Come cambia il giornalismo: cinque anni di innovazione
Quando nel 2022 abbiamo immaginato il Premio Unipol “Opening New Ways of Journalism” insieme al Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, avevamo un obiettivo preciso: prova
Dal rapporto 2026 del Think Tank Welfare Italia emerge una filiera da oltre 5 milioni di occupati. Tuttavia, con i finanziamenti pubblici destinati a superare di slancio i mille miliardi e il calo della popolazione attiva servono nuove strategie su Longevity e Youth economy.
Il welfare in Italia non è soltanto una voce che grava sul bilancio dello Stato ma rappresenta anche una filiera strategica per l’economia nazionale: nel 2024 ha coinvolto oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit, impiegato 5,1 milioni di occupati e generato circa 374
miliardi di euro di produzione. Rispetto al 2023, si è registrata una crescita di oltre 13mila enti e 344mila occupati e un incremento del 15% del valore della produzione. In una parola il welfare è una risorsa importante, e in crescita, non soltanto per la tenuta sociale ma anche per quella economica come è emerso dal Rapporto 2026 del Think Tank Welfare Italia, promosso da Unipol in collaborazione con TEHA Group e realizzato con il contributo di un comitato scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.
Come ogni anno, nel corso del Forum “Welfare Italia” svoltosi a Roma nelle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, esperti del mondo economico, assicurativo, accademico si sono confrontati con rappresentanti delle istituzioni partendo dai numeri. Nel corso dei lavori è emerso chiaramente come le cifre, presentate da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti e TEHA Group, vadano lette da due prospettive differenti. Il welfare è sì un motore di crescita, ma non si può nascondere che la spesa per sostenerlo è in aumento e non sembra voler fermare la propria corsa: nel 2025 ha raggiunto 692,8 miliardi di euro, pari al 60% della spesa pubblica complessiva, con la previdenza che assorbe quasi la metà delle risorse (49,5%). Se proseguissero le dinamiche di crescita dell’ultimo decennio, l’esborso per le casse statali potrebbe superare il trilione di euro già nel 2037, attestandosi a 1.028,6 miliardi, fino a raggiungere 1.591,9 miliardi nel 2050. Sono cifre che rendono impellente un’azione coordinata a garanzia della sostenibilità del sistema nel lungo periodo.
Questa duplice natura è stata ribadita anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo messaggio inviato all’evento patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ha ribadito «il carattere universalistico della protezione sociale» che è «oggi sottoposto a intense sollecitazioni: presidiato da principi costituzionali, la sua natura non appare confutabile». Il Capo dello Stato ha ribadito la funzione centrale svolta in campo economico: «Il welfare non è una mera partita di spesa bensì, nel nostro Paese ha sempre rappresentato un motore dell’economia e della società, agendo come risorsa per lo sviluppo e strumento di inclusione, caratteristiche preziose».
Un legame quello con l’economia evidenziato anche dal presidente di Unipol, Carlo Cimbri, in chiusura dei lavori. «Non può esserci welfare senza sviluppo, senza produzione e senza valore aggiunto alla produzione. Il tema centrale per questo Paese è ben noto, per quanto si preferisca spesso parlare di come spendere le risorse piuttosto che di come generarle. Dovremmo concentrarci su come aumentare la ricchezza prima di pensare a come spenderla, partendo dalla nostra condizione che è quella di un Paese che risparmia molto ma che è anche fortemente indebitato». Quindi secondo Cimbri la soluzione è quella di cambiare prospettiva, punto di vista: «Serve una vera cultura degli investimenti in capitale, ovvero la capacità di indirizzare il risparmio privato a supporto dello sviluppo delle imprese, come facciamo noi intermediari. L’altro passo è favorire in Italia una solida cultura del fare impresa».
La sostenibilità del welfare, però, è sempre più messa in pericolo da fenomeni demografici. Anche nel 2025, si conferma un saldo naturale negativo di circa 297mila unità, determinato dalla persistente denatalità (355mila nascite nel 2025, nuovo minimo storico, a fronte di circa 652mila decessi).Entro il 2050, la popolazione italiana potrebbe scendere a circa 55 milioni di abitanti (dagli attuali 58,9) mentre la riduzione della popolazione in età lavorativa potrebbe determinare, a parità delle altre condizioni, una contrazione del PIL del 10,7% rispetto al 2025. Un dato che conferma la necessità di investire nel capitale umano, vera risorsa del Paese, senza distinzioni di età e di provenienza geografica.
Per questo motivo, come è emerso nel corso dei lavori, il Think Tank “Welfare, Italia” ha elaborato due proposte per trasformare le sfide demografiche in opportunità di crescita:
Gli strumenti a disposizione possono avvalersi anche dei nuovi ritrovati della tecnologia digitale, in primo luogo dell’intelligenza artificiale che, se ben usata, potrebbe migliorare efficacia e produttività del sistema di welfare abbattendo i costi: si pensi che i guadagni potenziali di produttività potrebbero aggirarsi attorno al 19,6% nella sanità e al 21,9% nell’istruzione.
In questo modo si potrebbero ridurre i divari storici fra le diverse aree del Paese che vede un Nord più solido economicamente con un welfare più efficiente e un Sud vulnerabile nel quale paradossalmente lo stato sociale stenta a dare risposte puntuali. Si pensi che nel Meridione l’offerta di servizi educativi per la prima infanzia si attesta a 19,3 posti ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, rispetto ai 37,9 del Nord e ai 40,4 del Centro. Anche la spesa comunale per interventi e servizi sociali evidenzia un divario significativo, con 111 euro pro capite nel Mezzogiorno, contro i 185 euro del Nord.
Ma non solo: con maggiori risorse si potrebbe intervenire tamponando l’emorragia dei giovani talenti. Il report ha messo infatti in evidenza che la bilancia dei talenti continua a essere negativa: negli ultimi 10 anni oltre 314mila cittadini italiani laureati o con titolo di studio terziario hanno lasciato il Paese. La perdita associata a questa emigrazione qualificata è di 43,7 miliardi di euro.
Il Forum è stato aperto dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e moderato da Antonio Polito (Editorialista e Vicedirettore, Corriere della Sera). Nel corso dei lavori sono intervenuti Paolo Boccardelli (Rettore, LUISS Guido Carli), Carlo Cimbri (Presidente, Unipol Assicurazioni), Giuseppe Curigliano (Professore di Oncologia Medica, Università Statale di Milano; Direttore, Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative, IEO; Membro dell’Advisory Board del Think Tank “Welfare, Italia”), Gigi De Palo (Presidente, Fondazione per la Natalità), Valerio De Molli (Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti e TEHA Group), Veronica De Romanis (Professoressa di Politica Economica Europea, LUISS Guido Carli; Membro dell’Advisory Board del Think Tank “Welfare, Italia”), Raffaele Fitto (Vicepresidente Esecutivo per la Coesione e le Riforme, Commissione Europea), Manuela Geleng (Direttrice Lavoro e competenze, DG Occupazione, affari sociali e inclusione, Commissione Europea), Alessandra Minello (Professoressa di Demografia, Università degli Studi di Padova), Mario Nobile (Direttore Generale, AgID – Agenzia per l’Italia Digitale), Marcella Panucci (Consigliere del Ministro Bernini per la Competitività della Ricerca e dell’Università, l’Internazionalizzazione e i Rapporti con le Imprese) Mario Pepe (Presidente, COVIP – Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), Giorgio Righetti (Direttore Generale, ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio), Alessandro Rosina (Professore di Demografia e Statistica sociale, Università Cattolica di Milano), Riccardo Sabatini (Scienziato e Imprenditore; Chief Data Scientist, Orionis Biosciences), Stefano Scarpetta (Chief Economist, OCSE; Membro dell’Advisory Board del Think Tank “Welfare, Italia”), Orazio Schillaci (Ministro della Salute), Antonio Tajani (Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e Paolo Zangrillo (Ministro per la Pubblica Amministrazione). Il Forum è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.