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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Well Being > Il cibo cambia il Pianeta

 Il cibo cambia il Pianeta

Well Being

 Sostenibilità e salute sono al centro dell’edizione 2018 di Seeds&Chips. Innovazione e promozione delle idee fanno la differenza.

​​​All'inizio del '900 il saggio The Metropolis and Mental Life, del sociologo tedesco Georg Simmel fece in modo che fosse chiaro a tutti come la migrazione delle persone dalle zone rurali alle città che aveva provocato una nuova condizione sociale e fatto nascere un atteggiamento blasé tipicamente metropolitano. Se oggi Simmel fosse qui, si occuperebbe di come la nostra era digitale stia cambiando la società giorno dopo giorno. E troverebbe delle assonanze tra quanto accaduto oltre 100 anni fa e quello che stiamo vivendo oggi bombardati da stimoli digitali dal momento in cui ci svegliamo fino al momento in cui prima di dormire ci separiamo dallo smartphone.

Oggi come allora nella società metropolitana descritta da Simmel, l'atteggiamento prevalente che provoca il cambiamento è una sorta di apatia calcolata. Non c'è quasi nessun aspetto della nostra vita quotidiana che sia immune dall'impatto della tecnologia e delle comunicazioni. E la velocità con cui le informazioni ci raggiungono e l'enorme quantità di informazioni disponibili sono travolgenti, e quindi facciamo ciò che qualsiasi individuo razionale potrebbe fare: incaselliamo tutto. L'apatia tecnologica guida i nostri gesti tranne quando si tratta di cibo. Almeno è così per la generazione dei Millennials, la prima che, come ha scritto per prima Eve Turow Paul nel suo saggio datato 2015 dedicato ai nuovi consumi, considera il cibo un bene su cui spendere e dedicare non solo denaro, ma anche tempo alla ricerca del prodotto migliore. E nell'era digitale il cibo è diventato anche motivo di connessione, di identificazione, di empatia.

A Seeds&Chips 2018 i Millennial e la Generazione Z saranno come sempre protagonisti perché il loro contributo sta cambiando il mercato del cibo e il futuro del Pianeta. Una serie di conferenze dedicate ai Millennial, The Next Generation and The Food System e New Forms of Food Experiences hanno l'obiettivo di mettere in evidenza come includere i giovani nelle decisioni da prendere sia importante per il progresso ed evidenziano come il loro lavoro stia già cambiando l'attuale catena alimentare. Qualche numero rende più chiara la tendenza: i Millennial già oggi spendono oltre 98 miliardi di dollari all'anno per il cibo e possono fare la spinta decisiva verso nuove forme di alimentazione in un mondo dove come ci ha ricordato lo studio 2017 del World Economic Forum sono tanti i cibi comuni in via di estinzione da qui al 2050 a causa dei cambiamenti climatici. Qualche esempio? Caffè, avocado, uva e vino ma anche pesche e fragole, ciliegie e prugne solo per citare i più comuni.

La nostra priorità è sempre stata quella di dare voce ai giovani, riconoscendo loro un ruolo da protagonisti in Seeds&Chips. Anche per questo è nata la partnership con Cariplo Factory, hub di Open Innovation promosso da Fondazione Cariplo, con cui si possono generare opportunità di lavoro e favorire le scale-up delle startup italiane più innovative. Questo hub di innovazione dedicato al cibo mette a sistema aziende e startup per offrire nuove opportunità di crescita e sviluppo al settore del Food attraverso la piattaforma growITup, che va ad aggiungersi e completare il Big Brother Innovation Program di Seeds&Chips, realizzato per fare incontrare piccole realtà con grandi aziende e ne completa l'offerta di servizi in ambito open innovation. Una piattaforma utile, in primis, alle aziende.

Sentiamo che, dando ai giovani le giuste opportunità, possiamo davvero aiutarli a plasmare il loro futuro. Non possiamo parlare di innovazione, né essere innovativi, senza la loro presenza. Ci sono storie come quella di Priya Mittal e della sua GoGreen Tech che ci fanno capire come questa sia la strada giusta. Priya è una giovane di 17 anni della Dalton School di Manhattan che ha avuto un'idea semplice mentre passeggiava per un mercato di agricoltori in Union Square un paio di anni fa. Notò che la gente raccoglieva i prodotti per trovare gli esemplari perfetti ed evitava qualcosa di leggermente ammaccato. È rimasta scioccata nello scoprire quanti prodotti "brutti" vengono buttati via ogni anno e ha deciso di creare una App che colleghi gli agricoltori con le aziende che possono utilizzare prodotti imperfetti. Priya nel 2017 è stata nominata tra i 20 Under 20 del Crain di New York, come stella nascente nel mondo delle imprese di New York, ha vinto il secondo posto nel Technovation World Pitch Summit e ha vinto il premio Harvard entrepreneurship pitch competition award per l'idea imprenditoriale "più ecologicamente innovativa" ed è stata selezionata per la competizione nazionale del 2018 "Young Innovators to Watch" al CES di Las Vegas, Nevada.

Un'altra storia che mi piace raccontare è quella di Haile Thomas che a 17 anni è la più giovane Coach di Integrative Health degli Stati Uniti, una speaker di livello internazionale, influencer per l'alimentazione e lo stile di vita vegani, e fondatrice/CEO della società no-profit HAPPY (Healthy Active Positive Purposeful Youth). Anche in questo caso la vita le ha dato l'idea: quando Haile aveva 10 anni, a suo padre Thomas fu diagnosticato il diabete di tipo 2, la famiglia sapeva di dover apportare un cambiamento nello stile alimentare. Da quel momento hanno evitato i cibi conservati e con additivi e le salse pesanti, sostituite con le spezie. In circa un anno, il padre di Thomas aveva invertito le sue condizioni e ha cominciato a raccontare la sua storia che poi è diventata quella della famiglia. Haile Thomas, con l'aiuto e l'incoraggiamento di sua madre, a 12 anni ha lanciato Happy, un'associazione no profit dedicata all'insegnamento dei bambini alla buona alimentazione e alle arti culinarie. Dall'inizio del suo operato come attivista nel 2010, ha coinvolto personalmente oltre 15.000 giovani, fa parte del comitato consultivo dei giovani della Clinton Foundation's Alliance for a Healthier Generation ed è stata ospite di Michelle Obama allo State of the Union del 2013.

È stata anche nominata "Young Wonder" dalla CNN nella loro serie CNN Heroes, dedicata ai giovani che fanno la differenza nella loro comunità. Giovani come Priya e Haile rappresentano la nostra più grande speranza di fare davvero la differenza nel food system, ed il loro lavoro sarà la nostra più grande eredità. Siamo solo all'inizio del cambiamento. Siamo in marcia solo da tre anni. Penso al 2015 come l'anno che ha segnato il punto di svolta nella facendo diventare sempre più crescente ed inarrestabile l'attenzione e la consapevolezza delle persone verso i temi della sostenibilità del Pianeta e anche dell'alimentazione.

Sono tre le date chiave:

  • A maggio 2015 l'apertura di Expo 2015 a Milano: sei mesi di esposizione, oltre 21 milioni di visitatori tra cui capi distato, ministri e primi ministri di 144 paesi e migliaia di operatori della filiera agroalimentare hanno partecipato a un dibattito globale sul tema "Nutrire il pianeta, energia per la vita".
  • Il dibattito è diventato ancora più significativo quando l'ONU ha firmato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile il 12 settembre 2015, cosa che ha dato il via a tutto quel lavoro che non riguarda solo il sistema food, ma tutta quella miriade di industrie, settori e sfere che costituiscono l'economia globale.
  • La firma dell'accordo di Parigi sul clima il 12 dicembre alla COP21 ha dimostrato che i 195 Stati membri aderenti all'UNFCCC e l'Unione europea erano uniti nella lotta per un significativo cambiamento a livello globale e sistemico.

L'innovazione è la chiave di volta per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e nello stesso tempo la sostenibilità spinge lo sviluppo della tecnologie. Gli esperti hanno calcolato come le aziende che lavorano per raggiungere gli SDGs creeranno oltre 12.000 miliardi di dollari e che uno sviluppo sostenibile è una strategia economica intelligente. Le industrie che si pongono questi obiettivi di sostenibilità possono creare 380 milioni di nuovi posti di lavoro, molti dei quali nei Paesi in via di sviluppo. I Millennials, ancora una volta, hanno un ruolo centrale in questo cambio di cultura: oltre l'81% pensa che spetti alle imprese creare un'economia sostenibile e sono disposti a prestare le loro conoscenze e la loro creatività a questa causa, premiando come consumatori le aziende che lo faranno.

 

 

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