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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Il potere dell'acqua

Il potere dell'acqua

Environment

Sotto i nostri occhi si consuma l’emergenza di alluvioni, siccità e inquinamento. Ma l’economia dell’acqua è molto più vasta e profonda. E costringerà imprese e istituzioni a informarsi e pianificare strategie di lungo periodo.

​​​​​​​La parte visibile dell'economia dell'acqua è quella dei telegiornali, che racconta di siccità in aumento, alluvioni ed eventi improvvisi e catastrofici; ogni tanto la sua narrazione si allarga al tema dell'idroelettrico, o dell'acqua come risorsa o arma geopolitica, ma rimane sempre una parte ridottissima. La sua dimensione è invece molto più vasta, e impone ad aziende e istituzioni prima una precisa ricognizione e poi una pianificazione di strategie di medio-lungo periodo, da mettere in pratica subito.

SOTTO LA PUNTA DELL'ICEBERG
La punta dell'iceberg che vediamo ogni giorno è fatta di eventi generalmente localizzati in uno spazio vicino a quello in cui ci troviamo:

  • La carenza di precipitazioni nel nord Italia;

  • L'agricoltura italiana minacciata dalla siccità;

  • La Pianura Padana con temperature alzatesi di 2,5 gradi contro la media globale di 1,5;

  • Le Alpi e il bacino fluviale del Po divenuti punti in cui più si manifesta il riscaldamento globale.

 Se l'occhio guarda altrove si possono individuare zone come il Pakistan, in perenne crisi da siccità, o altre importanti regioni con problemi di acqua, come l'Egitto, l'Iraq, la Florida e la California. Oltre alla scarsità per l'alimentazione, l'economia dell'acqua tocca l'allevamento e la coltivazione (oggi l'agricoltura ne consuma il 70%), la produzione di energia, l'acqua come risorsa per le aziende produttive, da aggiungersi ai problemi di contenimento (alluvioni e dighe) e di scarsità. Sono due i dati che però stanno portando il problema in cima alle priorità globali:

  • Entro una ventina d'anni la domanda di acqua supererà l'offerta disponibile del 40%;

  • Questo cosiddetto water gap sarà del 50% nei paesi che hanno uno sviluppo economico più veloce;

  • Dal 2030 un terzo della popolazione mondiale abiterà un bacino fluviale con problemi di scarsità (negli ultimi cinquant'anni il consumo di acqua dolce si è triplicato).

La causa principale dell'emergere veloce del problema è connessa all'altrettanta velocità dello sviluppo economico globale, fatta di crescita del Pil, di grandi centri energivori (le città) e della popolazione. Fenomeni che coinvolgono un elenco infinito di attori.

IMPRESE E MANAGEMENT
L'acqua riguarda tutti, ma oltre al punto di vista ed al protagonismo di cittadini/consumatori, c'è il ruolo delle aziende – pubbliche e private – che la utilizzano come materia prima, come strumento, e come prodotto. A oggi l'economia dell'acqua sembra però coinvolgere solo chi la utilizza direttamente in maniera preponderante nel proprio modello di business: chi la vende, la trasporta, la "produce". Sono infatti pochi i soggetti privati che mostrano già la lungimiranza strategica di considerare l'acqua un futuro – molto prossimo – business (si veda l'investimento, non unico, del fondo Blackstone nell'azienda italiana De Nora, leader nella disinfezione, l'ossidazione, la filtrazione e l'elettroclorazione dell'acqua), e un contesto da presidiare per conservare la sicurezza delle proprie attività.

Al netto del business, l'economia dell'acqua richiede efficienza, conoscenza e tecnologie. Per questo si sta sviluppando un management connesso a tutti questi tre livelli.

L'efficienza, che riguarda i consumi e le infrastrutture:

  • Per ottimizzare le operazioni industriali da parte delle imprese;

  • Ridurre i costi e rischi, e gestire la scarsità nella realizzazione di prodotti, packaging e trasporto, anche e soprattutto per la manifattura.

La conoscenza del problema e delle soluzioni:

  • Con lo sviluppo di programmi di water management per imprese e soprattutto istituzioni locali e nazionali, che ne migliorino la capacità decisionale;

  • Attraverso l'individuazione di punti precisi in cui realizzare gli investimenti.

Le tecnologie necessarie:

  • Alle utilities per limitare gli sprechi nei servizi di fornitura e ottimizzare i consumi;

  • Al miglioramento della gestione della catena di fornitura in tutti i suoi aspetti, dal trasporto al trattamento.

USCIRE DALL'URGENZA
​Sarà sempre più normale vedere crescere manager dedicati al settore, non solo sull'onda del problema contingente, ma nella direzione di una pianificazione che proietta l'urgenza sul futuro. Sarà normale vedere entrare l'economia dell'acqua – cambiamenti climatici compresi – nelle strategie e nei piani di governance di aziende medio piccole, non solo multinazionali. Sarà normale vedere i cittadini sempre più attenti alle scelte idriche di aziende e istituzioni ed i loro impatti ambientali. Anche se l'acqua è ancora oggi una fonte di conflitto (anche bellico) per il suo controllo, e non è ancora trattata come un problema globale che chiede soluzioni globali.

 

 

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