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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > L'albero che depura l'acqua

L'albero che depura l'acqua

Environment

La moringa oleifera è usata per combattere la fame in Africa e Asia, ma anche nell'industria cosmetica per le sue caratteristiche antiossidanti. Ora si scopre che i suoi semi funzionano come fitodepuratori.

​​​​​​Lo chiamano l'albero della vita o albero dei miracoli e nell'Africa australe o in Asia lo conoscono tutti, anche i bambini che vivono nei villaggi più sperduti, dove manca tutto e dove la scuola resta un sogno. Quando pronunc​i la parola moringa ti prendono per mano e ti portano in pellegrinaggio ai suoi piedi. Per loro, del resto, significa cibo, vita. Perché la moringa oleifera, questo il suo nome scientifico, è una pianta dalle mille proprietà che arriva dalle vallate dell'Himalaya, naturalizzata poi nell'Africa australe.

Le sue foglie, per esempio, possono essere consumate sia cotte sia crude e contengono il triplo del potassio rispetto alle banane e 8 volte la vitamina C presente nelle arance. Ma sono ricche anche di vitamina A, E, K e vitamine del gruppo B. Non a caso spesso vengono usate per combattere la malnutrizione, la loro polvere infatti è un potente integratore alimentare che nelle aree più povere viene miscelato all'acqua e usato come latte per nutrire i più piccoli.

Le proprietà benefiche delle sue foglie, però, non finiscono qui. La Moringa è ricca di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono efficace nel proteggere il sistema immunitario, favorire una buona circolazione e una digestione sana, riequilibrare il metabolismo, regolare i livelli ormonali, trattare l'acne e garantire una pelle più morbida. Motivo quest'ultimo per cui è molto ricercata dalle industrie cosmetiche occidentali.

I suoi impieghi curativi nell'ambito della medicina naturale, poi, sono molteplici: dalla cura del raffreddore e della febbre all'impiego nel trattamento di infiammazioni e di problemi digestivi o di ipertensione. Della Moringa non si butta nulla, insomma, persino i suoi semi possono essere usati visto l'alto contenuto proteico. Da essi viene estratto un olio molto saporito che non irrancidisce ed è adatto all'alimentazione umana. Dai semi, dopo l'estrazione dell'olio, si ottiene anche una pasta residua dall'elevato contenuto proteico, basti dire che contiene 9 aminoacidi essenziali, in poche parole quelli necessari per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Una soluzione naturale, economica e a basso impatto ambientale​

Ma la pianta della vita non ha ancora smesso di sorprendere. L'ultima novità che la riguarda, validata scientificamente più di un anno fa, è che i suoi semi hanno pure proprietà antibatteriche e quindi possono essere usati come fitodepuratori.
A dimostrarlo è stato lo studio condotto dai ricercatori della Pennsylvania State University, poi pubblicato sulla rivista scientifica Langmuir. La ricerca fatta nei laboratori dell'ateneo americano dimostra che una delle proteine dei semi della Moringa oleifera è cationica, ovvero carica positivamente e contiene una piccola sequenza peptidica in grado di attraversare la membrana dei batteri e di ucciderli.

Questa tecnica secondo gli esperti riduce il pericolo delle contaminazioni batteriche e permette di avere a disposizione acqua sicura da bere per più tempo. Un secondo step della ricerca ha poi stabilito che il periodo migliore per raccogliere i semi in modo da garantirsi il massimo di efficienza depurativa delle proteine, è la stagione delle piogge, quando i semi sono più maturi.​

La scoperta sulla quale i ricercatori stanno ancora lavorando è fondamentale perché, una volta messa a punto, potrebbe risolvere il problema dell'accesso all'acqua potabile in villaggi africani o asiatici dove, in base alle ultime statistiche di Unicef e Who (World Health Organization), sono più di 700 milioni le persone, l'83% delle quali vive in zone rurali, che ancora non sono nelle condizioni di approvvigionarsi quotidianamente di acqua sicura con tutte le conseguenze sanitarie che ne derivano.

Basti dire che, secondo i dati della Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno tra Africa e Asia si registrano circa 1,6 milioni  di  morti a causa dell’acqua non adeguatamente sanitizzata. Se si considera che in queste aree del mondo la moringa è presente in abbondanza, il suo utilizzo come fitodepuratore potrebbe essere non solo una valida alternativa a basso impatto ambientale al ricorso del cloro o di sali di alluminio, ma consentirebbe anche di risparmiare denaro che potrebbe essere utilizzato per altri progetti a favore delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

 

 

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