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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Lavoro: 6 skill per il post Covid -19

Lavoro: 6 skill per il post Covid -19

Society 3.0

I sistemi con cui le aziende operano e lavorano subiranno una metamorfosi per adeguarsi all’accelerazione delle mutazioni che già erano in corso prima dello tsunami provocato dalla pandemia. Come prepararsi.

​​Nulla sarà più come prima" è il leitmotiv che ci ha accompagnato in questi 100 giorni di lockdown e nella preparazione della Fase2 da poco iniziata. Ma nessuno in realtà sa come e cosa cambierà davvero nel nostro modo di vivere, come si trasformerà l'organizzazione dei nostri uffici e il criterio con cui  lavoreremo da remoto.

Quello che si sa è che i sistemi con cui le aziende operano e lavorano subiranno una metamorfosi per adeguarsi all'accelerazione delle mutazioni che già erano in corso prima dello tsunami provocato da Covid-19, compreso quelle che riguardano il mondo del lavoro: dalla precarietà delle nostre occupazioni, alla necessità di tenersi costantemente aggiornati professionalmente e di adattarsi ai diversi contesti aziendali. In questo quadro di estrema incertezza adeguare le nostre competenze a quelle che saranno le nuove esigenze delle imprese è un dovere per tutti se vogliamo continuare a essere spendibili sul mercato del lavoro.  «In periodi di turbolenza il pericolo maggiore non è la turbolenza stessa, ma agire con la logica di ieri», scriveva l'economista Peter Drucker nel 1981.  Pensiero più che mai attuale che vale per tutti noi. Ma quali sono le skill da tenere allenate per  muoversi su un mercato del lavoro instabile? Analizzando i trend del mercato sei sono le competenze che, secondo alcuni esperti internazionali, le imprese apprezzeranno di più nel futuro prossimo.

  1. CAPACITÀ DI AUTO-MOTIVARSI. Secondo Christine Andrukonis, fondatrice e senior partner di Notion Consulting, società di consulenza specializzata in change leadership, per affrontare scenari incerti la competenza più importante da sviluppare è l'auto-motivazione.  Il che significa lavorare su te stesso per mettere a fuoco i tuoi punti di forza e di debolezza, per poi concentrarti su questi ultimi e superarli. Perché solo conoscendo bene te stesso e le tue potenzialità potrai davvero fare la differenza sul posto di lavoro e avere l'energia anche per relazionarti nel giusto modo con i colleghi e, se necessario, supportarli e stimolarli. In buona sostanza devi imparare a pensare e a progettare te stesso in funzione degli altri perché ragionare individualmente nell'era del post Covid non è più possibile.

  2.  CAPACITÀ DI CONDIVISIONE. La pandemia ha messo a nudo tutte le debolezze di un sistema economico basato esclusivamente sulla produttività e ha sottolineato l'importanza dell'uomo, rimettendolo al centro di tutto. Per questo oggi le relazioni con i colleghi, con i capi, con il nostro network professionale sono diventate più importanti di prima. La capacità di condividere problemi, soluzioni, idee è una delle skill che nel post pandemia le imprese tenderanno a valutare maggiormente. Lo conferma anche Tom Peters, uno dei più importanti influencer del pensiero manageriale contemporaneo, che  recentemente ha detto: «In futuro vinceranno quelle imprese  e quegli uomini che sapranno prendersi cura delle persone, che saranno in grado di dare loro supporto personale, professionale e tecnologico di cui hanno bisogno». Un pensiero che, nel tuo piccolo, devi e puoi adottare. 

  3. FLESSIBILITÀ, RESILIENZA, RIBELLIONE. Come per ogni evoluzione della specie, la capacità di adattamento è la competenza che consente la sopravvivenza in condizioni esterne in mutazione, così la tua flessibilità e capacità adattiva a situazioni diverse e in trasformazione ti consentiranno di lavorare in contesti e ambienti differenti.  Il che, come sostiene Lelio Demichelis , docente di Sociologia economica Dipartimento di Economia- Università degli Studi dell'Insubria, vuol dire  anche essere capaci di disobbedire ai modelli di vita dettati dal sistema tradizionale, fatti di edonismo, competizione, narcisismo, irresponsabilità, assenza di lungimiranza e  soprattutto di conoscenza e quindi di 'pensiero profondo' e di responsabilità. «Perché, inseguendo e insegnando solo le hard e soft skills richieste dall'Industria 4.0 e dalla cosiddetta IA (cioè dal tecno-capitalismo) abbiamo perduto le deep skills o meglio: la conoscenza (anche il saper stare con gli altri, solidalmente, è conoscenza, questa volta sociale), la moralità, la responsabilità, che sono meccanismi tutti diversi dalla mera competenza a fare e solo a fare-produrre – e insieme abbiamo perduto anche la capacità di essere e quindi di poter restare umani».

  4. CREATIVITÀ E INNOVAZIONE. È vero, la digitalizzazione e i robot saranno sempre più presenti nelle nostre aziende. Ma ciò che distinguerà una impresa dall'altra, sarà la creatività umana, L'abilità di innovare sarà sempre più richiesta in un contesto ricco di cambiamenti e in continua evoluzione. Ecco perché devi svilupparla e farla emergere anche in fase di colloquio di lavoro. 

  5. COMPETENZE TECNOLOGICHE. L'intelligenza artificiale, i big data, l'Internet of Things, la realtà virtuale e aumentata e la robotica renderanno le aziende più resistenti alle future pandemie e chiunque possa aiutarle a sfruttare queste tecnologie si troverà in un'ottima posizione lavorativa. Ciò significa che nel mondo post-coronavirus, indipendentemente dal settore in cui lavori, devi essere a tuo agio con questi strumenti tecnologici. Del resto lo aveva già preannunciato l'ultimo World Economic Forum: in soli cinque anni, il 35% delle competenze ritenute essenziali oggi cambierà. E c'è solo un modo per rimanere rilevanti nella realtà che si sta delineando: impegnarsi per una vita di formazione e apprendimento continuo. «Di fronte a un ristretto mercato del lavoro, i professionisti con competenze avanzate ed esperte saranno ancora richiesti e probabilmente faranno meno fatica a trovare nuova occupazione», sostiene Bernard Marr, consulente strategico e futurista. La buona notizia è che migliorare le tue abilità non è mai stato così facile visto l'alto numero di corsi online aperti e gratuiti.  

  6. MASSIMA PREPARAZIONE. L'esperienza della Pandemia e del modo in cui è stata gestita in tutto il mondo ha​ fatto comprendere l'importanza delle competenze, da sviluppare e da mettere al servizio degli altri, riportando sotto i riflettori la professionalità con la P maiuscola.  Per gestire la complessità futura le imprese avranno bisogno sì di persone con le adeguate soft skill, ma nel contempo devono possedere anche una dote sostenuta di hard skill. «Mai come ora sono importanti», ha commentato Maura Nespoli Talent Acquisition, Talent management & People development di Prysmian Group. «Queste capacità, soprattutto in uno scenario complesso come quello attuale, sono lo strumento che permette la sopravvivenza economica, il successo, l'abilità di trasformare un momento nel momentum. Avere una cassetta dalla quale poter prendere ed utilizzare gli attrezzi che, nel modo migliore, aiutino a identificare la soluzione di un problema, gestire una circostanza, affrontare una sfida, prendere una decisione, sarà più che fondamentale». E non solo per  la carriera della singola persona ma anche per il futuro dell'azienda. Oggi sei chiamato a diventare leader di te stesso, il che significa prenderti le tue responsabilità ed essere quello che sei, ma al meglio che puoi.  «La leadership si esercita ed i comportamenti si allenano. Per questo sono così importanti», aggiunge Nespoli. «Si può agire su ciascuno, rafforzarli, sperimentarli ed anche migliorarli».​


 

 

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