Serve un welfare di precisione

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Serve un welfare di precisione

Il PNRR è un’opportunità storica per ripensare il modello italiano. L’analisi del Think tank “Welfare, Italia” del Gruppo Unipol e di The European House-Ambrosetti.

Un welfare di precisione con interventi mirati per non perdere l’occasione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). E’ quanto emerso nell’incontro dal titolo Quale modello di welfare nel PNRR realizzato dal Think Tank “Welfare, Italia” per riflettere circa le traiettorie evolutive del sistema di welfare italiano nel quadro rinnovato del PNRR, in concomitanza con l’approvazione del Piano da parte della Commissione Europea.

L’incontro introdotto da Stefano GenoveseResponsabile Relazioni Istituzionali Gruppo Unipol, ha analizzato lo scenario del sistema di welfare che nella visione del Think Tank «Welfare, Italia» deve essere improntato a un Welfare New Deal secondo alcune direttrici illustrate da Lorenzo Tavazzi, Partner di The European House – Ambrosetti:

  • Il welfare vale il 66,5% della spesa pubblica italiana con dinamiche crescenti e tensioni sulle diverse componenti
  • L’Italia è stretta in una “doppia tenaglia” demografica di invecchiamento e bassa natalità che frena il potenziale di crescita e mina la sostenibilità futura
  • Il mercato del lavoro presenta criticità strutturali (disoccupazione giovanile, partecipazione femminile, politiche attive non efficaci)
  • Come rilevato dal Welfare Italia Index, che fotografa la capacità di risposta del sistema di welfare nelle Regioni italiane e l’eterogeneità del suo grado di sviluppo), il welfare nazionale mostra marcate disomogeneità territoriali.
  • La pandemia COVID 19 ha indotto conseguenze significative sulla capacità di sviluppo dell’Italia, già reduce da 20 anni di bassa crescita con impatti diretti per il sistema del welfare

Lo scenario evolutivo richiede un adattamento del sistema di welfare che nella visione del Think Tank “Welfare, Italia” come riportato dal ​​Report di analisi Quale Modello di Welfare nel PNRR deve essere improntato a un modello di precisione, capace di offrire ai cittadini le migliori e le più moderne risposte universalistiche di protezione sociale abilitando le condizioni per la piena autorealizzazione e proattività dell’individuo.​

Nel complesso, il PNRR destinerà non meno di 41,5 miliardi di Euro per gli interventi e le riforme strettamente legati al welfare, pari al 22% del budget del Piano costituendo un’opportunità storica per ripensare il sistema di welfare

Questa visione evolutiva apre 4 grandi temi di sviluppo del sistema di welfare a cui il PNRR è chiamato a rispondere:

  • Maggiore precisione della spesa sociale diretta verso i fruitori meno tutelati
  • Potenziamento della complementarietà, per favorire la sostenibilità e la copertura universalistica del welfare
  • Integrazione del digitale come porta di accesso unica e integrata per tutti i bisogni di welfare del cittadino
  • Rafforzamento degli investimenti nelle politiche attive e nel mondo del lavoro

Marco LeonardiDirettore del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica del Governo, ha analizzato il ruolo dei fondi del PNRR per correggere (o imparare a gestire) le criticità strutturali dell’Italia e sostenere un nuovo modello di welfare. Secondo Leonardi, il PNRR mira rafforzare l’equità e l’efficienza del pilastro pubblico del welfare italiano, con la convinzione che ciò possa favorire una maggiore crescita e integrazione della componente complementare.

Per Veronica De RomanisProfessore di Politica Economica Europea presso la Stanford University di Firenze e la LUISS Guido Carli di Roma, oggi è fondamentale un Welfare di precisione che indirizzi le risorse a disposizione in modo da colmare le maggiori disuguaglianze del welfare italiano, ovvero quelle giovanili, femminili, e territoriali, che costituiscono un freno a una crescita inclusiva. Su questi fronti, il PNRR prevede rilevanti investimenti e riforme, ma forse ancora poco ambiziosi rispetto alle reali necessità.

Ruth PasermanDirettore della Direzione Generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea, ha analizzato il ruolo dell’Unione europea per il rilancio del welfare nei Paesi membri e ha sottolineato come la ridotta capacità di spesa e progettazione registrata dall’Italia negli ultimi cicli di programmazione europea costituisca una forte preoccupazione per le Istituzioni europee, soprattutto in ragione del fatto che le risorse del PNRR saranno di entità superiore e da allocare in un arco temporale ristretto (entro il 2026).​

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