Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Sharing > I social network? Spariranno

I social network? Spariranno

Society 3.0

Secondo l’ultimo rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione sono fondamentali. Ma per Facebook and co il destino è segnato: dovranno lasciare spazio a realtà aumentata e intelligenza artificiale.

​​​​Se uno dovesse riassumere con poche parole chiave il futuro che ci attende di qui ai prossimi anni, le prime a venire in mente, nella gran parte dei casi, sarebbero: social network, smartphone, tablet. E lo stesso 14° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione racconta che attualmente la seconda fonte di informazione per gli italiani, dopo i tg, è Facebook (per il 35% della popolazione), con un immaginario collettivo sempre più disintermediato dai social e con più della metà degli utenti internet che ha dato credito a fake news circolate in rete.

Poi ti capita di guardare Blade Runner 2049, il sequel del grande film cult del 1982, e vedi che nel futuro immaginato dal regista Denis Villeneuve e dal produttore Ridley Scott, regista del primo Blade Runner, non ci sono tablet, né smartphone, né tantomeno Facebook, Instagram, Twitter e cugini vari. Nella Los Angeles del 2049, sempre noir, fumosa e piovosa, dominano la realtà aumentata e l'intelligenza artificiale.

Certo, Blade Runner del 1982, uscito solo due settimane dopo quell'inno alla gioia che è stato ET, diventa invece uno dei capisaldi del Retrofuturismo, del Postmodernismo, della crisi della modernità, della scarsa fiducia nel futuro, della Distopia, è il contrario di Utopia e descrive una comunità sociale immaginaria spaventosa e indesiderabile. E il suo sequel, perciò, non si sottrae al filone. Tuttavia Blade Runner 2049 è utile per ricordarci che il futuro non sarà necessariamente una proiezione di quanto accade oggi. Poiché la tecnologia, da cui poi in sostanza dipende quasi tutto, ci sta abituando ad avanzamenti non graduali, ma fatti di vigorosi balzi che, in poco tempo, cancellano tutto quanto c'era in precedenza.

Prendiamo l'esempio dei social network, che paiono da tutte le ricerche una realtà imprescindibile che condiziona e condizionerà profondamente la vita di molte generazioni. Forse la pensavano così i fondatori di Six Degrees, social di blogging nato nel 1997, che nel 1999 aveva 2,5 milioni di utenti. All'epoca era semplicemente troppo presto. E Six Degrees scomparve nel 2001. Nel 1999 nacque Xanga, e nel 2006 era il terzo social network più frequentato negli Stati Uniti. Ma pure di lui si sono perse le tracce. Così come di Friendster, al via nel 2002 e il più utilizzato nelle Filippine e in Indonesia, ma liquidato nel 2009.

Pensiamo a MySpace, nato nel 2003 e, di fatto, tracollato nel 2008, o a Second Life, nato sempre nel 2003 e morto nel 2007. Nel 2004 comparve Digg, che nel 2008 aveva 236 milioni di utenti. Ma nel 2010 era già finito. La creazione di un social di successo non è roba semplice, se anche un colosso come Google ha floppato con Orkut (al via nel 2004 e con un discreto successo in Brasile e India), e ha continuato a toppare nel 2009 con Google wave, nel 2010 con Google Buzz, e pure nel 2011 con Google +. Sembra già passato pure il momento di Pinterest (nato nel 2010) mentre resistono, e con successo, Facebook (c'è dal 2004), Youtube (2005), Whatsapp (2009), Instagram (2010), Snapchat (2011). C'è Twitter (2006) che mostra segni di crisi. E pure sul colosso Facebook, che in realtà viaggia col vento in poppa, qualche analista paventa future possibili tempeste per l'invecchiamento del target e la concorrenza di nuovi social come ad esempio Musical.ly, una app lanciata in Cina tre anni fa da Alex Zhu e Luyu Yang e disponibile in 11 lingue.
Si tratta di una App di videosharing, che permette di creare e condividere brevi video di durata variabile dai 15 ai 60 secondi con il sottofondo di canzoni famose e a cui si possono applicare particolari effetti. Realizzato il video, lo si condivide all'interno della piattaforma e si acquista notorietà tra i "musers", gli iscritti a Musical.ly.

Cambiano le tecnologie, cambiano i social, nel cui futuro c'è molto video, poco testo e ​più di audio


Le leve che adesso determinano il successo di Facebook potrebbero essere completamente stravolte dalla tecnologia della realtà aumentata. Qualcuno potrebbe comunque obiettare che Blade Runner non può essere usato come parametro credibile sul quale stimare come sarà la vita tra 40 anni. E, in effetti, nel film del 1982, ambientato nel 2019, si supponeva, per esempio, che Atari fosse ancora un megabrand (invece entrò in crisi esattamente dopo un anno, nel 1983), e che a Los Angeles piovesse sempre (invece oggi c'è il problema opposto, del riscaldamento globale e delle scarse piogge).

E allora leggiamo le parole pronunciate questa estate in Italia da Joey Reiman, fondatore del gruppo americano Brighthouse, oggi partner di Boston consulting group, e guru del marketing al punto da essere definito "Il Mosè del marketing" da uno come Philip Kotler, a sua volta eminenza globale nel settore: «Il digitale è un mezzo tattico, ma distrae le persone e ora ci fa semplicemente accelerare le cose, ma è antisociale. La singolarità, al contrario ci farà tutti riavere una cena senza il cellulare sul tavolo. Le aziende stanno creando esperienze, i negozi sono diventati come parchi a tema, il modo di lavorare cambierà, questa si è la vera rivoluzione. Che ha e avrà un solo nome: realtà aumentata». ​

Pure Andrea Pezzi, imprenditore che attraverso il suo Gagoo Group (valutato oltre 150 milioni di euro) si occupa di intelligenza artificiale, piattaforme digitali, video advertising, è piuttosto tranchant quando si tratta di parlare del futuro dei social: «Semplice, nel giro di qualche anno i social non ci saranno più. Ma non è detto che le aziende che ora fanno i social non possano cambiare pelle» ha detto a Changes Unipol. Secondo Pezzi «non ci sarà più la battaglia del time-sharing, tra quelli che vogliono tirarti dentro nella loro piattaforma per più tempo possibile. Tutto sarà dentro la stessa piattaforma. Non ci sarà un monopolio assoluto alla Facebook, ma probabilmente un oligopolio di 5-6 aziende».

Questa è la rivoluzione della blockchain: un sistema che registra ogni transazione relativa a un certo bene e la archivia in maniera sicura. Ma non in un'unica copia in un punto centrale (tipo il catasto), ma in molte copie distribuite in più nodi della rete. «La blockchain è una innovazione tecnologica che supera l'idea stessa della fiducia, perché ognuno di noi fornisce foto, opinioni, percorsi in auto o a piedi, tutte le sue informazioni in un data base consultabile: saremo completamente trasparenti, ma con una identità digitale non hackerabile» ha aggiunto Pezzi. «Dovrà ovviamente nascere un sistema di privacy superiore: non tutti potranno sapere i fatti miei. Ma in molti sì».

Insomma, come oggi nel Dna delle persone ritrovi i cromosomi che danno origini alle varie razze, così sarà con l'identità storica digitale: si prospetta per tutti una esistenza come un unicum consultabile secondo l'analisi di Pezzi. Perciò il concetto stesso di blockchain uccide le piattaforme tipo Facebook: «I social sono già fuori dal tempo, è una funzione antica. Il futuro non è un sito internet o una app mobile. Nel futuro incontrerò qualcuno e potrò vedere tutti gli eventi che lo riguardano. Facebook scomparirà dentro queste cose. Ed è un modello costante nella storia delle innovazioni tecnologiche» ha spiegato Pezzi. «Quando è arrivato il cinema a colori, nei film c'erano colori dappertutto; negli anni successivi, quando è arrivata la computer graphic, in Matrix c'erano effetti speciali ovunque. Ma col tempo la tecnologia tende invece a sparire, fino a diventare invisibile pur diventando sostanziale. La realtà aumentata è una funzione che non vedi, ma che ci permea ovunque e che puoi attivare quando vuoi».

Spariranno anche i device tipo tablet e smartphone. «Questo è già assodato perché ci saranno gli wearable device, con chip non sottopelle, ma nell'occhio, che consentiranno di vedere cose che non ci sono nella realtà» ha commentato Pezzi. «E di qui si aprono tutti i dibattiti filosofici, sul Transumanesimo, che è poi sono la cosa che mi interessa di più». Ed è qui che, secondo Pezzi, la cultura italiana può avere un meraviglioso ruolo: la culla dell'umanesimo contro la tecnocrazia anglosassone. «Certo l'Italia deve svegliarsi, ci vogliono intellettuali non asserviti alla tecnocrazia americana. Ci vorrà una sensibilità, che io spero italiana, per definire bene questo nuovo mondo, e per impedire che sfoci in una catastrofe». 

 

 

Chi influenza l’Influencer<img alt="" src="/society/PublishingImages/influencer.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/influencer-marketing-aziende.aspxChi influenza l’InfluencerLe aziende hanno capito che follower e like si possono comprare a poco prezzo. Così non cercano più i personaggi con 100 mila follower e preferiscono fare da sole. Come Pandora.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Claudio Plazzotta2017-12-13T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Bitcoin: cosa c’è dietro le criptovalute<img alt="" src="/society/PublishingImages/bitcoin.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/bitcoin-come-funziona.aspxBitcoin: cosa c’è dietro le criptovaluteQuasi un terzo degli investitori nel mercato valutario ha investito o punta sulle Initial Coin Offering (ICO). Che danno anche possibilità di acquistare quote di start-up. Come funziona il mercato.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Nicola Di Turi2017-11-27T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Pensare generativo<img alt="" src="/society/PublishingImages/generatività%20blog%20changes.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/pensare-generativo-millennial.aspxPensare generativoPer le nuove generazioni, ovvero per il futuro della nostra società, ragionare in questo modo è del tutto naturale, spontaneo e accettato. È evidente nella diffusione di nuove pratiche sociali e nelle sfere di consumo, produzione e comunicazione.GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Mauro Magatti2017-11-20T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Il vintage è un business model<img alt="" src="/society/PublishingImages/vintage%20business.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/vintage-business-model.aspxIl vintage è un business modelAlgoritmi, intelligenza artificiale e una produzione mai vista di dati quotidiani proietta le scelte economiche individuali e delle imprese solo verso il futuro. Eppure la memoria, il passato, e gli archivi acquistano un valore strategico decisivo. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Antonio Belloni2017-11-12T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Il riscatto dei leoni<img alt="" src="/society/PublishingImages/africa%20economia.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/society/Pagine/riscatto-leoni-africa.aspxIl riscatto dei leoniNei prossimi 10 anni la produzione manifatturiera del Continente Nero passerà da 500 a 930 miliardi di dollari l’anno. I posti di lavoro lieviteranno e con loro i consumi.  A dirlo è uno studio McKinsey e l’ultimo African economic outlook conferma. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Nadia Anzani2017-11-07T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

 

 

I social network? Spariranno<img alt="" src="/society/PublishingImages/social%20media%20augmented%20reality.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/social-network-fine.aspxI social network? SparirannoSecondo l’ultimo rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione sono fondamentali. Ma per Facebook and co il destino è segnato: dovranno lasciare spazio a realtà aumentata e intelligenza artificiale. GP0|#2ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00;L0|#02ff1322d-0fe7-46e4-98d7-1a40e87f4c00|Society 3.0;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Claudio Plazzotta2017-10-18T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Blockchain food: come cambia la catena alimentare<img alt="" src="/society/PublishingImages/blockchain%20food.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/blockchain-alimentare-cosa-significa.aspxBlockchain food: come cambia la catena alimentareDagli agricoltori fino allo scaffale del supermercato il nostro modo di consumare gli alimenti ha modificato la competizione globale. Ecco da dove viene davvero il nostro cibo.GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Elena Comelli2017-11-28T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Sharing economy alla prova del fisco <img alt="" src="/sharing/PublishingImages/sharing%20tax.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/sharing-tax.aspxSharing economy alla prova del fisco L’economia condivisa è un settore in rapida evoluzione – si veda Uber o AirBnB - e cresce quindi l’esigenza di una sua regolamentazione. Proprio in questi giorni si discute di una web tax Ue mentre anche in Italia qualcosa si muove.GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2017-09-26T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD