Autunno, la stagione della Terra

Environment


Autunno, la stagione della Terra

Via al Congresso mondiale dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura che chiede il supporto di tutti. Quali sono le sfide per il Pianeta.

​​La seconda metà del 2021 sarà densa di momenti cruciali per il futuro del nostro pianeta: si parla molto della CoP 26 sul clima che si terrà a Glasgow in novembre, un po’ meno della altrettanto importante CoP sulla biodiversità in agenda in Cina in ottobre, ma non si sente quasi nulla su un incontro internazionale che li precede tutti e da cui potrebbe emergere la not​a unificante di tutto questo lavorio mondiale.

Dal 3 all’11 settembre 2021 si tiene a Marsiglia – in formato ibrido e quindi sia in presenza che via web – il congresso mondiale dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, meglio conosciuta con la sigla inglese IUCN (International Union for the Conservation of Nature). E se ne dovrebbe parlare di più per due motivi: IUCN è importante per quello che è e per quello che fa; per intenderci, sono loro fra l’altro i custodi della lista ufficiale delle specie in via di estinzione. Soprattutto, si dovrebbe sapere dell’appuntamento di Marsiglia perché è uno dei rari momenti multilaterali in cui tutti, compresi i comuni cittadini, hanno accesso a quasi tutto e possono poi coinvolgersi personalmente.

Al Congresso IUCN ci si può iscrivere, e per i giovani è previsto un apposito “Global Youth Summit”: si trova tutto sulla pagina web https://www.iucncongress2020.org/. Il tema di quest’anno è cruciale, rimettere assieme un pianeta a pezzetti valendoci del potenziale di risanamento che ci offre la stessa natura (la cosiddetta nature based recovery). Ma non vale la pena esserci – personalmente o online – solo perché verrà esaminato il più promettente cammino di recupero planetario, quello che chiede di rifare posto a tutti i servizi che ci offre l’ecosistema invece di sostituirli con surrogati artificiali. Vale la pena perché se si vuole fare qualcosa di concreto il mondo IUCN è il posto giuso per iniziare.

Spesso la natura supera le nostre categorie e gioca strani scherzi quando si mette in mezzo; e uno di questi è IUCN, l’organizzazione internazionale più anomala mai esistita, che vale la pena scoprire. Le “organizzazioni internazionali” sono per definizione composte da governi, ma IUCN ha una storia a parte: i governi ci sono, eccome, ma come soci al pari di tutti i soggetti della società civile, pubblici centrali o locali, misti, accademici che hanno qualcosa di serio da dire sulla protezione del pianeta. La missione di IUCN è quella di creare consapevolezza e motivi d’azione, ed assistere le società di tutto il mondo, a tutti i livelli, nel conservare l’integrità e la diversità della natura e nell’assicurare che qualsiasi utilizzo delle risorse naturali sia equo ed ecologicamente sostenibile.

Fondata nel 1948, IUCN è stata la prima organizzazione mondiale ad occuparsi di ambiente e oggi, nel suo strano modo, è il più grande network globale di soggetti autorevoli e competenti in tema di conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile, e recupero dell’ecosistema in generale. Riunisce più di 1.200 organizzazioni affiliate, delle quali 200 governative e 900 non governative; coinvolge quasi 11.000 scienziati ed esperti volontari, impegnati in 6 Commissioni, provenienti da circa 160 paesi nel mondo.

In altre parole, in IUCN e nei suoi vari c​omitati nazionali c’è posto per ognuno di noi. Si può scoprire tutto a Marsiglia e quindi non ci sono più scuse: chiunque capisca che il mondo si cambia una persona alla volta, ma ha concluso di essere solo una goccia nell’oceano delle CoP e dei vertici dei grandi e potenti, ora ha l’occasione di mettersi in gioco. Ci vediamo a Marsiglia!

È​ Vice Segretario Generale per l’Energia e l’Azione Climatica dell’Unione del Mediterraneo. È​ un diplomatico italiano ed è stato coordinatore per l'eco-sostenibilità della Cooperazione allo Sviluppo. È stato delegato alle Nazioni Unite, console in Brasile, consigliere politico a Parigi e, alla Farnesina, responsabile dei rapporti con la stampa straniera e direttore del sito internet del Ministero degli Esteri. Da una ventina d'anni concentra la sua attenzione sui cambiamenti climatici. Nel 2009 la Ottawa University in Canada gli ha affidato il primo insegnamento attivato da un'università sulla questione ambiente, risorse, conflitti e risoluzione dei conflitti. Collabora da tempo con il Climate Reality Project, fondato dal premio Nobel per la pace Al Gore.