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Sri: la partita europea si gioca in Italia

Environment

Il dibattito sugli esiti che avrà il lavoro dell'High Level Expert Group è uno dei temi caldi della Sri week, la settimana della finanza sostenibile e responsabile. Ed è al centro dell’evoluzione dell’offerta finanziaria.

​Era il 2012 quando si celebrava in Italia la prima Sri Week, la Settimana della Finanza sostenibile e responsabile. Un fatto che da solo aveva permesso al nostro Paese di compiere istantaneamente un bel balzo in avanti, in termini di credibilità, nei confronti di quelli in cui un evento del genere era in calendario già da qualche anno. Quella che si celebra dall'8 novembre e fino al 17 novembre è dunque la sesta edizione della Settimana Sri. E arriva in un periodo in cui sono in tanti ad affermare che l'integrazione di considerazioni sociali, ambientali e di governance (Esg, in inglese) si è ormai inserita stabilmente nel modo di approcciare l'investimento finanziario. In una parola, è diventata mainstream.​

A giudicare dalla partecipazione prevista agli eventi del nutrito calendario, sembra sia proprio così. «Ci attendiamo una grandissima affluenza - dice Francesco Bicciato, Segretario generale del Forum per la Finanza sostenibile (FFS), promotore e regista della manifestazione -. Naturalmente dai soci del Forum (arrivati a quota 73, ndr) e da operatori del settore che potrebbero diventare soci in futuro. Ma anche dal mondo accademico, da quello della consulenza, dai media».

Come da tradizione la Settimana Sri (#settimanasri sui social network) si aprirà in Parlamento e sarà una partenza in quarta. Domani a Roma, alla Camera dei Deputati, verrà infatti presentata la ricerca Doxa sugli investitori responsabili retail. Ma l'incontro, alla presenza del Sottosegretario al ministero dell'Economia, Pier Paolo Baretta, riveste un ruolo particolare anche per un altro motivo, che potrebbe pesare parecchio nello sviluppo della finanza Sri nel nostro Paese: «L'idea - spiega Bicciato - è aprire una discussione, coinvolgendo anche l'Intergruppo parlamentare sulla Finanza sostenibile (costituitosi a inizio legislatura, sarà rappresentato domani dagli Onorevoli Federico Ginato e Giorgio Zanin, ndr), sui possibili strumenti normativi capaci di migliorare il quadro a favore degli investitori Sri. Anche tenendo conto degli esiti che avrà il lavoro dell'High Level Expert Group on Sustainable finance (HLEG) della Commissione europea».

Il combinato disposto tra quanto a livello normativo verrà deciso in Europa e quanto potrebbe essere avviato in Italia proprio durante le giornate della Sri Week, autorizza a ritenere che la finanza sostenibile sia davvero alle soglie di un nuovo salto di qualità. Come dire che dopo aver prima varcato gli angusti confini del mercato di nicchia in cui è rimasta confinata per molti anni, ed essere poi entrata nel mainstream, ora essa si accinge a dare un contributo non marginale nel dettare le regole con cui si deve svolgere il grande e troppo spesso spregiudicato gioco dei mercati finanziari. Del resto è una tendenza che si riscontra a livello mondiale: secondo un report dello scorso anno di Un Pri, l'iniziativa dei Principi per l'Investimento responsabile promossa dalle Nazioni Unite, sono circa 300 gli strumenti normativi e regolamentari che promuovono la finanza Sri nelle maggiori economie del pianeta. Oltre la metà introdotti di recente, tra il 2013 e il 2016. Il che pare significare che prima o poi qualche norma bisogna introdurla, se l'ambizione è trasformare buone prassi in comportamenti collettivi e produrre cambiamenti sistemici.

Sul lavoro di HLEG sono puntati gli occhi di tutta la finanza Sri, persino al di là dei confini europei. La Settimana Sri non poteva dunque esimersi dal dedicarvi spazio e attenzione e lo farà in un incontro in cui «per una volta sarà l'Europa a venire in Italia», sottolinea Bicciato con una punta d'ironia. L'appuntamento è per il 13 novembre a Milano, in Borsa Italiana, per la tappa del roadshow che è stato organizzato sulle principali piazze finanziarie europee da Eurosif (il forum dei forum nazionali europei che promuovono la finanza Sri). Fra coloro che faranno gli onori di casa vi sarà Sara Lovisolo, Sustainability manager del London Stock Exchange Group (Lseg, di cui fa parte Borsa Italiana), che figura fra i collaboratori dell'Interim Report licenziato da HLEG a luglio (David Harris, Group Head Sustainable Business di Lseg, è fra i venti membri che compongono HLEG). «La direzione in cui si sta lavorando - dice Lovisolo - è quella di definire chiaramente, con un accordo minimo che lasci margini di flessibilità, quali attività possono essere a fondamento di strumenti finanziari green e sostenibili, quali cioè possono essere sicuramente riconducibili agli obiettivi dell'Accordo di Parigi o ai Sustainable development goals (SDGs) delle Nazioni Unite. Queste definizioni servono per fare chiarezza, ma la speranza è soprattutto che siano di aiuto per la realizzazione di politiche di incentivazione. Ma anche i consumatori di prodotti finanziari hanno un ruolo decisivo: c'è bisogno sia che la domanda di finanza sostenibile emerga, sia che l'offerta sia in grado di rispondere a tale domanda».​


Sustainability day: è iniziato il conto alla rovescia per la seconda edizione 

Intanto Lovisolo, che considera la sostenibilità un tema ormai imprescindibile in finanza, sta già lavorando alla seconda edizione del Sustainability Day, l'evento che a metà luglio a Palazzo Mezzanotte (una prima assoluta fra le piazze finanziarie europee) ha permesso a investitori Sri e società quotate di incontrarsi e fare engagement su temi di sostenibilità. Nel 2018 si replicherà a Milano e ci sarà la prima edizione a Londra. «Nell'Interim report - sottolinea inoltre Lovisolo in riferimento ancora al lavoro di HLEG - si auspica anche la creazione di un network europeo di centri finanziari per la promozione della finanza sostenibile, non necessariamente solo Borse». In questo senso le primissime basi per la costituzione di un network mondiale sono state gettate a settembre a Casablanca, dove sono convenuti rappresentanti di una quindicina di piazze finanziarie internazionali. Il prossimo incontro è in programma nel 2018 in Italia, anche in virtù del fatto che un ruolo decisivo in questo primo passo è stato giocato dal nostro ministero dell'Ambiente.

Oltre ai risultati della ricerca sugli investitori, durante la Sri Week verranno presentati: un manuale su finanza sostenibile e sviluppo locale (9 novembre a Milano), un manuale sugli investimenti a impatto (15 novembre a Milano), la terza edizione dello studio sulle politiche di investimento sostenibile degli operatori previdenziali (il 17 a Roma). Il 14 a Milano sarà la volta del Salone Sri che debuttò lo scorso anno. Appuntamenti saranno dedicati anche ai social bond e alla diversity & inclusion.

La Sri Week affronterà anche un tema su cui FFS ha in previsione di concentrare gli sforzi nel 2018: il sempre più intenso coinvolgimento del mondo universitario per dimostrare una volte per tutte - al di là di ogni ragionevole dubbio e contro ogni falso mito che pervicacemente resiste - che l'investimento sostenibile e responsabile è sinonimo di minori rischi e maggiori opportunità di rendimento. Se ne parlerà in maniera approfondita il 16 novembre presso Altis, l'Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dove è appena partito il primo master universitario in Italia con focus sulla finanza sostenibile), nell'appuntamento che costituisce l'evento annuale dell'Accademia Italiana per la Finanza sostenibile, il network promosso da FFS che vede la partecipazione di una quindicina di atenei ed è finalizzato allo scambio di informazioni e ricerche in materia.

«Sulla questione della minimizzazione dei rischi e della massimizzazione dei rendimenti - afferma Bicciato - occorre essere molto convincenti e dare dignità scientifica alle affermazioni. Perché è anche su questo punto che si gioca la possibilità per la finanza Sri di fare un ulteriore salto di qualità. L'interesse e la sensibilità dell'opinione pubblica su questi temi sono cresciuti negli ultimi anni. Ma affinché ciò si trasformi in comportamenti concreti, cioè in conseguenti decisioni d'investimento, occorre ancora lavorare per evitare che nell'immaginario collettivo si faccia confusione tra la solidarietà o la filantropia e la finanza sostenibile. Che deve invece essere considerata come la vera finanza».​

 

 

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