Gli algoritmi prenderanno decisioni politiche al posto nostro?
Risponde l’Intelligenza Artificiale Spostare decisioni politiche verso algoritmi non è fantascienza: già oggi sistemi automatizzati supportano o determinano scelte in ambiti co
Il tema della mobilità sostenibile resta centrale nel dibattito europeo, anche dopo le recenti discussioni sull’obiettivo, ora in revisione, della Commissione Europea di vietare la vendita di veicoli a motore termico dal 2035. Come può evolvere l’autonomia elettrica delle auto.
Nel dibattito sulla mobilità sostenibile europea, uno degli ostacoli principali riguarda la scarsa penetrazione dei veicoli elettrici rispetto agli investimenti dei costruttori. Le batterie rappresentano la criticità più evidente: aumentano il prezzo dell’auto, offrono autonomie considerate insufficienti e richiedono tempi di ricarica ancora troppo lunghi per molti automobilisti. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Una batteria, più precisamente una cella elettrochimica, converte energia chimica in energia elettrica attraverso reazioni di ossidoriduzione spontanee.
Gli elementi fondamentali di una cella sono tre.
Durante la scarica, gli elettroni fluiscono dall’anodo al catodo attraverso il circuito esterno generando corrente, mentre gli ioni migrano attraverso l’elettrolita.
La ricarica inverte questo processo grazie all’energia elettrica fornita dall’esterno.
L’autonomia rappresenta uno dei principali fattori che scoraggiano l’acquisto di un’auto elettrica.
Per aumentarne la percorrenza esistono due strade.
La densità energetica varia in base ai materiali del catodo. Ecco di seguito le tecnologie più diffuse.
Le tecnologie LFP e LMO sono scelte per modelli economici e sicuri, mentre NMC e NCA sono indispensabili per percorrere lunghe distanze.
La potenza erogata o assorbita da una batteria dipende da corrente (Ampere) e tensione (Volt). Le celle NMC e NCA hanno tensione nominale di 3,6 V, con picchi di corrente anche molto elevati.
Per ottenere potenze elevate, le celle vengono collegate in serie aumentando la tensione fino a 800 Volt nei modelli più performanti.
Una batteria da 75 kWh a 800 V può essere ricaricata dal 10% all’80% in circa 20 minuti, erogando potenze che arrivano a 160 kW, equivalenti al consumo simultaneo di 32 abitazioni domestiche da 5 kW.
L’autonomia dichiarata dalle case si basa sul ciclo WLTP, con velocità media di 47 km/h. Ma l’autonomia reale può essere inferiore dell’8–30% per effetto di:
Per un’autonomia di 700 km servono pacchi batteria da almeno 100 kWh.
Le batterie a stato solido sostituiscono l’elettrolita liquido con un materiale solido (ceramico, vetroso o polimerico), offrendo:
Restano però sfide tecniche e produttive: costi elevati, difficoltà nel garantire perfetto contatto ionico e prestazioni ridotte a basse temperature.
Le batterie al sodio usano ioni più pesanti, quindi hanno densità energetica inferiore (110–160 Wh/kg) e durata minore, ma offrono:
Sono ideali per stoccaggio energetico stazionario e piccoli veicoli urbani. La produzione su larga scala è prevista tra il 2026 e il 2027.
Per raggiungere 1000 km con una sola ricarica servirebbero batterie da 150 kWh, mentre per ricaricarle in 10 minuti occorrerebbero colonnine da 1 megawatt, equivalenti al consumo di 500–800 abitazioni.
È quindi improbabile che questa diventi la norma nel breve periodo.
Poiché la maggior parte degli automobilisti percorre circa 50 km al giorno, autonomie reali di 200 km coprirebbero le esigenze quotidiane.
Per i viaggi lunghi si stanno affermando:
Questi veicoli permettono autonomie superiori ai 1000 km con emissioni molto inferiori a un’auto tradizionale. In conclusione, le batterie rappresentano la chiave di volta della mobilità elettrica, ma la tecnologia sta evolvendo rapidamente.
Solido, sodio, range extender e maggiore efficienza dei cicli di ricarica porteranno nei prossimi anni a veicoli più economici, sicuri e capaci di soddisfare le esigenze della maggior parte degli automobilisti.