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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Terremoto: quando l’aiuto è concreto

Terremoto: quando l’aiuto è concreto

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Il supporto alla ripresa per UnipolSai è una storia a lieto fine che ha trovato espressione tangibile il 24 novembre 2016. Perché ripartire si può anche, e soprattutto, con la vicinanza alle imprese private, fatta di velocità ed efficienza.

​​​​Con quale velocità arriverà il futuro? Attrarre investitori e concentrarsi su traguardi e mercati a più alto valore aggiunto forti del proprio know-how, sviluppare una solida piattaforma strategica, integrare dinamicamente servizi, ricerca e sviluppo, infrastrutture, stakeholder. Essere, sempre meglio, parte del motore economico del proprio paese. Elementi come questi, sono il denominatore comune dell’agenda programmatica di gran parte delle imprese, ovunque. 

A ribaltare le carte è l’imprevedibilità di un momento, la rapidità e l’impeto, assurdamente intenso, di eventi che costringono a un alt improvviso che immobilizza economia e vite. Spesso, poi, i fattori si sommano: a condizioni già difficili se ne sovrappongono altre ancora più incredibili - come la recente ecatombe sotto la neve conseguenza del terremoto in Abruzzo e della valanga sul Resort Rigopiano  - con effetti dirompenti che moltiplicano, a ogni livello, le complicazioni. ​
Torna alla memoria La ginestra leopardiana in cui la consapevolezza di una natura potente e silenziosa, magnifica e devastante, sfugge nella quotidianità di gesti e parole. La si dimentica in un esercizio di esorcizzazione inconsapevole. È un serpente che, a una sequenza di movimenti impercettibili ai più, fa seguire un attacco distruttivo. 

La sostenibilità passa anche, e soprattutto, dall’azione dei singoli, da un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli che espande, nella migliore delle accezioni, il concetto di coscienza civile. È l’impegno dei singoli a fare, al meglio, ciò che si è chiamati ogni giorno a fare, sul proprio luogo di lavoro, nella società. Un appello a rendersi artefici della propagazione di un “virus” positivo che aiuta a proteggere, preservare, limitare il peggio quando non è possibile evitarlo.  

Così, se i grandi fenomeni naturali riportano un numero di vittime sempre più limitato grazie, anche, al diffondersi di una coscienza del costruire che lentamente sta affermando i valori imprescindibili di prevenzione e sicurezza, di contro le aziende si trovano ad essere colpite in maniera profonda, minate dalla perdita sia di beni materiali – edifici e attrezzature in primis – che in termini di capitale umano. L’impatto economico è sempre più significativo, il trend si registra in crescita. 

L’Italia conosce bene queste battute di arresto. Si stima che nel Dopoguerra siano stati necessari 150 miliardi di euro per far fronte agli interventi di ricostruzione a seguito degli eventi sismici. Risk management e protezione assicurativa, insieme a una gestione più attenta della liquidità e alle richieste di rimborso post-eventi rientrano oggi, sempre più, nella pianificazione economico-finanziaria di molte imprese. Del resto la tematica della leadership reattiva e responsabile, rinsaldando la collaborazione globale, è stata centrale anche negli incontri in agenda all’ultimo World Economic Forum di Davos. In questo scenario il coinvolgimento delle compagnie assicurative nella copertura dei danni dovuti alle catastrofi naturali è molto importante per sostenere nel concreto una ripartenza positiva.

E proprio una ripartenza, di per sé in grado di innescare un circuito virtuoso indispensabile a recuperare quella quota altrettanto necessaria del più ambito dei beni immateriali in momenti come questo, la fiducia, è possibile solo grazie a risposte rapide e concrete. Il supporto alla ripresa ha, per UnipolSai, trovato espressione tangibile il 24 novembre 2016. A tre mesi esatti dall’inizio dell’ondata di scosse sismiche che hanno colpito il centro Italia, cancellando molti borghi storici con i loro monumenti, ora perduti per sempre, e un prezioso concentrato di attività produttive legate in particolare all’agricoltura, una delegazione in rappresentanza della controllata del Gruppo si è recata nei luoghi del terremoto per testimoniare il proprio sostegno a popolazione e imprese.​

​All’ASL di Rieti la Direzione Sinistri ha consegnato l’assegno di un milione di euro, cifra che corrisponde all’intero massimale della polizza sottoscritta dalla stessa Azienda Sanitaria contro il rischio sismico. La messa in opera di un piano strutturato e integrato d’interventi a favore delle diverse categorie di stakeholder, dai clienti alla società civile, dagli agenti a soci e fornitori, è stato affidato a un coordinamento centralizzato. La vicinanza alle imprese assicurate attraverso la liquidazione in tempi ridotti dei danni ha permesso, ad esempio nel caso di Filotei Group, attiva nel settore alimentare con sede a Arquata del Tronto – uno dei tre centri più duramente colpiti, insieme ad Amatrice e Accumoli - di riprendere l’operatività in tempi brevi. 

Carlo Maria Cipolla, che fu Professore Emerito di storia economica a Ber​​keley, sintetizzò in una frase il valore delle piccole grandi imprese che dell’Italia costituiscono da sempre la spina dorsale dell’economia: «Gli italiani hanno l’abitudine sin dal Medioevo di produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo». Supportare la continuità di questa vocazione vuole essere l’impegno del Gruppo. ​

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