Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Society 3.0 > Misbehaving: decidere bene

 Misbehaving: decidere bene

Society 3.0

 L'economia comportamentale aiuta a fare scelte davvero consapevoli. Ma bisogna seguire una regola semplice: gli esseri umani commettono errori.

​​​​Richard Thaler è uno dei più grandi economisti comportamentali, insignito del premio Nobel in Economia nel 2017 per i suoi studi sull'irrazionalità di alcune nostre decisioni. In realtà, uno dei grandi meriti di Thaler è proprio quello di avere reso meno manichea la distinzione tra ciò che è razionale e ciò che non lo è. Sporcando, quasi, il concetto di razionalità assoluta e ammettendo placidamente che gli esseri umani fanno errori, ha paradossalmente aiutato molto economisti ed altri scienziati sociali a "fare pulizia" all'interno della loro disciplina. Questo è più o meno il contenuto di Misbehaving, una sorta di autobiografia accademica di un grande scienziato che racconta le origini esaltanti dell'economia comportamentale.

Richard Thaler era un giovane studente di economia, tra fine anni '60 e fine anni '70, e a dire il vero dice di sé che era pigro e neppure troppo brillante. Magari sarebbe finito a fare semplicemente il professore imbruttito se non si fosse incaponito a prendere nota, su un taccuino, di alcune anomalie che andavano a rimpinguare una specie di Lista, poi divenuta la base del suo programma di ricerca. Ma su questa lista che cosa c'era scritto? Il giovane Richard ci annotava episodi di vita quotidiana o decisioni di amici e conoscenti che, in qualche modo, sembravano illogiche, o comunque anomale rispetto a quello che la teoria economica predice nei suoi modelli standard. Per esempio, un docente amico di Thaler aveva in cantina alcune bottiglie di vino che, a suo tempo, erano costate sui 10 dollari. Quelle bottiglie, all'epoca dell'incontro con Richard, valevano ormai sui 100 dollari e, ogni tanto, questo professore ne apriva qualcuna per gustarsi il nettare prelibato. La cosa curiosa, però, è che il professore diceva a Richard: «Non le comprerei mai per 100 dollari». Da un punto di vista di razionalità perfetta, questa è una decisione illogica perché, bevendo una bottiglia di vino che vale 100 dollari, di fatto si mostra di dare all'esperienza del bere un valore almeno uguale o superiore a quella cifra, che si potrebbe ricavare vendendola. Perché, dunque, si chiedeva Thaler, il professore non era disposto a spendere i 100 dollari per acquistare una nuova bottiglia di quello stesso vino?

Queste ed altre stranezze, negli anni, si sommarono su quel taccuino e di fatto consentirono a Thaler di entrare in contatto con il mondo delle scienze comportamentali: conobbe Kahneman e Tversky, padri della disciplina; collaborò e collabora con altri mostri sacri. Soprattutto, Thaler pazientemente si mise a studiare le decisioni degli esseri umani con l'intento di trovare una teoria che le spiegasse per quello che sono, più o meno, e non per quello che dovrebbero essere. Per esempio, nell'esempio del vino, oggi parliamo di effetto dotazione, quella distorsione comportamentale in virtù della quale tendiamo ad assegnare maggior valore a ciò che si possiede già, rispetto a quello che non si possiede.

Econ vs Human

Thaler, negli anni, ha cominciato a distinguere tra Econ, i soggetti iper-razionali dei modelli tradizionali, che non commetterebbero mai errori di valutazione come quello descritto per le bottiglie; e Human, le persone che incontriamo tutti i giorni… davanti allo specchio. Thaler non si è mai contrapposto ai modelli dell'economia mainstream: ne ha più volte sottolineato, semmai, il valore prevalentemente normativo.  A lui, però, interessava e interessa descrivere come le persone si comportano sul serio e per quale motivo prendono, a volte, decisioni che sembrano assurde. A tal fine, sviluppò col tempo una metafora, ancora oggi accattivante, che presenta le nostre decisioni come il teatro in cui si confrontano, non sempre andando d'accordo, un pianificatore e un esecutore.

Per farvi capire, il pianificatore è quello che prende decisioni strategiche e "ragionate": forzando un po' la mano, la sua arma è un foglio Excel in cui ogni elemento del contesto viene pesato per valutare costi e benefici di una scelta. Questo è il campione degli Econ. L'altro è invece un esecutore, più edonista e impulsivo: agisce nell'immediato senza valutazioni attente ma rispondendo agli stimoli delle emozioni, dei giudizi intuitivi, dell'istante. Continuando nella forzatura, si tratta di un file eseguibile. E questo con gli Econ proprio non va d'accordo. Facciamo un esempio: se siete in una discoteca e, attorno a voi, tutti si mettono a correre, voi cosa fate? È probabile che vi metterete a correre anche voi. L'esecutore prende il sopravvento anche e quando il pianificatore, forse, sarebbe la persona giusta per valutare le migliori opportunità. È il confronto, la cooperazione, il conflitto acceso, a volte, tra pianificatore ed esecutore che fa di noi quella cosa confusa e bellissima che è Human. Il merito di Thaler è di avere gettato le basi, e pure iniziato a costruire l'altezza, di una scienza empirica della decisione.​

 

 

L’università viaggia online<img alt="" src="/society/PublishingImages/e-learning.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/atenei-digitali.aspxL’università viaggia onlineIn un mondo in cui la formazione è continua, gli atenei si spaccano in due tra chi crede che il digitale sia un’opportunità e chi, invece, non abbandona il modello tradizionale. Modelli a confronto. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Claudio Plazzotta2019-03-19T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Quanto vale il self-help<img alt="" src="/society/PublishingImages/self%20help.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/self-help.aspxQuanto vale il self-helpIl fenomeno dell’auto-aiuto dilaga ormai in tutto il mondo. Manuali, App, audiolibri e seminari: un armamentario del pensiero positivo che promette di liberarci dall’infelicità.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Elisa Venco2019-03-10T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
La scelta consapevole del Corporate Activism<img alt="" src="/society/PublishingImages/brand%20activism.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/brand-activism.aspxLa scelta consapevole del Corporate ActivismPerché per i brand in questi anni connessi e accelerati il silenzio non è un’opzione. E la differenza la fa il posto che si vuole occupare nel mondo. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Giampaolo Colletti2019-03-06T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Happy money: la spesa che ci rende felici<img alt="" src="/society/PublishingImages/happy%20money.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/happy-money.aspxHappy money: la spesa che ci rende feliciIl denaro compra o no la felicità? La risposta è sì se si riesce ad abbandonare quello che Albert Camus chiamava snobismo spirituale, tipico delle persone che pensano di essere appagati anche senza.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Luciano Canova2019-03-03T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Perché le città sono resilienti <img alt="" src="/society/PublishingImages/città%20resilienti.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/citta-resilienti-.aspxPerché le città sono resilienti La parola d'ordine per le città del futuro è sostenibilità sociale. Entro il 2030 i centri urbani dovranno ospitare un miliardo di nuovi cittadini. Un flusso inarrestabile che va dove c'è più lavoro, più ricchezza e più vita sociale. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Carlo Ratti2019-02-24T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

 

 

La liquidità del cambiamento<img alt="" src="/society/PublishingImages/Zygmunt_Bauman,_fot._M._Oliva_Soto_(6144135392).jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/bauman.aspxLa liquidità del cambiamentoZygmunt Bauman ha aperto una nuova prospettiva su come interpretare il futuro. Dalla felicità alla nostra nuova vita digitale, sono tante le domande che avremmo potuto ancora fare al sociologo teorico della frammentazione.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Diana De Caprio2017-01-12T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Siamo pronti alla società dei Big Data<a href="/society/PublishingImages/big%20data%20way%20of%20life.jpg"><img alt="" src="/society/PublishingImages/big%20data%20way%20of%20life.jpg" style="BORDER:0px solid;" /></a>http://changes.unipol.it/society/Pagine/big-data-modi-di-vivere.aspxSiamo pronti alla società dei Big DataL’era digitale ha smesso, da tempo, di essere il nostro prossimo futuro per trasformarsi nel quotidiano presente, ma la consapevolezza su ciò che sta accadendo è molto lontana. Maria Grazia Mattei immagina per Changes nuovi modi di vivere. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Maria Grazia Mattei2016-12-01T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Gentrification: le città sono in movimento<img alt="" src="/society/PublishingImages/gentrification_giovanni_semi.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/gentrification-giovanni-semi.aspxGentrification: le città sono in movimentoIl fenomeno della trasformazione delle periferie sta modificando interi quartieri metropolitani. Il sociologo Giovanni Semi racconta a Changes come il modello italiano sia diverso dal resto del mondo e come ha cambiato i consumi.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberta Caffaratti2016-11-14T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD