Musei della finanza

Society 3.0


Musei della finanza

Viaggio attraverso la storia della moneta e dell’evoluzione del risparmio per conoscere e capire l’economia.

«La moneta rappresenta un documento autentico della storia dei popoli in grado di fornire informazioni rilevanti in ordine ai rapporti economici, politici e sociali; attraverso la storia della moneta, quindi, è possibile comprendere l’evoluzione degli avvenimenti di una determinata epoca»: è quanto viene affermato, e difficilmente si poteva dirlo meglio, nella brochure per le visite al Museo della Moneta che si trova a Roma, a Palazzo Koch, sede centrale della Banca d’Italia. È da qui che inizia il viaggio che vi proponiamo attraverso i musei della finanza che raccontano la storia della moneta, del credito e del risparmio, dei soldi con cui tutti abbiamo a che fare ogni giorno e del loro utilizzo. Una storia la cui conoscenza è preziosa, per non dire indispensabile, se si vogliono comprendere le dinamiche economico-finanziarie attuali. Magari anche per capire come l’uso del denaro può essere meglio indirizzato per aiutare a plasmare un modello di sviluppo e una società più sostenibili, equi e giusti.

5.000 anni di storia

Quello coperto dal​ museo di Bankitalia è un arco temporale vastissimo, cinquemila anni. Una cifra che inevitabilmente fa venire in mente il celebre “Debito. I primi 5000 anni“, saggio di David Graeber, antropologo e accademico statunitense (mancato nel 2020, è considerato fra i teori​ci del movimento Occupy Wall Street), che ha molto da dire a chi è interessato a conoscere le vere origini e la complessa della natura della moneta. Nella collezione del museo ci sono ad esempio antichissime tavolette d’argilla, risalenti al terzo millennio a.C., che documentano come in Mesopotamia già in quei lontanissimi tempi questioni come tassi d’interesse, debiti e usura fossero all’ordine del giorno. Si racconta l’evoluzione delle monete coniate, la nascita della cartamoneta e dei sistemi monetari moderni. Naturalmente c’è spazio anche per la storia della Banca d’Italia, prestigiosa istituzione che nacque alla fine del 1800 dalla fusione tra Banca Nazionale nel Regno, Banca Nazionale Toscana e Banca Toscana di Credito. Sul sito è disponibile un video che in poco meno di mezz’ora offre una bella e documentata visita guidata al museo.

Oltre a quello della Moneta, da non dimenticare che presso la Banca d’Italia è presente anche il Museo della Banconota. Venne inaugurato immediatamente prima dell’introduzione dell’Euro, che mandò in pensione la Lira italiana. Nella galleria fotografica sono proprio banconote in Lire quelle che si possono ammirare, un po’ di tutte le taglie e di tutte le epoche: dalle 50 Lire alle 500.000 Lire, dalle mille lire con il ritratto di Giuseppe Verdi alle 10.000 Lire di Michelangelo Buonarroti, alle 50.000 Lire con Leonardo Da Vinci.

I musei esteri

Musei della moneta analoghi a quello ospitato a Palazzo Koch sono piuttosto diffusi a livello internazionale: è il caso ad esempio del Museo della Moneta di Parigi, del Currency Museum della Bank of Canada ad Ottawa, sul cui sito si può accedere a un video in cui si discute della possibilità dell’emissione di una valuta digitale da parte dell’istituto bancario centrale canadese, o ancora del Museo della Moneta della Banca del Giappone a Tokyo, dove si possono ammirare gli oban risalenti al XVII secolo, considerate le monete d’oro più grandi del mondo. Sul sito del Museo della Zecca di Roma, invece, le cui radici risalgono alla Zecca Pontificia della Capitale di fine Settecento (la sua collezione comprende oltre 20.000 tra monete, medaglie, oggetti da conio, modelli in cera), c’è anche uno shop online, che permette di acquistare via internet monete e prodotti d’arte.

Divulgare la storia del denaro, la sua evoluzione, il ruolo che esso ha avuto e ovviamente ha ancora nella vita di ciascuno di noi, è la missione del Museo del Denaro del Banco de Portugal, la banca centrale portoghese. È ospitato a Lisbona nell’antica chiesa di S. Julião e, come si può vedere da un bel video di presentazione della sua attività, per trasmettere conoscenza al vasto pubblico e in particolare alle più giovani generazioni in modo efficace, fa largo uso delle nuove tecnologie. Che ad esempio consentono attraverso mega-schermi interattivi di viaggiare nel tempo e nello spazio alla scoperta della storia del denaro in Portogallo e nel resto del mondo, di distinguere le banconote false, anche di divertirsi a stampare banconote, ovviamente finte, che riportano il proprio volto e di rivedere poi da remoto la propria visita attraverso un’area riservata del sito. Il museo ospita mostre permanenti e altre temporanee, come quella (aperta fino alla seconda metà di settembre) su monete e medaglie del Vaticano, di cui è disponibile anche un tour virtuale.

Il risparmio in primo piano

Dal denaro al risparmio, il punto di riferimento non può che essere il Museo del Risparmio di Torino, esplicitamente dedicato all’educazione finanziaria (a ottobre 2021 tornerà la quarta edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria, che si focalizzerà sul tema “Prenditi cura del tuo futuro”). È la prima iniziativa del genere a livello internazionale e anche qui la tecnologia la fa da padrona. Lo spettro di attività del museo è assai variegato e per averne un’idea si può leggere il Report attività 2020-2021, nel quale viene dato risalto ad esempio all’accelerazione impressa all’offerta didattica digitale e da remoto nel periodo della pandemia. Inoltre, insieme al Global Financial Literacy Excellence Center di Washington, al Chinese Museum of Finance di Tianjin e al Museum of American Finance di New York, il Museo del Risparmio di Torino è fra i fondatori della International Federation of Finance Museum (IFFM), una rete di istituzioni museali che ha l’obiettivo di unire le forze per sviluppare programmi e progetti di educazione finanziaria su scala globale.

La proposta del Museo del Risparmio è riassunta nei pilastri in cui si articola il suo percorso: conoscere (origini e storia della moneta), capire (come funzionano prodotti e strumenti finanziari), raccontare (storie e avventure legate al denaro), sognare (nella sala dedicata si possono rivedere spezzoni di celebri film che affrontano temi importanti su finanza e risparmio), sperimentare (imparare la gestione del denaro giocando), risparmiare (collezione di salvadanai da tutto il mondo), test & fun. Molto attivo sui social network, il museo offre ad esempio una serie di app che riguardano un po’ tutte il grande ambito dell’educazione finanziaria, declinata variamente. “Green Hero”, ad esempio, che si può anche giocare online, è una sorta di test per i giovanissimi sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità. “It’s my life” insegna come gestire il denaro e il risparmio per arrivare a finanziare e quindi realizzare il proprio sogno. Mentre​ “Equality defender” spiega come si fa a valutare ​un progetto dal punto di vista dell’impatto sociale che produce sulla società e l’ambiente, rispetto a temi quali l’inclusione o la riduzione delle disuguaglianze.

Oltre che fisicamente, il Museo del Risparmio si può visitare anche attraverso un virtual tour molto coinvolgente e ad alto tasso di interattività. Particolarmente significativo, nella schermata d’apertura del tour, il richiam​o all’incipit dell’articolo 47 della Costituzione della Repubblica Italiana: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme».

Giornalista, blogger, storytweeter. Laurea alla Bocconi. Da metà anni ’90 segue il dibattito sui temi di finanza sostenibile, csr, economia sociale. Blogga su mondosri.info. Homo twittante.​​​​