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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Auto e sicurezza: la scatola nera raddoppia

Auto e sicurezza: la scatola nera raddoppia

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L’analisi di Mbs consulting ipotizza che saranno 9 milioni le black box sulle auto italiane entro il 2020. Già oggi sono 4,5 milioni e monitorano il comportamento degli italiani al volante. La fotografia dell’Osservatorio UnipolSai 2015.

​​​​​​​​​​​​Da avveniristico dispositivo riservato agli aerei e ai mezzi navali ad angelo custode degli automobilisti. La scatola nera, o black box, ha i piedi ben saldati a​​ terra, o se si vuole, sulle nostre strade di tutti i giorni. A dirlo sono i numeri: in Italia questo dispositivo equipaggia 4,5 milioni di veicoli privati, una cifra di tutto rispetto nel panorama europeo e, secondo Mbs consulting, entro il 2020 questo valore potrebbe più che raddoppiare toccando quota 9 milioni. Già oggi spiccano per utilizzo le province del Sud, soprattutto Caserta, Napoli, Catania, Reggio Calabria e Salerno dove questa tecnologia ha permesso di abbattere il costo dell'assicurazione del 15%.
La black box funziona come un localizzatore Gps con accelerometro, in grado di misurare la forza di un impatto e di registrare la posizione e la velocità di un mezzo di trasporto. Offre evidenti vantaggi sia in caso di furto sia nel ricostruire la dinamica di un incidente e permette di fotografare l’esperienza di guida dei suoi utilizzatori, esattamente come fa da alcuni anni UnipolSai, compagnia assicurativa leader in Europa per numero di dispositivi installati, attraverso l’Osservatorio sulle abitudini al volante degli italiani. L'edizione 2015 della ricerca è stata realizzata attraverso l’analisi dei dati di circa 3 milioni di automobilisti assicurati. L’evidenza principale non è incoraggiante visto che l’esperienza di guida si sta deteriorando: gli italiani trascorrono 1 ora e 29 minuti al giorno in automobile a una velocità media di 29,4 km/h e percorrono una media di 43 km. «I dati esaminati quest’anno - afferma Enrico San Pietro, vice direttore generale area Danni e Sinistri di UnipolSai -  evidenziano un aumento di 2 minuti al giorno del tempo trascorso in auto a fronte di una diminuzione di 1,3 km/h della velocità media, elementi che testimoniano una riduzione della qualità complessiva dell’esperienza di guida rispetto all’anno precedente la cui spiegazione è da ricercarsi nell’incremento del traffico o in criticità legate alla viabilità». Insomma le nostre strade sono sempre più congestionate.

Italiani al volante: le ore passate in auto e la velocità sono diminuite 

Dall’Osservatorio emerge anche che gli italiani nel 2015, rispetto all’anno precedente, hanno percorso meno chilometri: per la precisione ne hanno macinati 12.321, ben 460 in meno rispetto a dodici mesi prima. In calo anche la frequenza d’uso della vettura che è passata da 288 a 283 giorni, così come la lunghezza media della tratta, scesa da 44 a 43 chilometri al giorno. Questo trend potrebbe essere legato all’esigenza, sentita da molti automobilisti, di risparmiare sul trasporto privato, ch è diventato piuttosto oneroso per le finanze familiari. Lo studio fotografa, come spesso accade, un Paese diviso in due. La vita dell’automobilista del Nord è più semplice di quella del connazionale che vive a Sud di Roma. Si pensi, per esempio, che un campano trascorre in media qualcosa come un’ora e 39 minuti al volante, ogni giorno, a una velocità di appena 25 km/h, che moltiplicati in un anno fanno ben 20 giorni in un anno solare al posto guida contro una media nazionale di 17 giorni. I più fortunati da questo punto di vista gli abitanti della Valle d’Aosta: in questa regione l’esperienza quotidiana alla guida si riduce a un’ora e 14 minuti. Un dato che non riguarda soltanto le piccole regioni settentrionali ma anche grandi realtà come la Lombardia dove si trascorrano alla guida un’ora e 23 minuti a una velocità media di 32,4 km/h. Il discorso è identico in Piemonte dove si guida in media ​un’ora e 22 minuti al giorno a una velocità media di 32,3 km/h. In questo caso le infrastrutture, più numerose ed efficienti, fanno di certo la differenza. La regione più “lumaca” d’Italia? La Sicilia, dove non si superano i 24,6 km/h.

 

 

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