Prevedere il rischio: la nuova sfida della sicurezza stradale
Ogni giorno sulle strade italiane si verificano quasi 500 incidenti con feriti. Dietro questi numeri non c’è soltanto un problema di mobilità, ma una questione che riguarda
Il 54% dei giovani italiani dichiara di non essere consumista. Convenienza e sicurezza muovono gli acquisti che sono ragionati e responsabili. I risultati della ricerca Unipol Changes realizzata da Kkienn su un campione di Millennials e Generazione Z.
Senza clamori e discussioni una piccola rivoluzione del costume è avvenuta: le nuove generazioni sono attente e responsabili nei consumi.
L’essere cresciuti nell’era dell’incertezza e dell’arretramento del nostro paese, l’essere una generazione più povera e con meno prospettive delle precedenti, la pervasività dalla cultura del web che sostituisce atomi con bit, la scolarizzazione in aumento, l’influenza crescente di Greta e dell’ambientalismo: sono altrettante possibili cause. Il risultato è sotto i nostri occhi. Chiunque abbia figli fra i 15 e 30 anni lo sa per esperienza. I giovani italiani hanno sviluppato una buona dose di attenzione, ragionevolezza, autocontrollo nei consumi, spesso più dei loro genitori e dei loro nonni.
L’approccio agli acquisti è ragionato (46%), responsabile (38%), attento (34%): il piacere (18%), la gratificazione (11%), l’impulso (9%), la spensieratezza (5%), la trasgressione liberatoria (5%) vengono dopo, quando ce li si può e vuole concedere.
Nella scelta di una marca si privilegia la convenienza (40%) e la sicurezza (24%) rispetto al piacere del consumo (19%).
I cambiamenti in atto nello stile di consumo sono l’evidenza di una metamorfosi culturale che pervade la quotidianità. I fenomeni in maggiore espansione:
Per molti la sobrietà e l’attenzione sono più una necessità che una scelta. Capita che i giovani evochino con una punta di invidia i favolosi anni ’80 e ’90, quando i genitori e i nonni si concedevano quello che oggi non si può più. Ma nonostante i rimpianti la trasformazione è in atto.
Il 54% dei giovani ritiene di non essere consumista, contro il 27% che ritiene di esserlo. E’ un’evoluzione ancora in corso: a fronte di un 34% che ritiene di non essere cambiato rispetto a qualche anno fa, quanti ritengono di essere diventati meno consumisti sfiorano il 50% (v. tav 179 del doc. 6 maggio).
La trasformazione procede ma non senza difficoltà: ridurre i consumi e riciclare è alla portata di tutti, rinunciare è più difficile.
Quasi tutti i giovani fanno la raccolta differenziata (94%), spengono il riscaldamento quando la temperatura esterna sale (93&), usano lampadine a basso consumo (89%).
Decisamente meno frequente rinunciare all’auto e prendere il mezzo pubblico (50%), ridurre il consumo di carne (49%), usare abitualmente la bicicletta (34%).
In prospettiva le cose posso evolvere e si prende in considerazione di diventare più rigorosi. Su una cosa sarà particolarmente difficile fare rinunce: ad usare internet e i social network.
La maggioranza delle persone non aderiranno spontaneamente alle rinunce: lo farà una solo una parte dell’opinione pubblica. E ancora una volta sarà una battaglia generazionale, con i giovani a guidare il cambiamento (con i poveri, gli adulti e le donne), e i “vecchi” e i ricchi nelle retroguardie.
Lo studio #Nuove Generazioni è stato realizzato per Unipol da Kkienn Connecting People and Companies
La parte dello studio trattato in questo articolo è disponibile qui.






