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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Auto: un futuro pieno di servizi

Auto: un futuro pieno di servizi

Technology

La telematica apre le porte a un nuovo mondo di offerte e possibilità per aziende e automobilisti. I mezzi del futuro saranno: elettrici, autonomi e connessi.

​​L'auto del futuro, ormai è noto anche al grande pubblico, avrà caratteristiche ben precise. Sarà sicuramente elettrica, probabilmente autonoma e certamente connessa. Cosa voglia dire connessa è ancora poco chiaro per un semplice motivo: mancano le infrastrutture necessarie per consentire la piena connettività di ogni veicolo e la sua iterazione continua con la rete di telecomunicazione e quindi con terze parti capaci di sfruttare tale fenomeno.

Per capirne il significato basta magari chiedere a qualsiasi appassionato di Formula Uno cosa sente ripetere in continuazione durante una gara del massimo campionato mondiale di automobilismo. Se c'è infatti una nozione ormai di uso comune, al punto da passare spesso inosservata ma fondamentale per lo svolgimento delle competizioni, quella è la telemetria. Si tratta del continuo dialogo tra la macchina e il muretto dei box, incaricato di elaborare in tempo reale le continue informazione sul comportamento del motore o di ogni singola componente di auto avanzatissime dal punto di vista tecnologico. Quando, però, si passa dai limiti geografici di un circuito alle strade normali, la faccenda inizia a essere molto più complessa. La telemetria della Formula Uno non è altro che il futuro della telematica applicata alla mobilità di tutti i giorni. Solo che oggi le auto non si possono ancora dirsi pienamente connesse se non in parte limitata.

Infatti, sarà solo tra qualche anno che le auto, anche grazie alle nuove tecnologie di trasmissione dei dati come il 5G, saranno collegate in tempo reale con l'infrastruttura telefonica scambiando continuamente dati e informazioni e generando la possibilità, per ogni impresa, di cogliere enormi opportunità di mercato. Questa testata ne ha già parlato nei mesi scorsi sottolineando l'enorme mole di dati prodotti ogni singolo minuto da qualsiasi veicolo. Nel futuro le auto saranno dei grandi smartphone viaggianti e come ogni smartphone rappresenterà una miniera di informazioni per tutte quelle realtà intenzionate a sfruttarle. Per cosa? Principalmente per fornire servizi ai conducenti e ai passeggeri. Non è un caso se un grande gruppo automobilistico come Bmw abbia declinato la sua strategia aziendale lungo quattro direttrici fondamentali: Autonomous (guida autonoma), Connected (connettività), Electrified (elettrificazione) e Services (servizi). E lo stesso vale per un altro grande produttore del calibro di Daimler che per delineare la sua visione del futuro della mobilità ha utilizzato concetti del tutto analoghi utilizzando l'acronimo CASE (Connected, Autonomo, Shared &Services, Electric). Sono solo due esempi ma tutti i produttori si stanno muovendo nella stessa direzione. Dunque, ad autonomia, connettività ed elettrificazione, si aggiunge la parola chiave per capire il ruolo della telematica: l'offerta di servizi.

 Certo il futuro sarà molto differenze ma già oggi qualcosa è presente nelle automobili in circolazione sulle strade di tutto il mondo, anche in Italia ovviamente. Al momento la telematica si sostanzia principalmente nella presenza, a bordo del veicolo, di una serie di dispositivi, come le ormai famose scatole nere, capaci di registrare spostamenti, viaggi, itinerari e quant'altro. A sfruttarne le potenzialità, almeno al momento, sono soprattutto le compagnie assicurative come il gruppo Unipol con la sua UnipolSai, leader di mercato in Italia nel segmento delle polizze RcAuto. Attualmente la compagnia può contare su un flusso di dati di migliaia di terabyte provenienti da 3,8 milioni di black-box montate su veicoli in circolazione su tutto il territorio nazionale.



Oggi le scatole nere hanno una funzione legata prettamente a fini assicurativi. Basti pensare alla possibilità di localizzare un veicolo in caso di furto. Nel futuro l'innovazione porterà a nuove soluzioni. Si parla di polizze legate sempre più all'effettivo utilizzo del veicolo o al suo chilometraggio come è già oggi possibile in parte. Domani si vedranno tariffe sempre più flessibili e "tagliate" sulle esigenze di ogni singolo consumatore. Un consumatore che, a bordo del veicolo, potrà giovarsi di una serie di ulteriori innovazioni. L'auto connessa, come detto, apre la strada a un ampio spettro di servizi.  La continua iterazione tra il veicolo e l'infrastruttura di telecomunicazioni, lo sfruttamento dei dati elaborati dalle centraline tramite una gestione e un'analisi in tempo reale agevoleranno, per esempio, la telediagnostica. Una centrale operativa opererà come un muretto dei box di Formula Uno per comprendere il comportamento dell'auto, prevenire eventuali guasti e quindi limitare i disagi per gli automobilisti. Non solo. In caso di incidenti o imprevisti di qualsiasi genere si potrà fornire un aiuto con celerità e maggior prontezza. In tal caso l'e-call, il dispositivo per le chiamate di emergenza reso obbligatorio dall'Unione Europea non è altro che un primo, forse banale, esempio di quello che sarà il futuro di un'auto, che grazie alla connettività e alla telematica, sarà capace di aumentare la sensazione di sicurezza dei guidatori e migliorare di conseguenza la vita di tutti i giorni e ancor di più l'esperienza di viaggio o di utilizzo del veicolo. Un giorno, per esempio, potremmo ricevere continue informazioni sul territorio percorso, sui luoghi da visitare, sui punti di interesse, per non parlare di ristoranti, negozi, aziende locali e quant'altro. Potremmo anche abbandonare definitivamente il concetto di possesso del veicolo perché le auto saranno sempre più inserite in reti di condivisioni, rese sicure per esempio dalla blockchain. Ci affideremo a servizi di noleggio avanzati in cui si pagherà solo per l'effettivo utilizzo della vettura. Avremo la possibilità di interagire con un mondo senza vincoli e con una molteplicità di opportunità.

In sostanza, la telematica a bordo dei veicoli permetterà alle aziende di personalizzare sempre di più la propria offerta sulle esigenze dei consumatori e agli automobilisti di rimanere in contatto costante con il mondo che circonda il veicolo. Ci saranno probabilmente molti più rischi ma sicuramente sarà un mondo migliore da percorrere.

 

 

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