Il cane di Giacomo Balla e il dinamismo dei giovani

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Il cane di Giacomo Balla e il dinamismo dei giovani

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un punto di svolta per l’Italia e un’occasione da non perdere. Siamo pronti? Scopritelo nel nuovo numero di Changes Magazine dedicato alla Generation Pnrr.

Nel momento in cui stiamo per andare in stampa con il nuovo numero di Changes dedicato al Pnrr e alle misure che riguardano in particolare le nuove generazioni, apprendiamo dalle considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia la suggestione che il Recovery dovrebbe diventare strutturale, in qualche modo un piano permanente. Lo impone la situazione economica generale che riguarda l’intero globo soprattutto a seguito degli eventi degli ultimi due anni, pandemia e invasione dell’Ucraina in primis.

Lo scenario che abbiamo di fronte è davvero incerto. Mai come ora le previsioni, persino a brevissimo termine, risultano estremamente difficili. Impera incertezza su tutte le voci che determinano il ciclo economico: debito pubblico, crescita, politica dei tassi, inflazione, crisi energetica, politica dei redditi e così via.
Analogamente, sul versante delle aspettative e delle reali chances di affermazione delle nuove generazioni permane un quadro caratterizzato da una vasta nebulosa. Tante buone intenzioni ed effettivamente tante misure predisposte, all’interno degli interventi previsti dal Recovery, ma tutte da verificare alla prova dei fatti.

Abbiamo intitolato questo numero di Changes “Generation Pnrr”, per cercare di capire quanto i giovani possano beneficiare delle misure studiate per il loro inserimento nella società con un ruolo da protagonisti nel rinnovamento in atto guidato dalla tecnologia. Ma soprattutto tentiamo di capire cosa pensano i giovani (pochi in Italia), come stanno, cosa chiedono, cosa viene loro risposto da una società sempre più anziana e che fa fatica a comprendere e a vivere il cambiamento in corso, la velocità (o meglio la doppia velocità) della trasformazione digitale, i nuovi rischi, le diseguaglianze nei livelli di reddito, la fuga degli expat.

Attraverso i contributi degli esperti che abbiamo interpellato emergono dati di dettaglio sulle risorse dedicate complessivamente ai giovani nel Pnrr e i segnali sono indubbiamente incoraggianti. In tutte le misure del Piano sono previste ricadute positive in termini di istruzione generale, di formazione specifica sulle nuove tecnologie digitali, di inserimento nel mondo del lavoro. Ciò che sfugge, la cosiddetta prova dei fatti, è come verranno realizzate queste misure se non si riuscisse a rimuovere il moloch che impedisce di passare dalle buone intenzioni alle riforme reali. La condizione essenziale per realizzare gli interventi annunciati è il buon funzionamento della macchina amministrativa, in tutte le sue articolazioni.

Verrebbe da dire in tutti i suoi tentacoli. Siamo afflitti da un apparato che non funziona più. Intreccio di competenze, blocchi incrociati tra amministrazioni centrali e locali, difficili processi attuativi delle disposizioni che oggi sono solo cornici in attesa di autore che riempia la tela. Ecco, la tela mi ispira un’immagine che ha a che fare con il dinamismo che per fortuna ancora caratterizza il nostro Paese e che risulta innato e naturale soprattutto nei giovani. Questo dinamismo emerge anche dalle analisi contenute in questo numero di Changes. Tante difficoltà ad affermarsi, tanta disillusione per le prospettive individuali, ma anche tanta voglia di emergere, di muoversi, di mettersi in gioco.

In una bellissima opera di Giacomo Balla, un cagnetto, un bellissimo bassotto peloso, viene fissato in un convulso movimento apparentemente velocissimo, in realtà di pattinamento sempre nello stesso punto. È “Dinamismo di un cane al guinzaglio”. Il guinzaglio, i lacci e i lacciuoli rendono vano il dinamismo. Con buona pace di Balla, proviamo a sciogliere il guinzaglio per far scattare i nostri giovani.

E’ Direttore Corporate Communication e Media Relation del Gruppo Unipol.​ Laurea con lode in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Esperto in diritto delle assicurazioni e degli intermediari assicurativi e in tecnica legislativa. Maturata esperienza nella comunicazione radio-televisiva e con la stampa quotidiana e periodica. Dal 1998 al 2015 è stato dirigente e poi Direttore Centrale ANIA – Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. Dal 2015 al 2018 ha ricoperto il ruolo di Direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Unipol Gruppo. Dal 2016 al 2019 ha svolto l’incarico di Direttore Normativa Reti Distributive di UnipolSai Assicurazioni S.p.A. E’ appassionato di letteratura, arte, musica classica, cinema e teatro.