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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > In vacanza, ma sostenibile

In vacanza, ma sostenibile

Environment

La sostenibilità dovrebbe andare in ferie. Le azioni e i comportamenti per non dimenticarsi dell’ambiente anche quando si stacca la spina.

​In effetti ci si può auspicare entrambe le cose, basta intendersi. Il succo è che azioni, iniziative, comportamenti ispirati alla sostenibilità, cioè tutto quanto pensiamo sia giusto, doveroso, urgente fare in modo sostenibile durante i periodi normali dell'anno o comunque non nelle vacanze estive, sarebbe davvero insolito (e assai poco coerente) che lo considerassimo meno giusto o doveroso o urgente proprio durante le vacanze estive.

Non c'è ragione, infatti, perché l'attenzione alla sostenibilità debba venir meno in questo particolare periodo dell'anno. O comunque venga relegata ai margini rispetto alla legittima esigenza di "staccare" dal ménage, professionale e lavorativo, del resto dell'anno. Di conseguenza non bisogna mandarla in vacanza, questa attenzione. Ma sforzarsi di portarsela dietro, cioè appunto in vacanza.

Se si pensa alle molteplici sfaccettature della sostenibilità, sui modi per portarla in vacanza c'è l'imbarazzo della scelta. Si può davvero dire che esista un turismo sostenibile per tutti i gusti, tutte le età e tutte le situazioni. Per dire: per vacanze con figli o senza figli, da single o col partner, al mare o in montagna, in Italia o all'estero e così via. L'importante è stare sempre attenti a capire dove può esserci autentica sostenibilità, pur variamente declinata, e dove ce n'è meno, quasi per nulla o per finta.

Le Nazioni Unite avevano proclamato Anno internazionale del Turismo sostenibile il 2017. Ma, parafrasando gli innamorati a San Valentino, ogni anno e soprattutto ogni estate dovrebbe essere dedicata al turismo sostenibile. Anche perché si calcola che il turismo nel suo complesso sia responsabile di circa l'8% delle emissioni globali di CO2. Per cui il turismo, il che vuol dire anche tutti noi quando mettiamo l'abito da turista, è chiamato a fare la sua parte per affrontare l'emergenza climatica in corso. Prendendo in considerazione tutte le opzioni possibili nell'ottica della mitigazione e adattamento alla crisi climatica.

Iniziamo con un'opzione che si può definire classica. Se pensate che la giustizia ambientale sia una delle più gravi questioni da affrontare, di quelle appunto che non dovrebbero mai andare in vacanza, potreste trovare interessante la proposta delle vacanze green di Mani Tese. Si tratta dei tradizionali campi estivi di volontariato, che quest'anno la nota Ong ha tematizzato sull'ambiente: esperienze, percorsi, laboratori, iniziative attraverso cui comprendere cosa vuol dire ispirarsi a uno stile di vita sostenibile. Senza dimenticare che aver cura dell'ambiente vuol dire, alla fine, aver cura di noi stessi, del nostro futuro.

Vale forse più per vacanze da week-end più o meno lunghi, in ogni caso se pensate che piccolo, e prossimo, è ancora bello, almeno in fatto di turismo e sostenibilità, potete dare un'occhiata a quanto propongono un network di Comuni piemontesi riuniti nel progetto Borghi Sostenibili. Si tratta di destinazioni magari non particolarmente note ma che hanno molto da mostrare, e da insegnare, in termini di buone pratiche di sostenibilità legate alla tutela dell'ambiente e del territorio, all'utilizzo di energia rinnovabile, alla bioedilizia, alla riqualificazione del paesaggio. Sono borghi in cui ad accogliere i turisti non sono solo le strutture ricettive ma le "comunità ospitanti", dove non è remota la possibilità di intrattenersi a discutere di sostenibilità con gli abitanti del luogo e con i professionisti che hanno curato la realizzazione di quei progetti e iniziative sostenibili. Affine a questa è la proposta del cosiddetto turismo lento, o slow, che cioè valorizza le ricchezze culturali, storico-artistiche, paesaggistiche, gastronomiche di territori poco frequentati, come sono tanti paesini arrampicati sugli Appennini e le Alpi: per l'Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) il turismo lento è destinato a fare tendenza nell'estate 2019.

Se siete persone con disabilità oppure organizzate una vacanza insieme o per un amico o un parente disabili, con il tema dell'accessibilità che quindi rileva in modo speciale nella vostra percezione della sostenibilità abbinata al turismo, potrete trovare utili riferimenti (guide, elenchi di spiagge e città più accessibili, indicazioni di soggetti specializzati nell'industria turistica) nella sezione dedicata del sito Disabili.com. Mentre se ciò che fa per voi è l'eco-turismo, che ruota intorno alla visita di aree naturali protette, buoni punti di partenza per organizzare la prossima vacanza potrebbero essere l'elenco dei Parchi Nazionali italiani fornito dal Ministero dell'Ambiente e il portale dei parchi italiani.

Un'ulteriore declinazione del turismo sostenibile è il turismo responsabile. Qui l'attenzione è specificamente, oltre che sull'ambiente, sui temi della giustizia sociale collegati all'esperienza turistica, con particolare riferimento all'impatto sui luoghi e le popolazioni in cui essa si svolge. Interessante in questo senso il vademecum realizzato da Aitr (Associazione italiana Turismo responsabile), dove si afferma che non esistono "cattivi" viaggiatori, bensì viaggiatori male informati.

Ci sono poi attenzioni sostenibili (spesso elencate nella formula del decalogo del viaggiatore green o del turista sostenibile, se ne trovano in quantità sul web) che si possono avere a prescindere dal tipo di vacanza o di turismo sostenibile che si preferisce. Soprattutto riguardo alla scelta dei mezzi di trasporto e, insieme, delle distanze che si vogliono coprire in vacanza.

Se ad esempio avete previsto una vacanza che vi obbliga a rimbalzare da una parte all'altra del pianeta in aereo, bisogna essere consapevoli che i voli e in particolare quelli a lunga gittata sono molto inquinanti. Se invece avete in programma un coast-to-coast via terra, con tappe quotidiane da svariate centinaia di chilometri, cercate di non basarvi solo sui mezzi che vanno a combustibili fossili (o almeno pensate a formule di sharing). Provate invece in quel caso a optare, quando e dove possibile, per mezzi di trasporto a più alto tasso di sostenibilità come ad esempio il treno. Oppure, per chi se lo può permettere in termini di condizioni fisiche, pensate se non potete utilizzare le buone vecchie due ruote a pedali, che per gli amanti del cicloturismo sono imbattibili. Quanto ai viaggi in crociera, anche qui occorre quanto meno essere consapevoli del notevole impatto ambientale collegato alle grandi, enormi navi da crociera spesso definite non a caso "città galleggianti". Infine, al di là delle località verso le quali intendete dirigervi, è interessante notare come la sostenibilità sia diventata una leva di marketing per le strutture ricettive un po' di ogni ordine e grado, che hanno visto crescere la quota di clienti che scelgono dove soggiornare informandosi, oltre che sul prezzo, sul grado di sostenibilità delle strutture stesse: spunti per orientarsi al riguardo si trovano ad esempio su Ecobnb, community del turismo sostenibile (fa parte della International Ecotourism society), o su Bookingreen, portale di prenotazioni per il turista sostenibile che presenta strutture dotatesi di marchi e certificazioni ambientali riconosciuti.

Non si pensi di dover essere per forza radicali, quando si affronta il tema della sostenibilità in prospettiva vacanze. C'è chi più facilmente lo è, magari perché sono radicali anche le sue scelte di vita di tutti i giorni. Occorre essere consapevoli, invece, che anche piccole scelte diverse dal solito, e cioè più sostenibili, possono avere un grande impatto quando a farle sono contemporaneamente migliaia, centinaia di migliaia o addirittura milioni di persone. Quando cioè diventano comportamento sociale, magari anche tendenza.

Se poi vi capita di incrociare qualcuno che ancora non sa o non crede al connubio tra turismo e sostenibilità (ma dovrebbero essere rimasti in pochi), colmare con slancio il suo gap di conoscenza o superare il suo scetticismo non potrebbe essere più facile: basta citare la definizione di turismo sostenibile che oltre trent'anni fa venne formulata niente meno che dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (che in anni più recenti ha avviato anche un progetto per provare a misurare statisticamente il ruolo del turismo nella promozione dello sviluppo sostenibile). E che recita: «Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un'area turistica per un tempo illimitato, non alterano l'ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche».

 

 

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