Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Sharing > La smart city si regge sulla condivisione

 La smart city si regge sulla condivisione

Sharing

 Altro che atmosfere lugubri e opprimenti, tipiche di molte descrizioni cinematografiche: le città del futuro sono progettate per essere connesse, sostenibili e condivise con al centro l’uomo e le sue esigenze.

​Avete presenti le atmosfere lugubri della città rappresentata nel film Metropolis, il capolavoro del regista tedesco Fritz Lang, oppure l’incombente, e per molti versi opprimente, maestosità degli edifici della Los Angeles partorita dalla mente di Ridley Scott nella pellicola cult degli anni Ottanta, Blade Runner? Dimenticatevi tutto. Le città del futuro che stanno prendendo forma negli studi dei più famosi architetti al mondo o addirittura che sono già in costruzione in ribaltano l’immagine del centro urbano come luogo sovraffollato, altamente competitivo fra le classi, in una parola “inumano”. La smart city, invece, è a misura d’uomo, solidale, condivisa, verde, connessa.
Di certo ha tutte queste caratteristiche Planet Smart City, un progetto tutto italiano che sta sorgendo in Brasile, a poche decine di chilometri da Fortaleza e dalle sue spiagge dorate.  

Questo nucleo urbano, i cui lavori di realizzazione sono iniziati nel 2015 e che dovrebbero tagliare il traguardo fra pochi mesi, nasce con l’obiettivo di trovare risposta, in un unico progetto, a tutta una serie di richieste sempre più pressanti nella nostra società e in quella brasiliana in particolare: il rispetto per l’ambiente, la mobilità, l’inclusione sociale e soprattutto la condivisione.
Questo nuovo ecosistema urbano avrà un’estensione di 330 ettari e potrà ospitare più di ventimila abitanti suddivisi in 5/6 mila nuclei abitativi. Ogni zona, abitativa, industriale produttiva, ricreativa, didattica, è ben definita.  Croatà Laguna Ecopark, questo il nome della nuova città, fornirà ai suoi abitanti servizi smart a bassissimo costo grazie a una fitta rete di connessioni a fibra ottica. Per disincentivare l’uso del mezzo provato tutti i servizi saranno disponibili entro un raggio di 400 metri mentre chi proprio non ha intenzioni di acquistare un’auto o una due ruote potrà contare su un servizio di bike e moto sharing o di car pooling. Condivisione, quindi, e non solo per muoversi in libertà e senza inquinare: saranno disponibili piazze con attrezzi per fare ginnastica e che contribuiranno a produrre energia elettrica da immettere nella rete comune, orti urbani e soprattutto un servizio di food sharing per non sprecare nulla e non far sentire nessuno ai margini.

Ma anche le città che di secoli sulle spalle ne hanno collezionato non pochi – nella Vecchia Europa non mancano di certo gli esempi – stanno modificando il loro tessuto urbano alla luce di queste nuove tendenze. Visto e considerato che non si può radere al suolo un tessuto urbano pieno zeppo di edifici dall’inestimabile valore culturale e storico per ricostruirlo alla luce delle nuove esigenze, i principi che stanno ispirando progettisti, architetti designer, ingegneri, sono applicati ai nuovi quartieri che sorgono nelle periferie ma soprattutto nelle vaste zone ormai abbandonate. Questo è il caso, per esempio, di Milano che da tempo sta progettando il recupero degli scali ferroviari dismessi – ce ne sono ben sette – un’area immensa complessivamente pari a 1,25 milioni di  metri quadrati. Nel giugno scorso il Comune ha firmato anche un accordo di programma con la Regione, le Ferrovie e Savillis Investment Management per un iter di recupero fra i più ambiziosi in ambito nazionale: oltre il 65 cento di questi spazi saranno destinati a verde, mentre il 30 all’housing sociale. «Il progetto è partecipativo – spiega Carlo De Vito, ad di Fs Sistemi urbani durante l’ultimo Citytech di Milano – e vede cinque team multidisciplinari al lavoro». Gli occhi sono puntati in particolare sullo scalo Farini, nella zona meridionale della città, che secondo il manager dovrebbe diventare una sorta «di central park di Milano con aree a verde e grattacieli».

Rinomati architetti si stanno dedicando a trovare soluzioni di recupero dopo il lancio di una consultazione indetta proprio da Fs Sistemi urbani. Stefano Boeri Architetti ha pensato a “Fiume Verde”, un progetto di riforestazione urbana che punta a realizzare sul 90% dei sette scali una striscia senza soluzioni di continuità costituita da parchi, boschi, oasi, legati tra loro dai corridoi verdi e percorribili grazie al bike sharing. Nel rimanente 10% potrebbero sorgere residenze per studenti, spazi di condivisione per il lavoro e edilizia sociale e di mercato.

Anche Londra, la vera pioniera in termini di nuova progettazione urbana e di inedite frontiere della condivisione sta pensando a un progetto simile ma su vastissima scala. Se ne iniziò a parlare nel “lontano” 2014 ma soltanto quest’anno sembra che  stia diventando concreto: nella capitale britannica sorgerà il primo parco nazionale urbano. Di fatto si collegheranno le varie aree verdi dell’immensa città attraverso una rete di comunicazione, a cui sarebbe associata una pista ciclabile unica.

L’Italia, però si difende e ancora una volta la capitale finanziaria è protagonista tanto da comparire con altre grandi metropoli nel programma europeo Sharing cities (il primo febbraio 2018 si terrà un simposio a Londra) per la progettazione di quartieri connessi e dai servizi condivisi. Il primo esempio nascerà a breve nella zona di Porta Romana dove sono iniziati i lavori per rendere due vecchi edifici ecocompatibili e si lavora alla la creazione di 10 aree di mobilità con car e bike sharing elettrico, veicoli elettrici per la distribuzione di merci, sensori per indicare parcheggi liberi e addirittura dei servizi di condivisione di auto a livello condominiale.

 

 

La condivisione cambia strategia<img alt="" src="/sharing/PublishingImages/sharing%20economy.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/sharing-cambia-strategia.aspxLa condivisione cambia strategiaÈ possibile fare un bilancio, anche parziale, della sharing economy? Va presa come una benedizione per ogni soggetto economico? Il modello sta sedimentando lentamente, rivela pregi e difetti, con aree molto fertili e zone d’ombra. GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Antonio Belloni2018-01-17T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Il clima più caldo impoverirà la nostra tavola<img alt="" src="/well-being/PublishingImages/banca%20germoplasma.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/well-being/Pagine/banca-germoplasma.aspxIl clima più caldo impoverirà la nostra tavolaL’aumento delle temperature avrà effetti negativi anche sulle specie vegetali, non solo quelle selvatiche. A rischio in particolare la resa dei cereali. Ne abbiamo parlato con gli esperti del Cnr.GP0|#70455d54-ef66-43b5-a7d9-756d5ecaf4f6;L0|#070455d54-ef66-43b5-a7d9-756d5ecaf4f6|Well Being;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2018-01-07T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Africa: condividere è la nuova economia<img alt="" src="/sharing/PublishingImages/sharing%20africa.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/sharing-africa.aspxAfrica: condividere è la nuova economiaDall’Uber delle mucche fino alle fattorie diffuse, nel continente nero si moltiplicano le start up che creano lavoro grazie alla sharing economy. E il settore vale 20 miliardi di euro e occupa 10 milioni di persone.GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Francesco Pacifico2017-12-20T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
L’Italia dal welfare a più velocità<img alt="" src="/close-to-you/PublishingImages/welfare.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/close-to-you/Pagine/welfare-istat.aspxL’Italia dal welfare a più velocitàSecondo una ricerca Istat ci sono forti differenze nell’accesso a cure mediche e assistenza fra le classi sociali, il Nord e il Sud. Ne ha parlato il presidente Giorgio Alleva al convegno sul welfare organizzato da Unipol in collaborazione con UniSalute.GP0|#884101ce-54ef-454e-bee5-326bcd6381da;L0|#0884101ce-54ef-454e-bee5-326bcd6381da|Close to you;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2017-12-18T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Il welfare del futuro? Sarà pubblico-privato<img alt="" src="/close-to-you/PublishingImages/welfare%20boeri.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/close-to-you/Pagine/welfare-boeri.aspxIl welfare del futuro? Sarà pubblico-privatoSoltanto una nuova strategia che coinvolga Stato, imprese e cittadini potrà rendere il settore assistenziale sostenibile. Ne sono convinti il presidente Inps, Tito Boeri e l’ad Unipol, Carlo Cimbri, intervenuti al convegno “A ciascuno il suo welfare”.GP0|#884101ce-54ef-454e-bee5-326bcd6381da;L0|#0884101ce-54ef-454e-bee5-326bcd6381da|Close to you;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2017-12-11T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

 

 

L’automobilista conta più della macchina<img alt="" src="/society/PublishingImages/auto%20distribuzione.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/automobilista-berta.aspxL’automobilista conta più della macchinaFca vende auto su Amazon, Daimler fa concorrenza a Uber. Così l'economia della condivisione cambia la distribuzione dell’auto. Changes ne ha parlato con Giuseppe Berta, ordinario di Storia economica all'Università Bocconi.GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Francesco Pacifico2017-01-16T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
C’è l’Abs contro la biopirateria<img alt="" src="/sharing/PublishingImages/Abs%20biodiversita.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/biodiversity-abs.aspxC’è l’Abs contro la biopirateriaSi chiama Access and Benefit Sharing e punta a ripartire in modo equo i proventi da risorse naturali. Changes ne ha parlato con Roberto Valenti, esperto di ABS dell'Environmental Biology Department della Sapienza Università di Roma.GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Nadia Anzani2017-01-08T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Casa e auto di proprietà non interessano più<img alt="" src="/sharing/PublishingImages/car%20sharing.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/sharing/Pagine/Casa-e-auto-di-proprietà-la-fine-di-un-mito-.aspxCasa e auto di proprietà non interessano piùPossedere un immobile o veicolo privato non rappresenta più una priorità nella società moderna, anche in Italia. E la condivisione di un bene è ormai uno stile di vita .GP0|#07c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711;L0|#007c23904-6676-40b2-abaf-7024f6aad711|Sharing;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2016-10-24T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD