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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Crescere i bambini nell’era dell’Ai

Crescere i bambini nell’era dell’Ai

Technology

Ci sono vari modi per garantire attraverso l'intelligenza artificiale uno sviluppo sostenibile al nostro mondo. Indipendentemente dalle macchine che costruiamo e costruiremo, dobbiamo lavorare per far esplodere la creatività.

​​I giovani, millennial o Generazione Z, sono influenzati dall'intelligenza artificiale proporzionalmente alle loro conoscenze e alle loro esperienze. Nel brevissimo futuro una quota tra il 20% e il 40% dei posti di lavoro potrebbe essere automatizzata, anche per facilitare il turnover, l'ingresso e l'uscita tra un'occupazione e un'altra. Già oggi si vede questa tendenza in settori come la vendita al dettaglio, i servizi o l'accoglienza. Se vuoi mangiare un cheeseburger all'aeroporto di Mosca ci sono molti posti dove farlo, ma ovunque ordini i panini digitando su uno schermo, non attraverso un addetto come si faceva un tempo.

L'intelligenza artificiale non sta soltanto trasformando la nostra vita. Sta cambiando via via le strutture di potere della società. Per questo dobbiamo dare a più i giovani un quadro olistico della realtà, aiutarli a conoscere e capire la tecnologia anche attraverso la storia di chi ha fatto le scoperte più importanti. Insegnare loro che l'essere cittadini, con i tutti i doveri e i diritti del caso, passa attraverso la capacità di non conformarsi. Per questo dobbiamo renderli più consapevoli delle loro possibilità, degli strumenti nelle loro mani per cambiare le cose.

Parallelamente deve cambiare anche il modo di fare ricerca e quello di finanziarla. Se si guarda alle statistiche sulla crescita degli smartphone tra il 2010 e il 2018, negli anni nei quali questi gadget sono esplosi, ti rendi conto che la loro diffusione è stata esponenziale, sono diventati popolarissimi in tempi brevi. Per questo è necessario che la ricerca mischi i piani, coinvolga materie scientifiche e umanistiche. Basta guardare come si stanno muovendo media come Netflix o Facebook, che grazie all'interazione con l'intelligenza artificiale cambiano anche il loro design in base alle richieste dei consumatori.

​Ci sono vari modi per garantire attraverso l'intelligenza artificiale uno sviluppo sostenibile al nostro mondo. Indipendentemente dalle macchine che costruiamo e costruiremo, dobbiamo lavorare per far esplodere la creatività. Perché la tecnologia è un mezzo non un fine. Un mezzo per migliorare la nostra vita, per migliorare il nostro lavoro come il tempo libero. In quest'ottica i giovani non devono diventare dei porcellini d'India. Io non credo nella regolamentazione di internet - se uno ama Facebook continuerà sempre a usarlo - ma spero che non avvengano più abusi, come è accaduto con Cambridge Analytica. La tecnologia, anche quando non è usata per fini etici, non deve danneggiare le persone, ma rispondere ai loro bisogni.​

 

 

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