Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Technology > Guerre vocali

Guerre vocali

Technology

Nel 2013 la Mit Techology Review preconizzava l'imminente avvento dell'era dell'Ubiquitous Listening, l'ascolto universale. Adesso il mercato sta esplodendo e cambia il modo di vivere delle persone.

​La buona notizia è che in futuro non passeremo più le giornate a fissare lo schermo di uno smartphone o di un pc. La cattiva è che le passeremo parlando con loro. Già nel 2013 la Mit Techology Review preconizzava l'imminente avvento dell'era dell'Ubiquitous Listening, l'ascolto universale. E ora quel momento pare giunto: nei prossimi 4 anni, secondo la società di ricerca Ovum, il numero di assistenti vocali supererà i 7,5 miliardi, contro una popolazione mondiale di 7,8 miliardi (nei Paesi ricchi ne avremo più d'uno, a bilanciare chi non ne avrà affatto). A farsi sentire, è il caso di dirlo, saranno le voci di Google Assistant, che secondo le suddette stime, costituirà il 23,3% del totale; di Bixby di Samsung (per un 14,5%) di Siri by Apple (13,1%), di Alexa per Amazon (3,9%) e di Cortana per Microsoft (2,3%). 

Oltre che dagli smartphone, però, risuoneranno da device domestici come il nuovo modello di Echo (del precedente, Amazon ha venduto 11 milioni di pezzi), dotato di schermo e in grado di fare video-chiamate. Dal canto suo, Google punta su Home e Now, mentre Microsoft ha introdotto un nuovo speaker a controllo vocale, Invoke, che sarà integrato da Skype. Anche Apple ha appena lanciato HomePod, che utilizza Siri come assistente digitale. Ognuno di questi apparecchi non solo soddisfa le richieste degli utenti, dalla regolazione degli elettrodomestici alla prenotazione dei ristoranti, ma, in quanto espressione del Machine Learning, in base alle richieste effettuate ne apprende le abitudini e prevede i desideri.
Per esempio, quando chiediamo che tempo farà domani, l'assistente virtuale potrà fornirci le previsioni relative sia al nostro luogo di residenza sia a quello dove andremo domani, in base alle prenotazioni aeree effettuate online, e prenotarci un taxi che ci attenda all'arrivo. Per questo è così facile abituarsi alla presenza di questi "servitori vocali".

Ci sono però alcune piccole controindicazioni: per esempio, a oggi esse non distinguono tra i parlanti, con il risultato di reagire a conversazioni ambientali come i discorsi dei bambini. «Questi non rappresenta solo un problema di privacy, particolarmente stringente nel caso degli under 14, ma ha anche impatto sulla possibilità di adottare decisioni, come prenotare ristoranti, acquistare prodotti e servizi», ha spiegato Riccardo Abeti, socio di EXP Legal e Technolawyer. Il legale cita il caso accaduto a Dallas all'inizio del 2017: alla richiesta di una bimba di 6 anni di avere una casa delle bambole, Amazon Echo avrebbe reagito ordinando una KidKraft Sparkle mansion da circa 200 euro, in aggiunta a una discreta quantità di biscotti.
In secondo luogo, il device conserva i dati relativi alle nostre ricerche sui server di Cupertino: quelli di Amazon restano associati ai dati personali degli utenti, come pure quelli di Google Home, che li assomma a dati sulle richieste geografiche e sui comandi vocali. Quanto ad Apple, per citare il contratto di licenza, restano sotto forma di clip vocali disassociate per un certo periodo.

Dietro la vaghezza dell'espressione, ha rivelato il periodico Usa Wired, si indica un periodo di circa due anni: per i primi sei mesi i file vocali sono associati a un numero casuale, che rappresenta l'utente. Dopo quel periodo, Apple disassocia dal file vocale il numero, ma li conserva comunque per 18 mesi o anche di più, per i test e le migliorie al prodotto. E questo, per riprendere Nicole Ozer della ACLU, American Civil Liberties Union, in pratica significa ignorare quel che accade ai nostri dati personali una volta che li abbiamo passati a Siri. Anche perché, per quanto i dati siano disassociati, non esiste una certezza assoluta che non vengano re-identificati.

Nel 2014 un'inchiesta di Serena Danna e Simona Ravizza, giornaliste de Il Corriere della Sera dimostrò come, semplicemente incrociando dati anagrafici e schede di dimissioni ospedaliere, seppure anonime, fosse possibile identificare i nomi dei pazienti ricoverati in date strutture sanitarie in più del 90% dei casi. Figurarsi cosa può dedurre un motore di ricerca sofisticato incrociando due anni di file vocali, cookies e altri dati forniti da smart devices e social networks. Infine, c'è un terzo aspetto da considerare: i microfoni di questi apparecchi, a meno di essere disabilitati manualmente (un contrappasso non casuale per chi ha fatto del comando vocale il suo valore aggiunto), registrano ininterrottamente le nostre conversazioni, in attesa di una frase che li attivi. Un paio di anni fa l'indicazione sulla privacy fornita dalla Smart Tv Samsung suscitò molto scalpore; ammettendo la raccolta dei comandi vocali, si raccomandava "attenzione, perché se le vostre parole includono informazioni personali o altri dati sensibili, questi saranno registrati e trasmessi a una terza parte attraverso l'utilizzo del sistema di riconoscimento vocale". E il pericolo non riguarda solo la casa.

All'edizione 2017 del Consumer Electronics Show Ford e Volkswagen hanno annunciato che Alexa sarà presente nei loro nuovi modelli, includendo l'abitacolo dell'auto tra i luoghi dell'ascolto universale. E così, mentre «la gente dovrebbe essere messa nelle condizioni di decidere che informazioni condividere», ha detto Abeti, semplicemente utilizzando questi apparecchi conferiamo a terzi un'indefinita quantità di informazioni, rinunciando all'intimità delle nostre conversazioni e delle informazioni che richiamano. Perché ne incidiamo una traccia, che in futuro potrebbe essere usata contro di noi.
Lo testimonia il caso di Victor Collins, ucciso in Arkansas nella casa dell'amico James Andrew Bates, equipaggiata di Echo. In cerca di elementi determinanti, gli inquirenti hanno ordinato ad Amazon di fornire eventuali dati o registrazioni sonore riguardanti la sera del delitto, ma la società ha rifiutato, barricandosi dietro la tutela della privacy dell'utente (in realtà, per non rischiare un tracollo delle vendite). Alla fine i legali di Bates hanno acconsentito a cederli spontaneamente e il braccio di ferro tra autorità giudiziarie e società tecnologica è stato sospeso.

Fino a dove si può spostare il confine della privacy


Ma è indubbio che il limite della nostra riservatezza nei prossimi anni sarà determinato più dai colossi del web che dalle norme a tutela dei diritti fondamentali, che faticano a stare al passo con le incessanti novità e a trovare un adeguato coordinamento a livello internazionale. «Le autorità Ue possono intervenire in difesa della privacy, ma spesso arrivano tardi. Dunque, in generale dovrebbe essere il consumatore a decidere se preferisca avere maggior tutela della propria sfera personale o più comodità», ha aggiunto Abeti. Evidentemente i colossi del web e delle telecomunicazioni (Google, Amazon, Microsoft, Samsung e altri) sviluppano tecnologie e servizi che hanno una vorace necessità dei nostri dati e ci vorrebbe più consapevolezza al riguardo. «Il cliente tende a dimenticarselo davanti al fascino di un nuovo tecno-gadget. Talvolta capita anche a me: come consumatore, tendo a cedere con facilità i miei riferimenti in cambio dei servizi resi da una app o da uno smart-device» ha sottolineato Abeti. «Come avvocato, però, invito a essere prudenti, ad avere momenti di disconnessione e a non cadere nella tentazione di provare a ogni costo strumenti che non forniscano adeguate garanzie in tema di sicurezza e protezione dei dati. Se non altro per evitare di essere sopraffatti dalle stesse informazioni che abbiamo ceduto». Si pensi, per esempio, all'ipotesi di un futuro prossimo in cui, dall'analisi delle informazioni rese da lavatrici, lavastoviglie, forni e frigoriferi smart, un produttore possa contestare, in modo inoppugnabile, un uso scorretto o eccessivamente frequente dell'elettrodomestico che si è rotto. Secondo il legale, potrebbe sottrarsi ad obblighi fino a ieri a suo carico. Insomma, oltre al danno, ecco la beffa: i device domestici, nati per essere al nostro servizio, finiranno per avere l'ultima parola. 

 

 

Do you speak chatbot?<img alt="" src="/society/PublishingImages/chatbot%20robot.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/chatbot-robot.aspxDo you speak chatbot?I robot sono in grado di parlare tra loro una lingua nuova e sconosciuta all’uomo. E’ successo a Facebook e tornano le paure dei film di fantascienza. Ecco perché non può accadere. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Elisa Venco2017-09-17T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
I serious game salveranno il mondo<img alt="" src="/technology/PublishingImages/video%20game.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/serious-game.aspxI serious game salveranno il mondoI videogiochi, da mero passatempo, stanno acquisendo sempre più una valenza didattica, terapeutica o informativa. Tante le realtà e i progetti in cantiere. GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Alessio Jacona2017-09-13T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
L'economia dell'attenzione<img alt="" src="/technology/PublishingImages/lavoro%20chat.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/economia-attenzione.aspxL'economia dell'attenzioneNotifiche, chatbot, pianificazioni, social aziendali, il vivere costantemente in un “altrove digitale”, hanno modificato le abitudini con un impatto diretto sulla produttività.GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Cristina Maccarrone2017-09-06T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Perché il fitness entra nello store<img alt="" src="/society/PublishingImages/fitness%20store.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/fitness-benessere.aspxPerché il fitness entra nello storeI colossi del retail utilizzano l’attività fisica per attirare clienti, ormai abituati all’online, in un rovesciamento degli schemi del marketing. Changes ne ha parlato con il semiologo Ugo Volli.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Elisa Venco2017-09-04T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
L'inquinamento lo batte la start up<img alt="" src="/technology/PublishingImages/inquinamento.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/start-up-antinquinamento.aspxL'inquinamento lo batte la start upMuri speciali, tessuti ad alta tecnologia, vernici verdi. Per abbassare il livello di Co2 non bastano solo la mobilità green, le targhe alterne, il blocco del traffico e la riduzione dei consumi. Servono idee, ecco le più innovative. GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Cristina Maccarrone2017-08-28T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it

 

 

L'economia dell'attenzione<img alt="" src="/technology/PublishingImages/lavoro%20chat.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/economia-attenzione.aspxL'economia dell'attenzioneNotifiche, chatbot, pianificazioni, social aziendali, il vivere costantemente in un “altrove digitale”, hanno modificato le abitudini con un impatto diretto sulla produttività.GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Cristina Maccarrone2017-09-06T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
I serious game salveranno il mondo<img alt="" src="/technology/PublishingImages/video%20game.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/serious-game.aspxI serious game salveranno il mondoI videogiochi, da mero passatempo, stanno acquisendo sempre più una valenza didattica, terapeutica o informativa. Tante le realtà e i progetti in cantiere. GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Alessio Jacona2017-09-13T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
L'inquinamento lo batte la start up<img alt="" src="/technology/PublishingImages/inquinamento.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/technology/Pagine/start-up-antinquinamento.aspxL'inquinamento lo batte la start upMuri speciali, tessuti ad alta tecnologia, vernici verdi. Per abbassare il livello di Co2 non bastano solo la mobilità green, le targhe alterne, il blocco del traffico e la riduzione dei consumi. Servono idee, ecco le più innovative. GP0|#0cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab;L0|#00cc31cd1-1f25-4af6-853d-a6e3166be9ab|Technology;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Cristina Maccarrone2017-08-28T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD