2050: una data nuova per l’Apocalisse?
Si moltiplicano gli studi che individuano l’Apocalisse. Perché è discutibile fissare un orizzonte temporale e cosa possiamo fare subito.
Si moltiplicano gli studi che individuano l’Apocalisse. Perché è discutibile fissare un orizzonte temporale e cosa possiamo fare subito.
Qualcosa di promettente sta succedendo: con o senza Greta Thunberg, l'uomo econimico si sta accorgendo che il clima è un problema serio e che riguarda ognuno di noi.
L’idea che salvaguardare l’ecosistema comporti dei costi pesanti e un impoverimento generale è sbagliata. I comportamenti che tutelano la natura a livello individuale, familiare, locale, di impresa, nazionale e globale creano ricchezza e benessere.
L’aumento della temperatura del nostro mare mina agricoltura e pesca. Il gioco però è più grande e riguarda l’identità e l’unità dell’Europa e una relazione costruttiva con il più naturale ambito di internazionalizzazione dell’economia italiana, l’Africa.
La finanza è stata considerata per molto tempo il nemico agli occhi del mondo attento al bene comune, all’ambiente, ai diritti umani, alla giustizia distributiva e molto altro. Ora tutto è cambiato ed il sostenibile conviene.
Dalla Cop 21 di Parigi a Cop 24 in Polonia sono trascorsi tre anni e i progressi per invertire i danni climatici sono insufficienti. Eppure, investire nel sostenibile conviene.
Nessun componente dell’equilibrio terrestre è più a rischio nell’era del riscaldamento globale: eppure è una catastrofe che ci lascia indifferenti.
L’interdipendenza fra il benessere dell’umanità e la salute della natura sono al centro dell'ecologia integrale e al centro dell'Agenda 2030. Perché degrado ambientale, povertà, fenomeni migratori di massa non sono sfide distinte.
Vittime dimenticate, protagonisti trascurati, i bambini sono il seme per costruire un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile.
L’uscita degli Stati Unit dall’accordo di Parigi apre nuovi scenari geopolitici, ambientali ed economici. Cinque punti chiave per capire cosa cambierà.
Alla Cop 22 di Marrakech, 196 Stati hanno deciso di definire entro dicembre 2018 il regolamento per l'attuazione dell'Accordo di Parigi 2015 sul clima. Grammenos Mastrojeni spiega a Changes cosa possiamo fare prima.