Strategia aziendale e reputazione: le tendenze globali che la governano

Da oltre 40 anni gli accademici di tutto il mondo studiano la reputazione e il suo valore nel contesto aziendale. Per primo negli anni ’60 del secolo scorso, l’economista Stigl
La parola è composta da (to) feed ovvero “alimentare”, e back “indietro” o “all’indietro”: quando lo diamo, stiamo essenzialmente “nutrendo” l’altro, offrendogli la nostra opinione come fonte di arricchimento e crescita.
Molte imprese hanno già sperimentato i benefici di una cultura aziendale orientata al feedback. Sia dandolo che ricevendolo in ambito lavorativo, si può fare un’autentica valutazione di sé stessi – dei propri punti di forza e di debolezza – che consente di intraprendere un importante percorso di crescita volto a raggiungere obiettivi professionali e personali e a rafforzare le relazioni tra colleghi.
Sebbene comunemente associato all’ambito lavorativo, il feedback può giocare un ruolo chiave anche nei rapporti familiari, sentimentali o amicali. Quante volte abbiamo vissuto una situazione di impasse, in cui parole non dette o inopportune hanno minato le fondamenta dei nostri legami più intimi? Utilizzando gli stessi principi che applichiamo a questa pratica sempre più diffusa sul lavoro, non solo potremmo riuscire a superare questi ostacoli, ma anche a gettare le basi per un’evoluzione sana e stimolante delle nostre relazioni.
A proposito di parole non dette o inopportune, ogni tanto ripenso alla facilità con cui una delle mie professoresse dispensava quotidianamente decine di “Sei pigro!” o “Svegliati!” ai miei compagni di classe senza mai ottenere i risultati desiderati. Al contrario, il suo feedback franco e senza mezzi termini spesso generava risentimento e allungava le distanze tra la cattedra e noi alunni. Insomma, contribuiva solo a peggiorare la situazione.
Partendo da questo ed altri preziosi ricordi, ho compreso l’importanza del feedback costruttivo, e ancora di più, del modo in cui esso deve avvenire, attraverso un approccio strutturato, come l’AID Framework. Questo modello presentato da Max Landsberg nel libro “The Tao of Coaching” si articola in tre sezioni: Action (Azione), Impact (Impatto) e Desired Outcome (Risultato desiderato).
Se dato nel modo giusto, il feedback, come indica la parola stessa, ci permette di “nutrire” le nostre relazioni – sul lavoro e nella vita privata – aiutandoci a costruire legami più profondi, sani e duraturi.