Pagare senza accorgersene ci fa spendere di più?
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I giovani sono alla ricerca di un equilibrio fra libertà personale e realizzazione di coppia. Crescono le aspettative nei confronti dei partner. I dati dell’Osservatorio GenerationShip 2026.
I giovani non rinunciano all’amore e alla coppia. La coppia rimane importante, continua a essere desiderata e conserva un ruolo centrale nei progetti di vita ma sembrano cambiare le condizioni alle quali si è disposti a stare dentro una relazione.

Il legame deve essere compatibile con la costruzione di sé. Questo significa chiedere alla coppia benessere, reciprocità, rispetto degli spazi individuali e la possibilità di continuare a perseguire il proprio progetto di vita. E significa essere meno disponibili ad accettare che la durata della relazione costituisca, da sola, una ragione sufficiente per mantenerla.
Quando il matrimonio era sostenuto da norme sociali molto più forti, infatti, la qualità della relazione non era l’unica condizione della sua durata. La famiglia era anche un’istituzione sociale ed economica e separarsi comportava costi sociali, materiali e simbolici molto maggiori di oggi.
Con l’indebolimento di quei vincoli, stare insieme è diventato molto più una scelta. E una relazione scelta deve trovare molto più dentro se stessa le ragioni per continuare a essere scelta.
Contemporaneamente sembrano essere aumentate anche le aspettative nei confronti del partner. Non soltanto amore, stabilità e progetto familiare, ma intimità, comprensione, sostegno emotivo, soddisfazione sessuale, condivisione e rispetto della propria individualità.
È un cambiamento particolarmente importante per le donne. La crescita dell’autodeterminazione femminile rende molto meno accettabile una relazione che richieda di subordinare sistematicamente il proprio lavoro, la propria realizzazione o il proprio benessere alle esigenze della coppia e della famiglia.
La maggiore fragilità delle relazioni non può quindi essere letta semplicemente come incapacità di costruire legami. Può essere, almeno in parte, anche la conseguenza di una concezione più esigente della relazione.

Chiediamo alla coppia molto di più proprio mentre accettiamo molto meno che la coppia limiti la nostra autodeterminazione. Il risultato è un apparente paradosso: la coppia rimane fortemente desiderata proprio mentre diventa più difficile farla durare.
L’AMORE AI TEMPI DELL’ABBONDANZA RELAZIONALE
Su questa trasformazione culturale se ne innesta un’altra, ancora più recente. Per gran parte della storia, le persone tra le quali era concretamente possibile scegliere un partner appartenevano a un universo relativamente circoscritto: il paese o il quartiere, la scuola, l’università, il luogo di lavoro, la cerchia degli amici.
Il digitale ha modificato profondamente questa condizione. Internet, i social network, le app di dating hanno enormemente allargato il numero delle persone visibili, raggiungibili e potenzialmente conoscibili. Hanno creato quella che potremmo definire una condizione di abbondanza relazionale percepita.
“Percepita” è una precisazione importante. Non significa che ciascuno disponga realmente di infinite possibilità di relazione. Significa vivere dentro un ambiente che rende continuamente visibile l’esistenza di alternative. È una condizione storicamente nuova.
Le app di dating ne sono la manifestazione più evidente: permettono di esplorare in pochi minuti un numero di potenziali partner che in passato avrebbe richiesto tempi e occasioni sociali enormemente maggiori. Ma il fenomeno è più ampio.
I social mantengono visibili ex-partner, vecchie conoscenze e persone appena incontrate; consentono di creare nuove connessioni con costi molto bassi; espongono continuamente alle vite e alle relazioni degli altri e, inevitabilmente, anche a rappresentazioni selezionate e spesso idealizzate di quelle vite.
La coppia stabile si trova così a vivere dentro un ambiente nel quale le alternative sono molto più visibili di quanto siano mai state. E questo modifica anche il modo in cui valutiamo la relazione nella quale ci troviamo. Quando le alternative percepite sono poche, davanti a una difficoltà la domanda può essere soprattutto: come possiamo far funzionare questa relazione? Quando le alternative sembrano continuamente disponibili può affacciarsene un’altra: non potrei stare meglio con qualcun altro?
L’abbondanza aumenta dunque la libertà di scelta, ma può rendere più difficile stabilizzare la scelta. E qui le due grandi trasformazioni si incontrano. L’autodeterminazione cambia ciò che chiediamo alla relazione. L’abbondanza relazionale cambia l’ambiente nel quale quella relazione deve durare.
Da una parte siamo meno disponibili a rimanere in una coppia che percepiamo come incompatibile con il nostro benessere e con la nostra realizzazione. Dall’altra viviamo in un ambiente che rende continuamente immaginabile l’esistenza di alternative.

A tutto questo si aggiungono le pressioni materiali della vita contemporanea: redditi insufficienti, precarietà, difficoltà abitative, mobilità geografica e ridefinizione dei ruoli di genere. Costruire una relazione stabile richiede quindi di comporre libertà individuale, aspettative elevate, incertezza economica e un universo di possibilità relazionali molto più ampio.
Forse è anche così che va interpretata una delle apparenti contraddizioni che emergono da GenerationShip: non è l’amore a essere diventato meno importante. È diventato più difficile considerare definitiva una scelta in un mondo che continua a mostrarci le alternative.
La coppia contemporanea sembra quindi sottoposta a una doppia pressione: deve soddisfare aspettative maggiori e, nello stesso tempo, deve riuscire a prevalere continuamente sul confronto, reale o immaginario, con le alternative possibili. La libertà di scegliere è enormemente aumentata. Più difficile è diventato smettere di scegliere.
GenerationShip 2026 mette però in luce anche un fenomeno diverso. Quando chiediamo ai giovani di descrivere ciò che accade nella società, le risposte sono spesso molto più cupe di quelle che otteniamo quando chiediamo loro di raccontare la propria vita. Il fenomeno appare con particolare evidenza nelle relazioni. Parlando della società emergono solitudine, fragilità, superficialità dei rapporti, incapacità di costruire legami duraturi.
Quando entriamo nelle vite concrete scopriamo invece molti giovani in coppia, relazioni soddisfacenti, progetti di convivenza, desiderio di costruire legami.

Il mondo delle relazioni sembra stare molto peggio delle relazioni che molti giovani vivono realmente.
Non è un risultato secondario, perché significa che la rappresentazione della società non coincide necessariamente con la somma delle esperienze individuali. Tra le due cose esiste l’ambiente attraverso il quale conosciamo ciò che accade agli altri. Social network, piattaforme, media, algoritmi, video, commenti e conversazioni pubbliche producono continuamente una rappresentazione della realtà, e non la producono in modo neutrale. Il modello economico delle piattaforme è fondato sulla capacità di trattenere l’attenzione. Conflitto, paura,