Con l’ultimo elemento, il Fuoco, si chiude la quadrilogia usata da Urban Up per sensibilizzare, nell’ambito della Design Week, sull’uso delle risorse del nostro Pianeta e su un futuro equo e sostenibile.
Il ciclo si chiude. L’impegno di Urban Up Unipol per sensibilizzare al rispetto della natura e all’uso sostenibile delle risorse necessarie alla sopravvivenza dell’umanità si arricchisce nel 2026 dell’ultimo elemento della quadrilogia: dopo l’Acqua (2023), l’Aria (2024) e la Terra (2025) adesso è la volta del Fuoco. È proprio il nucleo incandescente del nostro Pianeta, simbolo dell’energia primordiale creatrice del mondo, al centro di LIGHT OUR FIRE, l’opera cinetica site specific di “Studio Azzurro” visibile fino al 26 aprile nell’ambito della Design Week e fiore all’occhiello di “INTERNI MATERIAE” la mostra-evento della rivista INTERNI, su De Castillia 23, edificio riqualificato da Urban Up | Unipol e di proprietà del Gruppo. Un’energia che mai quanto oggi rappresenta una risorsa da gestire con attenzione, allo scopo di trovare un mirabile equilibrio fra sviluppo umano e salvaguardia ambientale.
Da sempre il Fuoco ha segnato le tappe del nostro sviluppo, nella storia come nel mito. Ha scaldato l’umanità agli albori del suo cammino, ha trasformato i metalli, ha reso possibili le prime tecnologie e illuminato il cammino del progresso. Prometeo lo ha rubato agli dèi per donarlo agli uomini e questa fiamma è diventata così conoscenza e passione, scintilla di evoluzione ma anche responsabilità: il potere che eleva comporta sempre conseguenze e rischi. Un messaggio quanto mai attuale in questi mesi nei quali i temi legati all’energia si intrecciano anche con la geopolitica e lo stravolgimento degli assetti e delle alleanze internazionali con forti ripercussioni sulla sicurezza nazionale di ogni Paese.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel suo ultimo World Energy Outlook 2025, l’immediato futuro potrebbe essere caratterizzato da sempre più probabili scenari di austerità simili a quelli che si sono verificati gli anni ’70. La domanda di energia cresce esponenzialmente trainata in particolare dal boom delle tecnologie digitali: si prevede che gli investimenti globali nei data center raggiungeranno i 580 miliardi di dollari nel 2025, una cifra che supera, per esempio, i 540 miliardi di dollari spesi per l’approvvigionamento globale di petrolio. Se sull’energia si gioca il futuro di interi continenti e la partita per la supremazia fra grandi potenze, non si può dimenticare che in questo momento circa 730 milioni di persone, sempre secondo il report, vivono ancora senza elettricità mentre nelle economie avanzate l’accesso è garantito a tutti ma cresce la povertà energetica: famiglie che, pur iperconnesse, non possono permettersi di riscaldare o illuminare adeguatamente casa a causa dei prezzi record.
Diventa quindi fondamentale riflettere su energia, futuro e responsabilità verso il Pianeta, ma anche ascoltare e custodire quel fuoco interiore che ci muove ogni giorno. Un appello e un messaggio che ispira LIGHT OUR FIRE, non soltanto un’opera estetica composta con 492 sottili pannelli per 1.100 mq di estensione che ruotano e vibrano con aria e luce, ma un dispositivo di pensiero, un appello a una riflessione. L’installazione, un gioiello anche dal punto di vista tecnico (i sottili pannelli rossi e arancioni che la compongono sono realizzati con un innovativo policarbonato proveniente da una filiera di riciclo continuo che ne consente il riuso al 100% e sostenuti da 104 braccetti fissati sulla facciata ai quali sono agganciati lunghi cavi d’acciaio che permettono di ruotare e vibrare con aria e luce) vuole quindi essere soprattutto un invito ad affrontare oggi il tema dell’energia sotto i più disparati aspetti: geopolitici, sociali, tecnologici e ambientali. Un messaggio che viene ulteriormente esaltato grazie alla straordinaria e simultanea accensione di colore arancione della Unipol Tower, creando un suggestivo “dialogo” fra i due immobili di proprietà del Gruppo.
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E così due fra gli edifici simbolo della rinascita di questa parte di Milano diventano potenti canali di comunicazione come ha spiegato Massimiliano Morrone, Chief Real Estate Officer del Gruppo Unipol: «Da diversi anni – afferma- siamo impegnati con il marchio Urban Up nella rigenerazione di edifici di proprietà del Gruppo posti in contesti urbani e periurbani. Siamo infatti convinti che attualizzare il patrimonio esistente contribuisce a favorire la crescita economica e la connettività all’interno delle città, risparmiando suolo e attivando un circolo virtuoso di valorizzazione patrimoniale. Inoltre, nelle città che consumano tra il 60% e l’80% dell’energia mondiale e producono il 70% delle emissioni di carbonio, sono attivabili notevoli economie di scala nell’efficientamento energetico, se ogni attore economico e pubblico fa la sua parte, anche attraverso investimenti infrastrutturali».
Un lavoro di squadra esaltato anche daLeonardo Sangiorgi, fra i fondatori nel 1982 di Studio Azzurro, che si è soffermato sulla forma tonda dell’installazione «un ulteriore modo per raccontare l’umanità e l’energia e la forza del fuoco che fin dai primordi ci ha fornito l’impulso a stare in cerchio attorno tutti insieme. E questo quarto capitolo punta proprio a farci riflettere sul fatto che tutti insieme siamo legati da un unico filo e che siamo chiamati a utilizzare e a non sprecare l’energia di cui possediamo molto spesso le origini e le forze».
Un profondo momento di riflessione arricchito e “illustrato”, in una sorta di dialogo fra esterno ed interno dell’edificio, da una suggestiva mostra fotografica allestita al piano terra di De Castillia 23 e visitabile gratuitamente per tutta la Design Week: 20 scatti di Marco Garofalo dai progetti “Ritratti di energia. Storie di persone, luoghi e dignità”e “Energy Portraits, the Global South” che, attraverso la potenza e la veridicità di un racconto per immagini, documentano le profonde disuguaglianze sociali oggi in atto.
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