtrata e riutilizzata più volte all’interno della casa: per uso domestico, per irrigazione e infine per gli impianti igienici.
Ventilazione naturale: progettate per ottimizzare la circolazione dell’aria, queste abitazioni non necessitano di impianti meccanici per mantenere una temperatura interna stabile, riducendo così ulteriormente il consumo energetico.
Queste soluzioni rappresentano un modello concreto per le città sostenibili e rispondono ai criteri del principio “chi inquina paga”, come descritto anche nel CBAM europeo.
Le Earthship si distinguono anche per il modo in cui vengono costruite. Gli elementi strutturali sono realizzati con materiali riciclati: pneumatici usati, bottiglie di vetro e lattine di alluminio diventano veri e propri mattoni ecologici.
Gli pneumatici, riempiti di terra battuta, sono utilizzati per costruire pareti portanti con elevate proprietà isolanti.
Le bottiglie e lattine vengono incastonate nelle pareti, creando giochi di luce naturale che riducono la necessità di illuminazione artificiale.
Questo approccio non solo riduce il consumo di nuove risorse, ma permette di disassemblare e riutilizzare i materiali anche in futuro. Si tratta di un sistema edilizio a basso impatto ambientale, perfettamente allineato con i principi della bioedilizia.
Le Earthship sono state ideate negli anni ’70 da Michael Reynolds, architetto americano noto per il suo impegno nella progettazione ecologica. La prima casa, chiamata Thumb House, venne costruita nel Nuovo Messico, dove oggi si trova anche la sede dell’Earthship Biotecture, la comunità che porta avanti la filosofia e l’educazione Earthship.
Nel tempo, il concetto si è diffuso in tutto il mondo: Sud Africa, Belgio, Australia, e molte altre nazioni hanno adottato il modello, sia in contesti rurali che urbani, dimostrando la flessibilità di queste abitazioni.
Anche nel nostro Paese si comincia a parlare sempre più spesso di Earthship Italia. Alcune esperienze pilota sono già state realizzate, grazie a comunità e associazioni impegnate nella sostenibilità ambientale e nella bioarchitettura.
Le normative edilizie italiane, tuttavia, pongono ancora delle sfide, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento formale di queste costruzioni alternative. Tuttavia, l’interesse crescente da parte di cittadini e amministrazioni locali apre la strada a nuove opportunità per integrare le Earthship nel tessuto urbano italiano. Questo si inserisce nel più ampio dibattito sull’evoluzione delle città sostenibili, trattato anche in questo approfondimento di Changes.
Optare per una Earthship oggi significa fare una scelta responsabile e lungimirante. Tra i vantaggi principali:
Ecologici: impatto ambientale ridotto grazie al riuso dei materiali e all’autosufficienza energetica e idrica.
Economici: riduzione drastica dei costi energetici e idrici nel lungo periodo.
Indipendenza: autonomia dalle reti pubbliche e maggiore resilienza in caso di crisi ambientali o energetiche.
In un’epoca in cui l’edilizia deve necessariamente rinnovarsi per affrontare l’emergenza climatica, le Earthship rappresentano un modello concreto e realizzabile. Abitare sostenibile non è più un’utopia: oggi si può.
*Articolo pubblicato a maggio 2024 e sottoposto a successive revisioni