Dal divieto di usare lo smartphone alla possibilità di guardare un film in autostrada: la guida autonoma di Livello 3 ridefinisce il concetto di responsabilità tra uomo, tecnologia e Codice della Strada. A che punto siamo in Italia.
L’evoluzione tecnologica nel settore automobilistico sta creando un apparente paradosso. Da un lato, il Codice della strada vieta qualsiasi forma di distrazione alla guida; dall’altro, i sistemi di guida autonoma di Livello 3 sono progettati proprio per consentire al conducente di distogliere lo sguardo dalla strada.
La classificazione della Society of Automotive Engineers (SAE) distingue sei livelli di automazione, dal Livello 0 (nessuna automazione) al Livello 5 (automazione completa in ogni scenario). Il Livello 3 rappresenta un’automazione “condizionata”: l’auto diventa conducente, ma solo entro un perimetro operativo ben definito, chiamato ODD (Operational Design Domain).
Il salto rispetto al Livello 2, oggi molto diffuso, è netto. Nei sistemi di Livello 2 l’auto gestisce sterzo e velocità, ma il conducente deve mantenere costantemente mani sul volante e occhi sulla strada. Nel Livello 3, invece, è consentito svolgere attività secondarie come leggere o guardare un video, purché si resti pronti a riprendere il controllo quando richiesto.
Come funziona la mente di un’auto di Livello 3
Per assumersi la responsabilità della guida, il veicolo deve percepire l’ambiente circostante con una precisione superiore a quella umana. Questo risultato è possibile grazie alla fusione dei dati provenienti da una triade di sensori.
- LiDAR (Light Detection and Ranging): utilizza impulsi laser per creare una mappa tridimensionale ad altissima risoluzione, determinando con precisione millimetrica distanza e forma degli oggetti.
- Radar a lungo raggio: sfruttano onde radio per rilevare distanza e velocità dei veicoli, mantenendo affidabilità anche con pioggia intensa, nebbia o neve.
- Telecamere HD e ultrasuoni: riconoscono segnaletica, colori dei semafori, indicatori luminosi e gestiscono le manovre a bassa velocità.
La combinazione di questi sistemi genera un modello dinamico dell’ambiente. Se un sensore subisce un degrado temporaneo, gli altri compensano. È il principio della ridondanza, fondamentale per la sicurezza.
Mappe HD e posizionamento al centimetro
Un’auto di Livello 3 non si affida al GPS tradizionale, il cui margine di errore è troppo ampio. Utilizza invece mappe ad alta definizione (HD) che contengono informazioni dettagliate sulla geometria delle corsie, la curvatura delle curve, la posizione dei cartelli e delle infrastrutture.
Attraverso algoritmi di localizzazione, il sistema confronta in tempo reale i dati dei sensori con la mappa digitale. In questo modo sa esattamente in quale corsia si trova e cosa incontrerà dopo una curva, anche quando la segnaletica è poco visibile.
Sicurezza e sistemi fail-operational
Nel Livello 3 la sicurezza non può dipendere da un solo componente. Il sistema deve essere “fail-operational”, cioè in grado di continuare a funzionare anche in caso di guasto.
Ciò comporta:
- doppi attuatori per sterzo e frenata
- reti elettriche indipendenti
- architettura di calcolo 2003 (tre computer che confrontano i risultati ed escludono eventuali anomalie)
Se il conducente non risponde a una richiesta di intervento, il veicolo esegue una manovra di minimo rischio, arrestando l’auto in sicurezza e attivando le luci di emergenza.
L’Operational Design Domain: dove si può usare
La guida autonoma di Livello 3 non è attivabile ovunque. Attualmente è limitata a:
- autostrade o strade a carreggiate separate
- presenza di spartitraffico centrale fisico
Sono generalmente esclusi cantieri, condizioni meteo estreme o infrastrutture particolarmente complesse.
Grazie all’evoluzione della normativa internazionale, in particolare del regolamento UNECE R157, il limite di velocità operativa è stato progressivamente esteso fino a 130 km/h, superando la soglia iniziale dei 60 km/h tipica dei primi sistemi “Traffic Jam Pilot”.
Il fattore umano: la Takeover Request
Il momento più delicato è la transizione dal controllo automatico a quello umano, regolata dalla cosiddetta Takeover Request (TOR).
Gli studi evidenziano che:
- occorrono circa 2–4 secondi per riportare le mani sul volante
- servono fino a 10–15 secondi per recuperare piena consapevolezza della situazione
Per questo motivo, le vetture di Livello 3 integrano sistemi di monitoraggio del conducente (Driver Monitoring System) che verificano lo stato di vigilanza. Il principio è chiaro: eyes off, brain on. Lo sguardo può distogliersi, ma la mente deve restare pronta.
Responsabilità legale: chi paga in caso di incidente?
Con il Livello 3 cambia il confine della responsabilità. Quando il sistema è attivo e opera all’interno del proprio dominio, la responsabilità civile – e in molti casi anche penale – si sposta verso il produttore del veicolo. Per stabilire chi stesse guidando al momento dell’incidente è obbligatoria la presenza del DSSAD (Data Storage System for Automated Driving), una sorta di scatola nera che registra:
- attivazione e disattivazione del sistema
- eventuali richieste di intervento
- manovre automatiche eseguite
- interazioni del conducente
Questi dati consentono una ricostruzione oggettiva degli eventi.
E in Italia si possono usare?
Attualmente, in Italia, i sistemi di Livello 3 possono essere utilizzati solo come sistemi evoluti di Livello 2:
- è possibile togliere le mani dal volante
- ma il conducente deve restare vigile e monitorare costantemente il traffico
Per un utilizzo pieno occorrono due passaggi fondamentali:
- Omologazione specifica dei tratti autostradali abilitati
- Riforma del Codice della Strada con introduzione della figura del “conducente automatico”
In paesi come la Germania sono già presenti migliaia di chilometri di autostrade abilitate.
Un punto importante: anche con il Livello 3, usare il cellulare con le mani resta illegale, perché rappresenta un impedimento fisico alla ripresa immediata del controllo. Guardare un film è invece consentito, poiché la riproduzione viene interrotta automaticamente in caso di richiesta di intervento.
Un ponte verso l’automazione totale
Il Livello 3 è considerato da molti un passaggio tecnologico e culturale delicato. Richiede fiducia nella tecnologia ma anche vigilanza costante. Alcuni costruttori guardano direttamente al Livello 4, in cui l’auto sarà in grado di gestire autonomamente tutte le situazioni critiche all’interno di aree definite, senza necessità di intervento umano improvviso.
La guida autonoma di Livello 3 segna l’inizio di una nuova cooperazione tra uomo e macchina. Il concetto di guida sta cambiando: non più un compito obbligatorio e continuo, ma una scelta consapevole. In autostrada potremo delegare; in città o su una strada panoramica, riprendere il piacere del controllo. Il Livello 3 è esattamente questo: la possibilità di decidere quando essere conducenti e quando diventare passeggeri del nostro futuro.