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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Dimenticate lo smartphone

Dimenticate lo smartphone

Technology

Presto l’Internet delle Cose distribuirà le tecnologie necessarie in ciascun oggetto. E il dispositivo che ha cambiato le nostre vite potrebbe trasformarsi in un oggetto tra tanti.

​Milletrecentocinquantanove euro. Il nuovo iPhone X stabilirà un nuovo record. Nella sua versione con 256 GB di memoria, l’ultimo melafonino segnerà un cambio di passo nei listini degli smartphone commerciali. Una tendenza globale che il nuovo iPhone mette solo in evidenza e a cui non si sottrarranno i competitor della Mela. Il Samsung Galaxy Note 8, appena sbarcato nei negozi, presenta un prezzo di listino di 999 euro. Un record anche per gli smartphone Android, caratterizzati finora da un’offerta ampia per tutte le tasche e da prezzi mediamente inferiori anche per i modelli di punta di produttori come Huawei.

La parola chiave è “mobilità”. E se lo smartphone non è più (solo) un telefonino, ma un dispositivo che consente di lavorare come seduti davanti al computer, l’opportunità di poterlo fare slegati da una postazione più o meno fissa, si riflette sul plusvalore richiesto per assicurarsi modelli sempre più costosi. Oggi non è difficile immaginare di prendere parte ad una videoconferenza a 2 mila metri sul mare, oppure compilare un foglio di calcolo a bordo piscina. Così il plusvalore che i costruttori chiedono sia riconosciuto a dispositivi sempre più performanti, è proporzionale alle inedite opportunità che gli utenti possono cogliere ovunque e in qualunque momento.

Per questa ragione la tendenza al rialzo dei listini non sembra scoraggiare più di tanto i consumatori. Secondo i dati più aggiornati, riferiti al secondo trimestre dell’anno in corso, il numero di smartphone prodotti dai principali costruttori mondiali risulta in calo solo dell’1,3% rispetto allo stesso trimestre del 2016. E nel confronto tra il primo e il secondo trimestre del 2017, la tendenza al ribasso scende allo 0.8%. «In realtà a registrare una contrazione nelle vendite sono soprattutto i produttori minori, che non rientrano tra i primi cinque costruttori. E la tendenza continuerà a rafforzare i marchi principali, che stanno differenziando la loro offerta globale», spiega Ryan Reith di IDC, società che monitora le vendite di smartphone in tutto il mondo. «I fuochi d’artificio si vedranno con i risultati delle vendite che seguiranno i lanci di prodotti come iPhone 8, iPhone X, Pixel 2, Note 8 e V30. Gli occhi sono puntati sul terzo e quarto trimestre dell’anno», ragiona Anthony Scarsella, manager di IDC.

Smartphone, la fine è vicina


Del resto è ormai comune la percezione dello smartphone come di un dispositivo che ci accompagni in tutti i momenti della giornata, e non solo quando telefoniamo o scriviamo sms. L’idea dello smartphone moderno è di un computer in miniatura, che ci consente di comunicare, lavorare, trovare un taxi, prenotare una camera d’albergo, fare acquisti in negozio. E dal riconoscimento dell’impronta a quello dell’iride, passando per i lineamenti del viso, lo smartphone potrebbe far sparire anche la cassa automatica dai negozi. Registrando la propria carta di pagamento, si può già entrare in negozio, provare un capo d’abbigliamento, fotografare il codice a barre e approvare la richiesta di pagamento, consentendo allo smartphone di completare il riconoscimento dei lineamenti del nostro viso. Un livello di personalizzazione che probabilmente la tecnologia non aveva mai raggiunto.

Ciononostante si fa largo l’idea che lo smartphone, presto o tardi, scomparirà. I principali costruttori sarebbero già alla ricerca della “Next big thing”, la prossima invenzione in grado di scompaginare e tracciare il confine con quello che lo smartphone ha rappresentato finora. Se l’arrivo del personal computer è stato vissuto come un momento di rottura e lo smartphone ha incarnato ancor di più lo strappo con la generazione di tecnologie precedenti, cosa verrà dopo? "La fine dello smartphone è vicina per diverse ragioni”, ha scritto di recente Steve Ranger, osservatore e direttore dei portali specializzati TechRepublic e ZDNet.

Chiaramente oggi può sembrare un azzardo pensare alla scomparsa del dispositivo tecnologico che più di tutti caratterizza le nostre vite. Eppure per aprire la riflessione basterebbe pensare alle parole di Henry Ford, inventore della prima automobile prodotta su grande scala: “Se avessi chiesto alle persone cosa desiderassero in quel momento, mi avrebbero risposto di volere cavalli più veloci”. Ranger, al contrario, ha messo in fila le motivazioni per cui si attende la scomparsa dello smartphone. “Oggi uno smartphone da 200 dollari riesce ad assicurare grossomodo le stesse funzioni di uno da 1000 dollari. Una grande opportunità per i consumatori, ma non per i costruttori. Evidentemente lo smartphone ha raggiunto il punto di saturazione delle tecnologie da implementare, per questa ragione tutti i costruttori sono alla ricerca di un nuovo dispositivo di rottura“, ha scritto il direttore di TechRepublic e ZDNet.

Del resto dallo spazzolino, all’orologio, passando per gli assistenti casalinghi come Echo di Amazon, tutti gli oggetti che ci circondano stanno diventando intelligenti. E se lo smartphone non sarà più centrale per controllarli, dal momento che l’Internet delle Cose distribuirà le tecnologie necessarie in ciascun oggetto, ecco che il dispositivo che ha cambiato le nostre vite potrebbe trasformarsi in un oggetto tra tanti. Non più in grado, probabilmente, di giustificare prezzi di listino sempre più stellari.

 

 

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