I giovani e il primato alla costruzione di sé

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Society 3.0


I giovani e il primato alla costruzione di sé

Nuove priorità per i progetti di vita si impongono all'attenzione delle nuove generazioni che mettono la costruzione di sé al centro: salute, benessere, formazione, amore e lavoro. I dati dell’Osservatorio GenerationShip 2026.

Negli ultimi anni GenerationShip ha registrato un progressivo spostamento delle priorità verso la costruzione di sé: salute e benessere, formazione, lavoro, sicurezza economica, risparmio, sviluppo delle proprie capacità. Matrimonio e figli non scompaiono, ma perdono il carattere di tappe obbligate e vengono più frequentemente dopo.

Dietro questo cambiamento agiscono però tre forze diverse. La prima è la necessità. Se il reddito non basta, la casa è difficile da raggiungere e la posizione lavorativa è ancora incerta, costruire prima le condizioni della propria sicurezza diventa indispensabile. Il rinvio della famiglia non è necessariamente una scelta culturale: può essere semplicemente ciò che bisogna fare prima di potersela permettere. Prima di assumere impegni duraturi bisogna costruire le condizioni che li rendano sostenibili.

La seconda forza è la libertà. Per le generazioni precedenti diventare adulti significava entrare in una sequenza di ruoli largamente prescritta dalla società. Studiare, trovare un lavoro, sposarsi, avere figli, comprare casa. Le alternative naturalmente esistevano, ma potevano avere costi sociali molto elevati.

Oggi quelle prescrizioni si sono fortemente indebolite. La famiglia continua a essere desiderata. La coppia rimane centrale e nel 2026 emergono persino segnali di ripresa del desiderio di genitorialità. Contemporaneamente aumenta la legittimazione della scelta di non avere figli. Non c’è contraddizione. La famiglia rimane un desiderio, ma smette di essere un destino. Quando il vincolo sociale si allenta, diventa possibile chiedersi se, quando e a quali condizioni costruire una famiglia.

C’è infine una terza forza, particolarmente importante per le giovani donne: l’emancipazione. Per loro costruire se stesse prima di costruire una famiglia significa anche sottrarsi a un modello nel quale istruzione, carriera, reddito e realizzazione personale venivano più facilmente subordinati alla maternità e alla cura.

Non significa semplicemente rinviare la famiglia fino a quando ci saranno le condizioni economiche. Significa rivendicare il diritto ad avere una biografia propria, dentro la quale la maternità possa essere una scelta e non il principio ordinatore di tutto il resto. “Prima costruire se stessi” è dunque contemporaneamente necessità, libertà ed emancipazione.

Quando la società decide meno della tua vita, devi deciderne di più tu. Ma per decidere davvero devi anche avere le risorse per farlo. Qui compare il grande paradosso di GenerationShip 2026: mai così liberi di scegliere quale vita costruire, mai così dipendenti dalle risorse economiche necessarie per poterla realizzare.

La stessa trasformazione che osserviamo nelle scelte di vita attraversa le relazioni. I giovani non rinunciano all’amore e alla coppia. La coppia rimane importante, continua a essere desiderata e conserva un ruolo centrale nei progetti di vita ma sembrano cambiare le condizioni alle quali si è disposti a stare dentro una relazione.

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Primo laureato in Italia in data analysis applicata alle scienze umane, ha insegnato Tecniche di ricerca psicologica e analisi dei dati presso l’Università di Torino. Ha fondato e attualmente dirige Kkienn Connecting People and Companies, azienda specializzata nella ricerca e consulenza sul cliente. Come direttore di istituti di ricerca, vicepresidente di società di consulenza internazionali (Cap Gemini) e ricercatore ha collaborato con molte delle maggiori imprese del Paese. Scrive per il Corriere della Sera. Per il Gruppo Unipol cura la realizzazione di GenerationShip, l’osservatorio sulle nuove generazioni.