Nepal, perché la tragedia dei ghiacciai riguarda tutti
La tragedia del Nepal sembra un evento eccezionale. In realtà potrebbe essere il segnale visibile di una trasformazione molto più ampia. Il cambiamento climatico sta modificando
Per decenni è rimasta una tecnologia di nicchia. Oggi la geotermia torna al centro della transizione energetica europea tra innovazione, sicurezza energetica, litio e nuove regole che potrebbero accelerarne la diffusione.
crescita del fotovoltaico e dell’eolico. Eppure, la geotermia possiede una caratteristica che oggi vale più che mai: produce energia in modo continuo, senza dipendere dal sole, dal vento o dalle condizioni meteorologiche. Mentre l’Europa accelera sulla decarbonizzazione e cerca di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate, questa tecnologia torna al centro delle strategie energetiche. La Commissione europea è infatti attesa a presentare un piano d’azione dedicato per valorizzarne il potenziale.
Per l’Italia il tema ha anche un valore simbolico. Proprio a Larderello, in Toscana, nel 1913 nacque il primo impianto geotermico al mondo per la produzione di elettricità. Una leadership pionieristica che oggi potrebbe ritrovare nuova centralità.
La geotermia sfrutta il calore naturale presente nel sottosuolo terrestre. Scendendo in profondità, la temperatura aumenta mediamente di circa 25-30 gradi ogni chilometro e questa energia può essere utilizzata in modi differenti a seconda della profondità e della temperatura raggiunta.
Negli impianti a bassa entalpia bastano poche decine di metri per alimentare pompe di calore che riscaldano e raffrescano edifici mantenendo, durante tutto l’anno, una temperatura stabile compresa tra circa 12 e 17 gradi. A profondità maggiori il calore diventa sufficiente per alimentare reti di teleriscaldamento urbane, mentre oltre i due o tre chilometri può essere utilizzato per produrre elettricità.
La differenza rispetto ad altre rinnovabili è sostanziale: la geotermia è disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro, tutti i giorni dell’anno, diventando una fonte programmabile e costante capace di affiancare le energie intermittenti.
La stessa risorsa può quindi servire esigenze molto diverse. Nelle abitazioni le pompe di calore geotermiche rappresentano un sistema unico che produce riscaldamento in inverno, raffrescamento durante l’estate e acqua calda sanitaria, riducendo i consumi energetici rispetto ai sistemi tradizionali.
Su scala urbana, invece, il calore del sottosuolo può alimentare intere reti di teleriscaldamento, come già avviene in città europee quali Parigi e Monaco di Baviera. Questa versatilità rende la geotermia una delle poche tecnologie capaci di intervenire contemporaneamente sulla climatizzazione degli edifici e sulla produzione di energia elettrica.
Il nuovo interesse nasce dall’incrocio di tre esigenze: ridurre le emissioni, aumentare la sicurezza energetica e diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
Secondo molti operatori del settore, gli anni Venti potrebbero trasformarsi nel “decennio della geotermia”. Le nuove tecnologie stanno infatti riducendo i costi di perforazione e rendendo sfruttabili aree che fino a pochi anni fa non erano economicamente convenienti. In questo scenario emerge anche un alleato inatteso: l’industria dell’oil & gas. Le competenze sviluppate nella perforazione dei pozzi, nell’analisi geologica e nella gestione del sottosuolo possono infatti essere trasferite direttamente ai progetti geotermici. Per questo numerose aziende energetiche stanno già investendo nella riconversione di infrastrutture e professionalità.
La geotermia potrebbe inoltre svolgere un ruolo strategico anche nella corsa alle materie prime critiche. I fluidi geotermici contengono infatti elementi preziosi come il litio, indispensabile per la produzione delle batterie utilizzate nella mobilità elettrica e nei sistemi di accumulo.
Diversi progetti sperimentali sono già in corso in Francia, Germania e anche nel Lazio, con l’obiettivo di estrarre litio mentre si produce energia rinnovabile. Il vantaggio è duplice: da una parte si genera elettricità a basse emissioni, dall’altra si rafforza l’autonomia europea nell’approvvigionamento di una materia prima oggi largamente importata.
Oltre alla tecnologia, anche le regole stanno cambiando. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha introdotto nuove procedure che semplificano l’installazione degli impianti geotermici destinati agli edifici. Per molte installazioni domestiche sarà possibile operare in attività libera, senza autorizzazioni particolarmente complesse, mentre per impianti di dimensioni maggiori viene estesa la Procedura Abilitativa Semplificata. L’obiettivo è ridurre uno dei principali ostacoli che finora ha rallentato la diffusione della geotermia, rendendo questa soluzione più accessibile sia per le famiglie sia per le imprese.
Come molte tecnologie innovative, anche la geotermia è vittima di disinformazione e falsi miti che ne frenano l’adozione. Ne approfittiamo per citarne alcuni, facendo anche debunking.