Darci tutti una mano ora che non possiamo stringercela

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Darci tutti una mano ora che non possiamo stringercela

È il senso del messaggio che abbiamo scelto come Gruppo Unipol per condividere le nostre iniziative a sostegno dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Essere forti tutti assieme è essenziale. Soprattutto per il dopo.

È il senso del messaggio che abbiamo scelto come Gruppo Unipol per condividere le nostre iniziative a sostegno dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Essere forti tutti assieme è essenziale. Soprattutto per il dopo.

La fine dell’inverno 2020 entrerà nei libri di storia contemporanea per segnare un confine: il mondo com’era prima del Coronavirus e come sarà dopo. Il prima lo conosciamo tutti, con più o meno consapevolezza. Il dopo, vale a dire il futuro, è già di per sé una dimensione poco afferrabile (il tempo a venire è al di fuori della portata umana). Per tentare di definirlo si ricorre a previsioni, approssimazioni, stime sia pure supportate da metodo scientifico (i precedenti e il loro sviluppo). Alcune volte ci si azzecca (in economia quasi mai), molto più spesso invece non si riesce a cogliere la portata dei cambiamenti che verranno. Forse la fonte più attendibile riposa nei romanzi di fantascienza. Ecco, il Covid – 19, già nella sua fredda classificazione scientifica evoca atmosfere distopiche. Ricorderete Fahrheneit 451 il romanzo di Ray Bradbury da cui François Truffaut ha tratto l’omonimo film. Nel romanzo, per ordine dell’autorità si distruggevano i libri. Oggi, non certo per responsabilità dell’autorità, ma per preservarci dai contagi, sono chiuse le librerie.

È dunque difficile in questi giorni fare previsioni. Quando finirà l’emergenza e quando potremo riprendere le nostre abitudini consuete? Quando ricominceranno a pieno regime tutte le attività economiche? Quali saranno i danni prodotti rispetto alla tenuta del Paese sia dal punto di vista sanitario che economico? Ancora non lo sappiamo. Ma dobbiamo avere comunque delle certezze. Dalle istituzioni al mondo produttivo e attraverso i comportamenti di tutti noi sta passando un messaggio forte, con impegni ponderosi. Ce la faremo tutti insieme. E anche noi di Gruppo Unipol, consapevoli del ruolo che rivestiamo nel tessuto economico e produttivo del Paese, siamo chiamati a fare la nostra parte.

La necessità primaria è rispondere velocemente alla crescente emergenza sanitaria, mettendo in campo tutte le misure possibili. Per questo il Gruppo Unipol ha deciso di donare 20 milioni di euro da utilizzare per iniziative definite con le Autorità Regionali, la Protezione Civile e tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti. Perché “non possiamo stringercela, ma oggi darci una mano è ancora più importante“.

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La destinazione delle risorse seguirà un criterio di priorità in relazione alle più gravi emergenze. Interventi sulle strutture ospedaliere per dotarle di più posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva, nuovi reparti dotati di strumentazione sanitaria di diagnostica e di monitoraggio di ultima generazione, risorse per acquisti straordinari di ventilatori polmonari e materiali di consumo quali mascherine, tute protettive, disinfettanti e strumenti necessari alle strutture sanitarie, ai medici, agli infermieri e al personale per curare al meglio i malati e limitare le occasioni di contagio.

Questo impegno economico si aggiunge alle prime azioni concrete che abbiamo messo in campo acquistando direttamente respiratori artificiali destinati alle Regioni più colpite dal virus, Lombardia ed Emilia Romagna, rendendo disponibili per la Regione Toscana posti letto di terapia intensiva e altri di degenza ordinaria presso la clinica Villa Donatello di Firenze. Il Gruppo Unipol è una comunità nella comunità più vasta. Si è messo quindi a fianco anche di tutti i colleghi che con il proprio lavoro contribuiscono alla forza del Gruppo, proponendo progressivamente, su base volontaria, di poter operare in modalità di “lavoro agile”: per poter lavorare da casa. Ed è naturalmente vicino ai propri agenti e ai loro collaboratori, oggi in prima linea nell’affrontare l’emergenza Covid-19, predisponendo misure straordinarie di supporto economico.

E fin da subito siamo stati al fianco della clientela: abbiamo esteso gratuitamente l’indennità giornaliera anche nel caso in cui l’assicurato sia costretto a regime di quarantena presso il proprio domicilio a seguito di positività al tampone COVID-19. Abbiamo messo disposizione un servizio di consulenza medica sul Coronavirus tramite la Centrale Medica operativa h24 di Unisalute, la compagnia del Gruppo dedicata alla prevenzione e tutela della salute. E a giorni lanceremo una nuova polizza sanitaria, con contenuti innovativi anche nel campo della telemedicina. La polizza è stata denominata #AndràTuttoBene. Perché in questo momento occorre anche invitare alla serenità.

Il ritorno alla normalità è sicuro, le librerie riapriranno, il ritorno alla normalità è sicuro, ma è bello sapere che in tanti ci stiamo impegnando per fare in modo che la collettività sia tutelata anche quando tutto finirà. L’ultimo, ma più importante pensiero va ai medici e al personale sanitario che stanno combattendo la battaglia più dura. Per tutti noi. Grazie, anche a nome del Gruppo Unipol.

E’ Direttore Corporate Communication e Media Relation del Gruppo Unipol.​ Laurea con lode in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Esperto in diritto delle assicurazioni e degli intermediari assicurativi e in tecnica legislativa. Maturata esperienza nella comunicazione radio-televisiva e con la stampa quotidiana e periodica. Dal 1998 al 2015 è stato dirigente e poi Direttore Centrale ANIA – Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. Dal 2015 al 2018 ha ricoperto il ruolo di Direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Unipol Gruppo. Dal 2016 al 2019 ha svolto l’incarico di Direttore Normativa Reti Distributive di UnipolSai Assicurazioni S.p.A. E’ appassionato di letteratura, arte, musica classica, cinema e teatro.