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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Va’ dove ti porta la Techonomy

Va’ dove ti porta la Techonomy

Technology

Blockchain, intelligenza artificiale e fake news sono alcuni dei driver che guidano la trasformazione tecnologica e le strategie aziendali. I trend del 2018.

​La rapida crescita delle tecnologie digitali sta rivoluzionando le condizioni di mercato per molti settori. Dai servizi finanziari alla comunicazione, dalla sanità all'edilizia, la nuova “techonomy” influenzerà sempre di più le strategie delle imprese che vogliono restare competitive. I driver principali, per il 2018 e gli anni a venire, sono stati ripetuti come un mantra nei vari scenari tratteggiati dagli specialisti di tecnologia: la crescita della blockchain nell'ambito dei servizi finanziari e oltre, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, dei bot, e dell'Internet of Things avranno tutti un impatto importante negli anni a venire sulla crescita dell'economia e sulla riformulazione dei posti di lavoro, secondo Gartner, ma anche il boom delle fake news è destinato a continuare e ampliarsi, ammorbando il panorama e contribuendo a una buona dose di confusione e di scetticismo nelle democrazie avanzate.


BLOCKCHAIN
Da qui al 2020, il settore bancario ricaverà 1 miliardo di dollari, secondo Gartner, dall'uso di criptovalute basate su blockchain. Ci sono già 5.000 agenti di cambio di criptovalute e 700 varianti di denaro digitale. Le banche stanno silenziosamente approvando l'uso delle criptovalute, come Bitcoin ed Ether, la moneta supportata dalla piattaforma Ethereum, e anche se la bolla finanziaria attuale è destinata a scoppiare, il fenomeno non si fermerà. Gartner prevede però che solo il 10% delle imprese realizzerà una trasformazione radicale con le tecnologie blockchain. In particolare il mondo della sanità e dei servizi legali saranno i più interessati a questa trasformazione. Per Idc Health il 20% delle organizzazioni sanitarie entro il 2020 avranno superato lo stadio dei progetti pilota e l'utilizzeranno appieno. I servizi legali impegnati sul fronte dei trasferimenti di proprietà, fisica o intellettuale, saranno i primi ad adottarla e nell'ambito delle risorse umane cominciano già a girare cv certificati per automatizzare le prime fasi della selezione e verificare le qualifiche dei candidati.


INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Le tecnologie di intelligenza artificiale stanno maturando, le macchine imparano, l'uso dei dati migliora, e Gartner prevede che il 30% dei Cio includerà l'intelligenza artificiale nelle prime cinque priorità d'investimento nel 2018, ma la stima potrebbe anche essere troppo prudente, dal momento che le ricerche sull'intelligenza artificiale sono cresciute del 500 per cento nell'ultimo anno. Da qui al 2020, l'intelligenza artificiale diventerà una causa di crescita netta dell'occupazione, creando più posti di lavoro di quelli che andrà a eliminare, anche se non tutti i settori viaggiano in parallelo, per alcuni la sostituzione sarà più rapida, come nel manifatturiero, e per altri più lenta, come nella sanità. L'apertura di molti database a vantaggio di cittadini e scienziati porterà inevitabilmente a una forte crescita di servizi correlati al linguaggio, come assistenti virtuali e macchine intelligenti. Già oggi le macchine autonome sono operative un po' dovunque nella logistica e presto le stesse tecnologie porteranno risultati tangibili nell'automotive e nei trasporti. In Norvegia partirà nel 2018 il primo cargo elettrico a guida autonoma, senza bisogno di equipaggio, e altre seguiranno.


INTERNET OF THINGS
Gli oggetti connessi sono ormai onnipresenti e diventeranno ancora più invasivi negli anni a venire. Oggi, secondo Gartner, ci sono 8,4 miliardi di oggetti connessi e questo numero sta crescendo rapidamente. I dispositivi che appaiono ovunque sanno di noi più di quanto sappiamo noi stessi  e stanno diventando così poco costosi da essere inseriti in ogni cosa, persino nei bagni. Il costo di microprocessori e software è crollato e in Cina ormai si vendono oggetti connessi per meno di 2 dollari, dai droni ai gabinetti. Entro il 2020, queste tecnologie saranno incluse nel 95% dell'elettronica per i nuovi prodotti. Entro il 2019 emergerà l'attivazione degli smartphone via IoT. E da qui deriva un problema di sicurezza. E' vero che entro il 2020 le aziende risparmieranno 1.000 miliardi di dollari all'anno grazie all'IoT, ma la maggior parte delle imprese non prevedono investimenti nella sicurezza e da qui ad allora è prevedibile il manifestarsi di incidenti dovuti a “decisioni sbagliate” di questi oggetti, che prima o poi potrebbero comportarsi come la scopa di Topolino nell'Apprendista stregone. 


BOT E FAKE NEWS
Entro il 2020, oltre il 50% delle imprese spenderà di più all'anno nella creazione di bot e chatbot piuttosto che nello sviluppo di app per dispositivi mobili tradizionali, secondo Gartner. La spesa per lo sviluppo delle app sta già diminuendo, mentre il 52% delle organizzazioni sta studiando i chatbot, nelle ricerche di Gartner. Da qui la previsione che entro il 2020, la persona media avrà più conversazioni con un robot che con persone vere. Entro il 2020, secondo Gartner, la creazione di "realtà contraffatte" o di fake news guidata dall'intelligenza artificiale supererà la sua stessa capacità di rilevarla, alimentando la sfiducia nei contenuti digitali, a partire delle foto contraffatte con Photoshop, un problema che ormai si estende anche ai video. Già oggi, oltre il 90% dei film di cassetta ritocca gli attori per farli sembrare più giovani. Entro il 2020, la maggior parte delle persone nelle economie mature consumerà più informazioni false che informazioni vere e già dall'anno prossimo ci sarà un boom di dispositivi commerciali per rilevare notizie false. Questi sistemi, però, serviranno a poco nella battaglia per ristabilire la fiducia nelle informazioni, il cui esito dipende più da chi si sceglie di ascoltare piuttosto che dalla validità dell'origine dei dati. Di conseguenza, è molto più efficace usare l'intelligenza umana per mettere un freno alla nostra fame di fake news e di false conferme a vecchi pregiudizi, piuttosto che utilizzare l'intelligenza artificiale per identificarle.

 

 

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