Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Se l'audiolibro batte l'e-book

Se l'audiolibro batte l'e-book

Sharing

L’esperienza social dei messaggi parlati ha contagiato il mercato dei racconti che viaggiano su smartphone, sono un momento di condivisione di esperienze con tempi di consumo diversi.

​​Circa quattro anni fa alcuni esperti della nuova frontiera digitale mi raccontarono che il mondo social si sarebbe evoluto verso una dimensione audio, con una sorta di rivincita del suono rispetto alle immagini, dell'udito rispetto alla vista. In effetti, di lì a poco, iniziarono a decollare i messaggi vocali, portando WhatsApp verso un universo di social sostanzialmente audio, cominciò ad affermarsi Tik Tok, un nuovo social dove l'audio è effettivamente la parte rilevante, e nelle case apparirono gli smart speaker di Amazon o Google, così come nelle auto presero piede i sistemi di radio player e i comandi vocali.

Il mercato delle cuffie audio, in tutte le salse, enormi, piccolissime, senza fili, cresce a dismisura (oltre 20 miliardi di dollari di fatturato all'anno solo negli Usa) e la voglia di riposare gli occhi, sempre più stressati dagli schermi luminosi da fissare tutto il giorno, va imponendosi su fasce ampie di popolazione.

Ecco spiegato il boom del comparto degli audiolibri, che nel 2020, secondo una ricerca di Deloitte, si consoliderà del 25% raggiungendo i 3,5 miliardi di dollari di ricavi a livello mondo. Siamo ancora a dimensioni ridotte rispetto, ad esempio, ai 42 miliardi di dollari mondiali della radio o ai 51 miliardi della musica (dal vivo o registrata su supporti fisici e digitali). Tuttavia, in un comparto dei media e dell'intrattenimento che in media cresce del 4% all'anno, ecco un segmento che invece galoppa a +25% e attira sempre più attenzione e investimenti.
Mentre gli ebook, e i correlati device tipo Kindle o Kobo, continuano a calare, l'ascolto di un buon audiolibro (di solito in automobile, molto meno in casa propria) si impone, al punto che nel 2023 i ricavi degli audiolibri, sempre secondo Deloitte, supereranno quelli degli ebook. Va detto che per il forte balzo del comparto audiolibri è una faccenda che riguarda sostanzialmente solo Usa (1,5 miliardi di dollari di ricavi) e Cina (un miliardo), che da soli valgono il 75% del settore a livello mondiale. L'Europa pesa per 500 milioni di dollari, con il Regno Unito e la Germania a farla da padrone con i loro quasi 100 milioni ciascuno.

In Italia, dove siamo ancora ben sotto i 20 milioni di euro (su un mercato totale del libro che nel 2019 è cresciuto del 5% raggiungendo i 3,3 miliardi di euro), circa il 7% delle persone ha ascoltato almeno un audiolibro nel corso del 2018, in base all'indagine Aie, contro il 21% nel Regno Unito o il 18% negli Stati Uniti. C'è quindi ancora un margine di crescita notevolissimo, in un mercato dove gli ebook pubblicati sono sempre meno (51.400 titoli nel 2018 rispetto agli 81 mila del 2016), dove gli e-reader calano inesorabilmente, e in cui, invece, gli smartphone sono sempre più utilizzati per accedere ai contenuti editoriali e per l'ascolto degli audiolibri (dal 67% del 2017 al 75% del 2018). Sulla Penisola, tuttavia, si pubblicano ancora pochi titoli nella versione audiolibro: ce ne sono alcune migliaia disponibili, e molti non sono in italiano, ma in una lingua straniera.

Vediamo allora le strategie in Italia del più grande gruppo editoriale, ovvero Mondadori, e delle due più importanti piattaforme distributive di audiolibri, ovvero Audible (gruppo Amazon) e gli svedesi di Storytel.

FRANCESCA ROSSI, responsabile area digital sales di Mondadori libri
«Siamo partiti con gli audiolibri nell'aprile 2017. E, fino al dicembre 2019, abbiamo già prodotto circa 500 audiolibri di tutte le case editrici del gruppo Mondadori, dei quali circa 400 in distribuzione esclusiva sulla piattaforma Audible, circa 50 in esclusiva su Storytel e circa 50 condivisi. Di anno in anno abbiamo sempre raddoppiato la produzione, e nel 2020 stimiamo di arrivare sul mercato italiano con circa 300-350 audiolibri nuovi.

Sin dall'inizio abbiamo scelto di gestire l'intero processo, dalla scelta dei titoli di audiolibri da produrre e alle voci narranti, dalla produzione alla distribuzione sulle piattaforme: questo perché riteniamo un obbligo dell'editore quello di garantire ai propri autori la miglior valorizzazione possibile dei contenuti, che deve avvenire con il massimo livello qualitativo, mantenendo il controllo sull'intera filiera. E questo è importante soprattutto quando si tratta di titoli nuovi, che escono in contemporanea nelle versioni su carta, ebook e audiolibro: il lavoro di promozione in contemporanea per tutti e tre i formati garantisce il raggiungimento di un pubblico più vasto in quanto gli ascoltatori dell'audiolibro spesso sembrano non essere gli stessi del cartaceo.

D'altra parte l'audiolibro aggiunge momenti di consumo dei contenuti e richiama un pubblico diverso: si ascolta un audiolibro in auto, mentre si cammina, si fa sport, si fanno i lavori di casa, o quando si è in viaggio in treno, aereo o sui mezzi pubblici.

Di sicuro la voce diventa un elemento strategico, che può determinare il successo di un audiolibro. Tuttavia il contenuto del libro viene letto senza modifiche, e per questo non possiamo intendere l'audiolibro come un prodotto diverso dal libro originale. Nell'esperienza Mondadori funzionano bene gli audiolibri di genere giallo, crime, thriller, e il self help. Bene, ovviamente, tutti i nostri grandi autori, italiani e stranieri, e poi anche le storie per bambini, tipo quelle di Geronimo Stilton, più brevi, che durano un'ora, rispetto, ad esempio, a opere di Ken Follet che possono invece raggiungere anche le 40 ore».

MARCO AZZANI, country manager di Audible Italia
«Lo sviluppo dell'audiolibro in Italia è tutto legato al modello di business delle piattaforme in abbonamento a 9,99 euro al mese con consumi illimitati. E' il modello di business di Audible, sperimentato per la prima volta in Italia, e ora piuttosto diffuso: verrà usato anche per la nuova Audible in Spagna, al debutto quest'anno. Noi in Italia stiamo crescendo del 100% anno dopo anno. E stimiamo di continuare a raddoppiare nei prossimi due-tre anni.  Al momento Audible in Italia ha un catalogo di circa 57 mila titoli, di cui quasi 9 mila in italiano (in Usa ce ne sono 400 mila in inglese, in Germania 50 mila in tedesco). È ovviamente importante avere tanti titoli nella lingua nazionale, anche perché in Italia fanno quasi il 90% degli ascolti. Interessante, poi, che su Audible il 70% degli ascolti sia intercettato da contenuti esclusivi Audible o da contenuti prodotti da editori terzi ma distribuiti in esclusiva da Audible.

Noi abbiamo il vantaggio di avere aperto il mercato in Italia nel 2016, quando c'erano solo alcune centinaia di audiolibri. E quindi abbiamo tanti contenuti esclusivi, cosa che si trova meno su altre piattaforme. Nel nostro modello di business ci sono alcuni tipi di prodotti: audiolibri di editori terzi che distribuiamo ma non in esclusiva; audiolibri di cui abbiamo comprato i diritti audio e che abbiamo prodotto noi (lo facciamo, ad esempio, per Feltrinelli, Newton Compton o La nave di Teseo), oppure audiolibri prodotti dagli editori ma distribuiti in esclusiva su Audible (come ad esempio con Mondadori e Gems). Ovviamente, sono accordi di esclusiva che durano un periodo limitato, un po' nella logica delle finestre per i film. Ma mi accorgo che gli editori tradizionali stanno sposando con convinzione la causa dell'audiolibro, che allarga il mercato e non è un pericolo per loro, ma una opportunità. Infine, per completare la gamma di prodotti che distribuiamo, ci sono i contenuti originali di Audible, partiti nel 2017. Gli Audible originals sono un modo per attrarre e trattenere i clienti con contenuti interessanti: nel 2017, in Italia, avevamo circa 15 titoli originali tra serie e podcast, nel 2019 sono stati una quarantina, nel 2020 ci saranno almeno 50 nuove produzioni in italiano, dando da lavorare a 500 persone tra tecnici, attori, produttori. Gli Originals, perciò, saranno sempre più importanti per creare distinzione del servizio.

Ripeto, non vedo timore da parte delle grandi case editrici tradizionali. Anzi, sarebbe bello che tutti gli editori di cinema, tv, libri, quotidiani, radio, periodici, ecc. abbracciassero di più i nuovi formati, le nuove piattaforme, che danno nuove grandi opportunità a tutti quanti».  

MARCO FERRARIO, country manager di Storytel Italia
«Non ci sono dati ufficiali, quindi diciamo che il mercato dell'audiolibro, in Italia, vale tra i 10 e i 20 milioni di euro. È ancora piccolo, ma tre anni fa valeva meno di un milione. Lo streaming ha rivoluzionato il mercato, con crescite esponenziali. E ormai nel segmento dell'audiolibro l'abbonamento alle piattaforme in streaming vale l'80-90% dei ricavi.
Su Storytel, il cui prezzo base è 9,99 euro al mese con consumo illimitato, ci sono circa 4 mila titoli in italiano su un catalogo di 100 mila titoli. Tre anni fa si producevano non più di alcune decine di audiolibri all'anno, mentre adesso, grazie alle piattaforme distributive, se ne producono migliaia. La cosa interessante dell'audiolibro è che aggiunge tempi di consumo di libro ad altri momenti che non siano il divano o il letto. Per esempio in Scandinavia, dove è molto sviluppato l'audiolibro, il 30% dei clienti prima non leggeva libri cartacei.

Quanto ai generi, in Cina prevale la formazione, l'autoformazione, il self help, ma quello è un mercato a sé stante. In Europa e Usa si affermano invece la narrativa di genere, crime, thriller, noir, e in Italia Storytel vende bene anche la narrativa letteraria classica e una certa saggistica. L'80-90% degli audiolibri sono ascoltati attraverso lo smartphone: ed essendo percepito ancora come un mercato a forte componente tecnologica, per ora ci sono un po' più maschi rispetto al comparto cartaceo. Ma più diventerà maturo, più anche nell'audiolibro avremo una netta prevalenza delle donne.

La piattaforma Storytel distribuisce audiolibri prodotti direttamente dalle case editrici; ha pure propri contenuti originali, ancora pochi ma in crescita, che possono essere audiolibri, serie audio, podcast; infine, la terza modalità sono gli audiolibri di cui la piattaforma acquista i diritti audio, e che vengono prodotti direttamente dalla piattaforma stessa. E questi sono la maggioranza dei titoli presenti. Li produciamo noi, ci assumiamo il rischio di impresa, è il nostro modello di business. In media la produzione di un audiolibro costa tra i 3 e i 5 mila euro quando si usa la voce di un professionista. Se poi vengono coinvolti doppiatori famosi o attori, allora le cifre cambiano. Quando il mercato degli audiolibri sarà più grande, penso che la gran parte delle case editrici produrrà gli audiolibri».


 

 

Come funziona la stay at home economy<img alt="coronavirus-sharing-economy" src="/PublishingImages/coronavirus-sharing-economy.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/come-funziona-la-stay-at-home-economyCome funziona la stay at home economyIl distanziamento sociale ha eliminato un pilastro fondamentale al business dell’economia della condivisione: la fiducia. Dovremo abituarci a paradigmi diversi per mobilità, viaggi e lavoro. Claudio-Plazzotta2020-04-29T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
People activism: l'uomo torna al centro<img alt="" src="/PublishingImages/people%20activism.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/people-activism-l-uomo-torna-al-centroPeople activism: l'uomo torna al centroPerché l’isolamento forzato ha generato un iperattivismo domestico, non solo digitale, e il bisogno di riti collettivi. Changes ne ha parlato con il sociologo Francesco Morace.Claudio-Plazzotta2020-03-24T23:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Siete pronti all’era biomediatica?<img alt="" src="/PublishingImages/era%20biomediatica.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/siete-pronti-all’era-biomediaticaSiete pronti all’era biomediatica?La condivisione batte il diritto alla privacy: l’io è il contenuto e il disvelamento del sé digitale è la prassi. Changes ne ha parlato con Massimiliano Valerii, direttore generale Censis.Nicola-Di-Turi2020-03-03T23:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Unipol Changes - Sharinghttps://changes.unipol.it/sharingUnipol Changes - Sharinghttps://changes.unipol.it
Lo smartphone suona in Africa<img alt="" src="/PublishingImages/smartphone%20Africa.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/lo-smartphone-suona-in-africaLo smartphone suona in AfricaAlla vigilia del debutto del 5G che rivoluzionerà il rapporto tra utenti e Rete dando una spinta decisiva all’Internet delle cose, a fare gola alle aziende della tecnologia sono gli utenti che Intenet ancora non sanno cosa sia, i poveri del mondo.Claudio-Plazzotta2020-01-15T23:00:00Zhttps://changes.unipol.it

 

 

Lavoro: 6 skill per il post Covid -19 <img alt="" src="/PublishingImages/skill-lavoro-covid.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/covid-skill-lavoroLavoro: 6 skill per il post Covid -19 I sistemi con cui le aziende operano e lavorano subiranno una metamorfosi per adeguarsi all’accelerazione delle mutazioni che già erano in corso prima dello tsunami provocato dalla pandemia. Come prepararsi.Nadia-Anzani2020-05-17T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Sanità: perché il virus è un’occasione per il sistema<img alt="" src="/PublishingImages/coronavirus%20welfare.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/coronavirus-welfareSanità: perché il virus è un’occasione per il sistemaIl sistema sanitario italiano ha subito uno stress test. Per Walter Ricciardi, rappresentante italiano OMS, protagonista di un incontro del Think Tank “Welfare Italia” e The European House - Ambrosetti, è il momento di una riforma.Redazione-Changes2020-05-19T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
I conflitti delle città post pandemia <img alt="" src="/PublishingImages/coronavirus-città-conflitti.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/coronavirus-conflitti-urbaniI conflitti delle città post pandemia Prima della Covid-19 lo sviluppo della città era a un bivio: essere il centro dello sviluppo armonico di un Paese o il motore che lo porta fuori giri. Come cambia ora questo incrocio di destini? Antonio-Belloni2020-05-20T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD