Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > L’era dei consumAutori

L’era dei consumAutori

Society 3.0

Il sociologo Francesco Morace, fondatore del Future concept lab, istituto di ricerca che prevede e analizza i trend globali, ha definito così le nuove generazioni di consumatori. Chi sono gli acquirenti attivi.

Il sociologo Francesco Morace, fondatore del Future concept lab, istituto di ricerca che prevede e analizza i trend globali, ha definito così le nuove generazioni di consumatori: acquirenti che, lungi dal replicare la dimensione di passività di consumo dei decenni passati, effettuano con consapevolezza le proprie scelte quotidiane. «Il consumatore odierno - illustra Morace - è sempre meno omologato a stili di vita o di consumo e sempre più indipendente dalle mode e dalle tendenze. Vuole condividere attivamente il processo creativo e dalle aziende si aspetta stimoli da poter plasmare secondo il proprio gusto, le proprie attitudini e la propria creatività». 

Dei modi con cui questa partecipazione si declina nelle varie generazioni, Morace traccia una disamina nel saggio intitolato appunto ConsumAutori: i nuovi nuclei generazionali (Egea). Nella fascia più giovane troviamo così, per esempio, i TechTweens (9-12 anni), i primi veri nativi digitali, coetanei di iPod e Facebook, che in Italia, per il crollo del tasso di natalità, «si sono ritrovati al centro di un investimento affettivo ed economico senza precedenti, assorbendo una cultura del consumo profondamente strutturata e articolata». Di poco più adulti sono gli ExpertTeens (16-19 anni) per cui lo sballo è fuori moda è l'impegno invece un must; e così, via, attraverso 16 tipologie differenti, per arrivare all'edonismo sensoriale dei ProTasters (35-40 anni) e alle scelte ponderate dei Pleasure Growers «gli ultrasettantenni che acquistano seguendo forme di edonismo intelligente e investono nel gusto personale, nelle loro passioni, dal turismo alla cultura».

Al di là delle classificazioni, l'analisi di Morace si caratterizza per lo sguardo ottimistico con cui liquida alcuni dei pregiudizi legati all'impatto delle nuove tecnologie: come la presunta contrazione delle relazioni interpersonali derivante dall'avvento della multimedialità. Secondo Morace, al contrario, con il web la dimensione sociale assume sempre maggior rilievo per le diverse generazioni, che ora «mettono in primo piano il bisogno non più di distinguersi, ma di essere riconosciuti dalla propria comunità di amici e followers». Inoltre, le nuove tecnologie hanno creato processi mentali, che gli utenti hanno assorbito come nuovi parametri del pensare, del decidere e del valutare. Si tratta, per indicarne solo alcuni, dell'abilità combinatoria tipica del "taglia e incolla creativo", della velocità relazionale favorita da WhatsApp, della capacità di condivisione progettuale mutuata dal file sharing, dell'approfondimento narrativo dei giochi multiplayer, che, costituendo  modi dell'esperienza, si ripercuotono anche nelle modalità con cui consumiamo. Ecco allora che "il consumo combinatorio" va letto "come capacità di rimescolare le carte e le informazioni in modo creativo mentre la "fascinazione immediata" dell'acquisto impulsivo va decifrata come "coraggio di lasciare spazio all'intuizione e colpo d'occhio"; la "partnership progettuale" è il riconoscimento del valore dell'altro e delle sue idee, e disponibilità alla condivisione e alla co-creazione sostenuta da protocolli collaborativi, laddove la "sperimentazione espressiva" si tramuta in "sfida per valorizzare i propri talenti, la propria creatività e il proprio punto di vista originale".

Di qui l'apprezzamento per iniziative di co-creazione del prodotto come quelle promosse da Lego, che online mette a confronto i progetti dei fan, li fanno votare e poi replica quello vincente, condividendone i guadagni con l'ideatore.  Ma anche l'elogio di brand come l'americano Kiriko che recupera vecchi abiti rotti rattoppandoli in modo creativo con tessuti d'epoca. Si tratta sempre di iniziative che coinvolgono il consumatore e richiedono il suo apporto, permettendogli inoltre, grazie ai suoi acquisti, di sentirsi parte di una comunità, e di costruire legami sulla base di gusti ed esperienze comuni. Dobbiamo dunque concepire gli acquisti online come un mezzo per diventare più spontanei, più autentici e meno soli? Non proprio. Se infatti il web ha permesso una maggiore fruizione e personalizzazione delle scelte di consumo, «la velocità con cui la Rete si è insinuata nella quotidianità ha creato una ubriacatura nei consumatori, rischiando in molti casi di appiattire questa capacità di selezione e ricerca dell'alta qualità del prodotto che ci ha da sempre contraddistinti» ammette il sociologo. Si compra di più, ma non sempre si compra di meglio, insomma: al contrario, la disponibilità infinita dell'online fa vacillare la coerenza del criterio di scelta.

Pertanto, non manca chi, all'opposto di Morace, ritiene che la customizzazione e la scelta siano solo apparenza, modalità in incognito di un mercato che, per vendere, ammanta di una patina di libertà scelte già determinate a priori e niente affatto personali. «Il rischio esiste - ammette il sociologo - la pressione dell'offerta è pervasiva, gli algoritmi macinano i Big Data e rincorrono la personalizzazione forzata dei loro clienti, che comunque resistono creando i propri antidoti». Per fortuna un rimedio già si intravede: «In futuro l'invasione della privacy e la promozione intrusiva verranno punite in termini di reputazione sempre più duramente dai clienti stessi».

 

 

Il virus non esiste<img alt="" src="/PublishingImages/covid%20disinformazione.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/disinformazione-covidIl virus non esisteCome nasce lo scetticismo selettivo che porta a non fidarsi dei canali ufficiali di informazione. Changes ne ha parlato con Fabio Paglieri autore di “La disinformazione felice. Cosa ci insegnano le bufale”.Elisa-Venco2020-06-30T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Le relazioni al tempo del post Covid<img alt="" src="/PublishingImages/relazioni%20post%20covid.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/comportamenti-post-covidLe relazioni al tempo del post CovidSi ridefiniscono le dinamiche di lavoro e di vita quotidiana, ma mancano le istruzioni per l’uso. Le storie dopo il virus.Giampaolo-Colletti2020-06-28T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Lavoro: la rivoluzione degli orari<img alt="" src="/PublishingImages/lavoro%20smart%20orari%20covid.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/lavoro-covid-come-cambiaLavoro: la rivoluzione degli orariIl Covid19 sta accelerando una tendenza in atto: il tempo del lavoro sta perdendo i normali punti di riferimento. Antonio-Belloni2020-06-25T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Ora è tempo di smart mobility<img alt="" src="/PublishingImages/covid%20smart%20mobility.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/covid-smart-mobilityOra è tempo di smart mobilityLe conseguenze della pandemia impongono un ripensamento delle città, della vita e del lavoro delle persone che non può non avere un impatto sui mezzi di trasporto. Per risolvere le criticità servirà affidarsi alle nuove tecnologie.Rosario-Murgida2020-06-17T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Se la vita dopo il lockdown fa paura <img alt="" src="/PublishingImages/coronavirus%20sindromi%20lockdown.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/coronavirus-sindromi-lockdownSe la vita dopo il lockdown fa paura La riapertura della libera circolazione in Italia fa emergere insicurezze e criticità. La vita ricomincia ma restano le sindromi da virus. Ecco perché.Elisa-Venco2020-06-16T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it

 

 

Nuove armi contro il Covid-19<img alt="" src="/PublishingImages/covid%20punto%20debole.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/covid-tallone-dachilleNuove armi contro il Covid-19Continua la lotta al coronavirus nei laboratori di tutto il mondo. In prima fila anche i ricercatori italiani le cui scoperte aprono scenari inediti nella lotta alla pandemia. Ecco gli studi condotti dal CNR/ISPRO e all’Università di Pavia.Roberto-Valguarnera2020-07-01T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
La sostenibilità riparte dalle tasse<img alt="" src="/PublishingImages/fisco%20e%20sostenibilità.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/fisco-e-sostenibilitàLa sostenibilità riparte dalle tasseLa crisi da Coronavirus ha acceso i riflettori sulle imprese che non hanno un rapporto esemplare con il fisco. Ecco perché.Andrea-Di-Turi2020-06-23T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it
Le relazioni al tempo del post Covid<img alt="" src="/PublishingImages/relazioni%20post%20covid.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://changes.unipol.it/comportamenti-post-covidLe relazioni al tempo del post CovidSi ridefiniscono le dinamiche di lavoro e di vita quotidiana, ma mancano le istruzioni per l’uso. Le storie dopo il virus.Giampaolo-Colletti2020-06-28T22:00:00Zhttps://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD