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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Porta la sostenibilità in vacanza

Porta la sostenibilità in vacanza

Society 3.0

I libri consigliati a chi è completamente a digiuno, a chi vuole confermare e approfondire quanto già sa della materia. Per diventare investitori socialmente responsabili.

​​​Non occorre una laurea in fisica nucleare per comprendere i principi, i criteri, i meccanismi, la filosofia della finanza sostenibile e responsabile. Tuttavia si tratta pur sempre di una forma d'investimento evoluta, che richiede dunque uno sforzo in più in termini di informazione, di comprensione, di conoscenza, se non proprio di studio, in chi la vuole approcciare. Magari per arrivare a padroneggiarla, perché sente che è arrivato il momento di compiere il gran passo, cioè di iniziare a considerare la possibilità di investire in modo sostenibile e responsabile. O perché, più semplicemente, avverte un'affinità valoriale con questa modalità di guardare e approcciare la finanza.

Quale che sia la spinta motivazionale, per addentrarsi nel mondo della finanza sostenibile si può approfittare del tempo e dello "spazio", anche mentale, che generalmente si libera nei mesi estivi. Allo scopo dunque presentiamo alcune possibili letture, a tutti accessibili, recenti e non, ma soprattutto d'interesse sia per chi è completamente a digiuno, sia per chi vuole confermare e approfondire quanto già sa della materia.

"Creare valore a lungo termine. Conoscere, promuovere e gestire l'investimento sostenibile e responsabile" (a cura di Dal Maso D., Fiorentini G., Egea, 2013) è un testo che offre un quadro particolarmente esaustivo dell'universo della finanza sostenibile, con l'intento dichiarato di sistematizzare i tanti elementi e riflessioni che il tema solleva. Esperti di lungo corso i due curatori del volume, in particolare Davide Dal Maso, fondatore e per molti anni segretario generale del Forum della Finanza sostenibile, l'organismo che dal 2001 (è stato uno dei primi Sif, Sustainable investment Forum, ad essere costituito in Europa e nel mondo) ha come precisa missione la diffusione della finanza sostenibile nel nostro Paese. Il volume, comunque, non guarda di certo solo alla realtà italiana, ma in un certo senso viaggia nel tempo e nello spazio per raccontare la storia e le molteplici sfaccettature del mondo degli investimenti Sri. Le tre parti in cui il libro si suddivide offrono rispettivamente: un inquadramento generale della materia, includendo definizioni, classificazioni, storia, criteri prevalenti; approfondimenti sulle questioni più discusse, come la performance finanziaria dei prodotti Sri, a confronto con i prodotti non-Sri, o le omogeneità e le differenze dei modelli utilizzati per la valutazione delle performance Esg delle imprese (ambientali, sociali, di governance); infine, lo sguardo sul mercato degli investimenti Sri, dove si analizza il ruolo della domanda, dell'offerta, della distribuzione, come pure il contributo allo sviluppo della finanza sostenibile dato storicamente da specifiche categorie di investitori, ad esempio quelli religiosi.

Il principale prodotto finanziario attraverso cui tradizionalmente sono state applicate strategie di investimento Sri è quello del fondo comune d'investimento: in Italia sono stati introdotti nel 1984, ma il primo fondo comune con criteri Sri è arrivato solo nel 1997. Con oltre una ventina d'anni di storia alle spalle in Italia, i fondi Sri sono l'oggetto dell'ultimo e recente lavoro (pubblicato a marzo) a cui, insieme al professor Giovanni Ferri, ha collaborato la professoressa Marinetta Intonti, che con i suoi studi negli anni ha contribuito grandemente a diffondere la conoscenza della finanza sostenibile e in particolare dei temi legati all'azionariato attivo e all'engagement. Il volume s'intitola "SRI Funds. I fondi eticamente orientati e la finanza sostenibile" (Aracne, 2018) e, com'è evidente dal titolo, si lancia in un'analisi dei fondi Sri da ogni angolazione: tipologie, caratteristiche distintive, criteri utilizzati, performance, governance, engagement, dimensioni del mercato. Si entra anche nel dettaglio delle iniziative regolamentari, italiane ed europee,  che li riguardano. Il tutto inserito in un contesto, come spiegato nella prefazione dalla professoressa Giuliana Birindelli, che è quello ancora segnato dalla grande crisi scaturita nel 2007-2008, che «ha fatto emergere i "mali" derivanti da una finanza spregiudicata e fortemente speculativa, orientata al solo profitto di breve periodo e noncurante della destinazione del denaro». Per chi volesse provare a fare un confronto prima di tutto temporale, un'altra interessante analisi dei fondi etici in Italia era stata proposta qualche anno fa da Silvana Signori in "Gli investitori etici: implicazioni aziendali. Problemi e prospettive" (2006, Collana Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Economia Aziendale, Giuffrè Editore).

Ecco, la crisi. A coloro che si chiedono non tanto da cosa o perché sia scaturita la crisi, ma piuttosto come ci si possa difendere dal rischio che ne possa arrivare un'altra, anche attuando comportamenti individuali di risparmio e investimento improntati alla sostenibilità, un volume in cui si possono trovare risposte è "Non con i miei soldi! Sussidiario per un'educazione critica alla finanza" (2016, Altreconomia edizioni). A scriverlo è stato un pool di protagonisti della storia, ma anche dell'attualità, di Banca Etica: Andrea Baranes (presidente della Fondazione Finanza Etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca Etica), Andrea Tracanzan (responsabile comunicazione di Banca Etica), Claudia Vago (social media manager e curatrice del progetto "Non con i miei soldi" da cui il volume attinge). Si tratta di un vero e proprio manuale che accompagna passo dopo passo il lettore a crescere in conoscenza e soprattutto in consapevolezza, con l'obiettivo di educare criticamente alla finanza. Per chi volesse poi spingersi anche oltre nell'approccio critico, segnaliamo dello stesso editore un volume di recente uscita (come traduzione in italiano): "La guida eretica alla finanza globale. Hackerare il futuro del denaro" (Altreconomia edizioni, 2018): l'autore è Brett Scott, giornalista, oggi attivista per la finanza alternativa, ieri broker, che spiega dettagliamente ma riuscendo a essere chiaro - forse anche perché li ha conosciuti dall'interno - come riconoscere e comprendere i meccanismi della finanza per provare a sovvertirli a fini sociali.​

 

 

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