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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Il consumo sostenibile salva il Pianeta

Il consumo sostenibile salva il Pianeta

Environment

Via ai Saturdays for Future promossi dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) nata da un’idea di Fondazione Unipolis e Università di Roma Tor Vergata.

​Con negli occhi la marea umana riversatasi sulle strade di mezzo mondo per la settimana del Global Climate Strike, è arrivato il momento che ciascuno faccia ancor più la sua parte. Non solo, cioè, in termini di legittima protesta e denuncia dell'azione inadeguata e tardiva messa finora in campo dai governi mondiali nel contrasto alla crisi climatica. Ma integrando davvero tutte le preoccupazioni legate all'emergenza climatica nei nostri comportamenti quotidiani. Specie nei comportamenti di acquisto e consumo, per il loro potere di incidere sul modello di sviluppo nel senso della sostenibilità.

Affinché arrivino a incidere serve, però, che questi comportamenti facciano massa critica, si trasformino in abitudine collettiva, assurgano a fenomeno culturale. Possibilmente con urgenza, perché la crisi climatica non aspetta. Serve allora una spinta, qualcuno che provi ad accendere la miccia del cambiamento. Così come fece Greta Thunberg, la giovane attivista svedese per il clima che ha innescato il Climate strike, quando da sola iniziò a scioperare dalla scuola stazionando davanti al Parlamento svedese per dire che così non andava. Che bisognava fare di più e più in fretta per contrastare la crisi climatica. Era solo un anno fa e in un anno il suo esempio ha fatto scuola nel mondo.

A provare a dare questa spinta è ASviS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, promossa a inizio 2016 da Fondazione Unipolis e Università di Roma Tor Vergata. Che ha deciso, per farlo, di non attendere la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, nel 2020, ma di provare a dare la scossa ora, perché l'urgenza della situazione lo impone. Come? Ispirandosi anche nello slogan ai Fridays for Future che tanto successo hanno avuto su scala globale, il 28 settembre 2019, alla chiusura della settimana dello sciopero globale per il clima, il portavoce di ASviS, Enrico Giovannini, e il presidente del comitato scientifico di NeXt, Leonardo Becchetti, hanno lanciato l'idea - accolta con favore anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte - dei Saturdays for Future: rendere il sabato, il giorno in cui la maggior parte delle persone dedica tempo a fare la spesa, un momento di presa di consapevolezza e azione concreta per far sì che i nostri atti di acquisto e consumo diano un contributo a rendere il modello di sviluppo più sostenibile. All'insegna di quanto indicato dai Global goals, gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, e in particolare da alcuni dei Goals: su tutti il Goal numero 12 (consumo e produzione responsabili), ma evidentemente anche il Goal 13 (lotta ai cambiamenti climatici) e il Goal 4 (istruzione di qualità per tutti, indispensabile affinché chiunque abbia gli strumenti conoscitivi per sviluppare uno stile di vita più sostenibile).

Cosa vuol dire rendere più sostenibile il modo con cui acquistiamo e consumiamo? Tante cose: evitare gli sprechi, prima di tutto; ridurre al minimo i rifiuti; riciclare; e poi selezionare in modo responsabile i prodotti che si acquistano, guardando a quelli col profilo di sostenibilità migliore, anche considerando le aziende che li vendono. Ma soprattutto significa prendere coscienza che la risposta alla crisi climatica dipende sia dalle decisioni prese dai cosiddetti "grandi della Terra", sia dalle scelte quotidiane di miliardi di persone, cioè tutti noi. Perché, come la stessa Greta ha ripetuto infinite volte, nessuno è troppo piccolo per fare la differenza.

«Il cambio di abitudini - ha dichiarato Enrico Giovannini - potrà innescare un processo virtuoso, incidere positivamente sui modelli di produzione e rendere le aziende più responsabili e più sostenibili, non solo sul piano ambientale ma anche su quello sociale, in primo luogo verso i propri dipendenti». Mentre il presidente di ASviS e del Gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini, ha espresso fiducia «sull'impatto che questa iniziativa potrà avere nei mesi e negli anni a venire, con benefici concreti anche per i bilanci delle famiglie italiane».

Il 28 settembre 2019 è il giorno della mobilitazione nazionale e dà il via ufficiale ai Saturdays for Future. Una proposta rivolta a tutti, come si può vedere sul sito www.saturdaysforfuture.it: consumatori, imprese, associazioni, organizzazioni sindacali, docenti ed educatori, media. E naturalmente le oltre 230 organizzazioni aderenti ad ASviS. A tutti si chiede, oltre che di attivarsi quando si ha in mano il carrello della spesa, nonché di fare il possibile per divulgare significati e obiettivi dell'iniziativa nel proprio contesto di riferimento, personale e professionale (social network compresi, utilizzando l'hashtag #SaturdaysforFuture), di partecipare al sondaggio per indicare quali sono le priorità di consumo e produzione responsabili su cui far convergere l'impegno di tutti. Scegliendo ad esempio tra il contrasto allo sfruttamento del lavoro minorile e quello all'inquinamento ambientale, tra pratiche di turismo responsabile e di sharing economy, tra la tracciabilità e trasparenza delle catene di produzione e gli incentivi all'economia circolare. Si offre inoltre la possibilità di candidare un evento o iniziativa che si intendono organizzare per un loro eventuale inserimento fra gli appuntamenti del calendario di Saturdays for Future.

L'ambizione del progetto è "scalare", cioè far crescere di dimensione, quel movimento prima di tutto di consumatori che in Italia è già presente, sviluppatosi nel tempo attraverso una molteplicità di attori ed esperienze: ad esempio quelle pionieristiche del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Francuccio Gesualdi, fra i primi a elaborare guide al consumo critico e responsabile; il mondo del commercio equo e solidale; i cittadini organizzati nei Gruppi di acquisto solidale (Gas), insieme a molte altre. Sono quindi già tanti in Italia i consumatori che hanno maturato la consapevolezza del ruolo che possono svolgere, e del potere che hanno quando agiscono in modo coordinato, come "consum-attori", attivi cioè nella ricerca e selezione dei prodotti e servizi che rispondono a requisiti di sostenibilità sociale e ambientale. È il concetto del "voto col portafoglio" che ha fatto breccia: l'atto di acquisto inteso come un vero e proprio voto, assimilabile a quello in cabina elettorale, con cui il consumatore esprime la sua preferenza per un tipo di prodotti-aziende-settori (sostenibili) piuttosto che per altri. Il che significa acquistare non più solo in base al prezzo, o tutt'al più al rapporto tra prezzo e qualità, bensì tenendo presenti anche altri fattori, appunto sociali e ambientali. Un consumatore maturo e consapevole che esprime una nuova "razionalità", insomma, assai diversa da quella narrata finora dalla teoria economica dominante.

Il punto è che per arrivare a influenzare realmente il modello di sviluppo occorre essere ancora di più. Se questo è l'obiettivo ultimo di Saturdays for Future, ci vorrà ovviamente del tempo per poterlo raggiungere. Quanto? Greta ha sempre detto che i giovani continueranno ad andare in piazza per i Fridays for Future "until we are done", fino a che il lavoro non sarà finito, finché le cose non saranno effettivamente cambiate. Il che vuol dire indefinitamente. Per Saturdays for Future potrebbe valere lo stesso orizzonte temporale. A partire da adesso.

 

 

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