Ma la filter bubble esiste o no?
Da anni gli esperti di mass media e social network si interrogano sulla questione: davvero Facebook, Twitter ma anche Google sono un mondo chiuso?
Da anni gli esperti di mass media e social network si interrogano sulla questione: davvero Facebook, Twitter ma anche Google sono un mondo chiuso?
L’uso e l’abuso di una vita sempre connessa causa dipendenza. Ma cresce il partito di chi pensa si stia meglio senza un like su Facebook o una notifica su Instagram.
Chi sono e come lavorano gli spazzini del web, che scoprono i contenuti Internet che disturbano gli utenti o infrangono la legge. Cosa c’è dietro The Cleaners - Quello che i social non dicono, documentario firmato da Hans Block e Moritz Riesewieck.
Il giornalismo dei dati sarà uno degli argomenti cardine del Festival di Perugia. Ecco in che modo se ne parlerà e perché Osservatori, business model e membership sono sempre più protagonisti.
La vita non si può spiegare: allora la raccontiamo. E anche le storie diventano “social”.
Se il digitale ha rotto ogni barriera di accesso al mercato, come è possibile individuare i propri concorrenti? I successi e i fallimenti recenti suggeriscono alle aziende di cambiare punto di osservazione: guardare settori e dimensioni diverse.
Notifiche, chatbot, pianificazioni, social aziendali, il vivere costantemente in un “altrove digitale”, hanno modificato le abitudini con un impatto diretto sulla produttività.
La funzione Stories è l’ultima tendenza sui cui Facebook e gli altri si sfidano. Dietro l’angolo c’è la battaglia sui Messenger, in attesa delle chat in realtà aumentata e dei Chatbot. Al centro resta il contenuto, vero asset qualificante e traversale.
Il digitale ha cambiato la precezione di noi stessi, degli altri, le relazioni, il loro valore. Changes ne ha parlato con Giovanni Boccia Artieri, Presidente della Scuola di Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Urbino Carlo Bo.
Accanto alla vita reale convivono almeno altre due esistenze: virtuale e aumentata. Il futuro? Derrick de Kerckhove racconta a Changes che dipenderà dalle domande che ci poniamo, sempre meno dalle risposte.